Ticino

‘Sull'alunnato non è stata violata la separazione dei poteri’

Il Consiglio di Stato risponde a Gianluca Padlina (Centro). ‘La preferenza indigena sul mercato del lavoro è un obiettivo sociale e costituzionale’

Criteri di reclutamento e contingenti
(Ti-Press)
4 dicembre 2023
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Per il Consiglio di Stato non c’è stata violazione dei poteri quando – attraverso una lettera inviata a lo scorso dicembre dalla Divisione giustizia del Dipartimento istituzioni guidato dal leghista Norman Gobbi alle presidenze di tutte le magistrature permanenti ticinesi – si informava dei contingenti, cioè del numero massimo di giuristi praticanti, che le singole autorità giudiziarie possono reclutare per alcuni mesi. A essere contestata – prima dall'associazione giuristi praticanti del canton Ticino, poi da due atti parlamentari – era l’indicazione contenuta nella lettera che “conferma” l’esclusione di alunni di nazionalità straniera, in possesso quindi di un permesso di dimora (B), o per frontalieri (G) oppure di domicilio e la “precedenza” nell’assunzione agli alunni che hanno compiuto gli studi “presso un ateneo svizzero”.

“L’informativa inviata annualmente – scrive l’esecutivo in risposta all’articolata interrogazione di Gianluca Padlina, deputato del Centro e già presidente dell’Ordine degli avvocati, sottoscritta anche da Mattea David (Ps) e Andrea Rigamonti (Plr) – ha semplicemente lo scopo di comunicare il contingente a disposizione di ogni autorità per l’anno seguente e trasmettere informazioni di carattere pratico inerenti le procedure amministrative per la stipula dei contratti”. Un simile scritto, afferma il Consiglio di Stato, “fa parte dei normali contatti fra Divisione della giustizia e Magistrature permanenti. Non ha intenzione di ledere o prevaricare in alcun modo il fondamentale principio della separazione dei poteri”.

Non obbligatorio, ma fortemente consigliato

Per sostenere gli esami di avvocatura, va ricordato, bisogna aver fatto complessivamente due anni di praticantato. Durante questo periodo lo stage, per almeno dodici mesi, in uno studio legale ticinese è obbligatorio. Non è invece necessario, seppur fortemente consigliato, un periodo presso un’autorità giudiziaria amministrativa.

Ricordando che il documento è una comunicazione informativa a carattere interno e non una direttiva, il Consiglio di Stato segnala che “negli anni sono stati esclusi già da parte delle stesse autorità giudiziarie, per comprensibili ragioni derivanti anche dall’efficienza dell’attività svolta e dall’impegno formativo, candidati alunni giudiziari di nazionalità straniera e con studia all’esterno. Sono stati invece assunti, sempre su richiesta di singoli magistrati, candidati con studi presso università svizzere, ma di nazionalità straniera, sovente con una procedura di naturalizzazione in corso. In questo senso – precisa la risposta – si è sempre interagito costruttivamente nel salvaguardare, in primis, l’interesse delle autorità stesse”.

‘Gli altri stati non si comportano reciprocamente’

Il governo ricorda anche come il principio di preferenza dei cittadini svizzeri sul mercato del lavoro indigeno è uno degli obiettivi sociali iscritti nella costituzione cantonale. “Lungi dal voler limitare i diritti costituzionali dei cittadini (svizzeri o stranieri qui domiciliati), la comunicazione della Divisione giustizia costituisce un caso di applicazione pratica di questo principio”. Inoltre, “non possiamo sottacere, in questo contesto, che anche nell’ambito della pratica legale (come in tanti altri) gli stati esteri a noi vicini non garantiscano ai cittadini elvetici alcuna reciprocità nell’accesso al mercato del lavoro malgrado le convenzioni internazionali sottoscritte da tempo”.

Come già fatto rispondendo alla prima interrogazione sul tema, quella depositata dai comunisti Massimiliano Ay e Lea Ferrari, il Consiglio di Stato ha precisato che per il prossimo anno “pur in un momento di contingenze finanziarie sfavorevoli” ha confermato l’importo (594mila franchi) già previsto lo scorso anno. Così potrebbe non essere in futuro: “In ossequio al decreto legislativo concernente il pareggio del conto economico entro fine 2025, non può essere oggi garantita l’entità dei crediti a disposizione per i prossimi anni”. Sempre a proposito di conti e preventivi, “le assunzioni per il 2024 sono state ritenute fino al mese di giugno, le restanti sono al momento sospese, in attesa dell’approvazione del Preventivo da parte del Gran Consiglio”.

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