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24.11.2022 - 22:41

Premi cassa malati, Ps pronto a iniziativa popolare e referendum

Il ‘parlamentino’ socialista stasera ha conferito alla direzione il mandato di valutare il ricorso alle urne per fronteggiare le politiche borghesi

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Ti-Press/Golay
Via libera dal comitato cantonale

Il Ps è pronto a un’offensiva per contenere i costi della salute e, di conseguenza, far diventare il tema una delle pietre angolari su cui costruire la campagna per le Elezioni cantonali del prossimo 2 aprile. Il comitato cantonale socialista infatti, riunitosi stasera a Bellinzona, ha deciso all’unanimità di conferire alla direzione il mandato di valutare il lancio di un’iniziativa e/o di un referendum per rispondere all’emergenza dell’aumento dei premi di cassa malati.

È un Partito socialista che quindi dalla difesa prova a passare all’attacco, quello che con la candidata per il governo Marina Carobbio, il capogruppo in Gran Consiglio Ivo Durisch e il deputato Danilo Forini ha lungamente dibattuto dello tsunami che nel 2023 comporterà un aumento medio di quasi il 10% dei premi di cassa malati. La sintesi è semplice: «La decisione del parlamento di bocciare la nostra iniziativa che chiedeva di limitare i premi per il ceto medio è molto deludente», ha rimarcato Forini.

Ma, ancora peggio per Durisch, sarà la proposta di introdurre una deduzione di 1’200 franchi annui per ogni figlio che, molto verosimilmente, con l’appoggio del fronte borghese sarà approvata dal Legislativo nella sessione di dicembre. «Mascherano una misura sociale con una decisione che provocherà un allargamento delle disuguaglianze, perché a beneficiarne saranno soprattutto le famiglie più ricche», hanno infatti evidenziato sia Durisch sia Carobbio.

Riget: ‘Quanta sfacciataggine dai partiti borghesi’

In un contesto, ha ricordato la copresidente Laura Riget nel suo discorso politico, dove «i partiti borghesi hanno mostrato tutta la loro sfacciataggine». Inserendo la decisione presa lunedì dal Gran Consiglio in un discorso più ampio: «Ogni anno è la stessa storia, per mesi i borghesi ripetono la favola della spesa fuori controllo e del presunto sperpero dei soldi dei contribuenti con lo scopo di giustificare preventivi insufficienti, che non rispondono ai bisogni dei cittadini».

Preventivi che poi, «dopo essere stati usati per parlare continuamente di tagli, portano a Consuntivi con cifre decisamente migliori». Ebbene, ha proseguito Riget: «Quest’anno da 135 milioni di franchi di disavanzo si chiuderà, probabilmente, quasi in pareggio. Non ero bravissima in matematica a scuola, ma sbagliare di oltre 130 milioni non mi sembra accettabile per un Dipartimento finanze ed economia che lavori seriamente». Perché la conseguenza è una: «Questo improvviso miglioramento per la destra si traduce in uno spazio che si apre per gli sgravi fiscali dedicati alle persone più ricche e alle grandi imprese».

Insomma, «una chiara narrazione usata come tesi per contrastare proposte come la nostra sui premi di cassa malati, una proposta concreta e respinta dalla destra con la giustificazione che le finanze sono in rosso. Eppure quando si parla di sgravi fiscali il problema dei conti in rosso non esiste. È una situazione vergognosa che non può lasciarci indifferente».

Sirica: ‘Il fronte rossoverde è temuto’

Nel suo discorso, invece, Fabrizio Sirica si è detto «preoccupato per molte cose: l’aumento dei premi di cassa malati, la prossima legislatura che si prospetta di lacrime e sangue, per il mondo del lavoro». Ma allo stesso tempo «sento, avverto, leggo il timore che negli altri partiti si registra per il nostro progetto rossoverde. Il presidente del Centro Dadò si è prodigato nel suo comitato cantonale a commentare cose anche false, dimostrazione che siamo temuti».

È davvero un Ps temuto? «Sì, perché siamo coerenti e profilati – ha attaccato ancora Sirica –, la destra ormai ha fagocitato sia il centro sia i sedicenti radicali, basti pensare al relatore del rapporto che ha affossato la nostra proposta per sostenere il ceto medio (Matteo Quadranti, ndr)». E timori nel partito dopo i recenti scossoni? «Nessuno, abbiamo avuto una defezione e quattro nuove iscrizioni» ha commentato Sirica, confinando all’aritmetica spiccia l’addio di Amalia Mirante. Senza peraltro nominarla.

Gran Consiglio, 84 candidati già decisi

Poi c’è la campagna. Che «per la prima volta sarà divisa in due, una per il Consiglio di Stato assieme ai Verdi e una per il Gran Consiglio nostra. Per noi è fondamentale fare bene entrambi, perché ci giochiamo tantissimo» ha ammonito il copresidente del Ps.

E la lista c’è. O meglio, quasi. «Abbiamo già selezionato 84 candidati, mirando al rinnovamento con almeno il 30% di candidati under 35 accompagnati da persone di esperienza e anche pensionati; all’insegna della parità, con almeno 45 donne; e aprendoci, la nostra non sarà una lista solo interna al partito, sarà rivolta anche a indipendenti, nuovi iscritti e pronta ad accogliere le minoranze». Con «una possibilità di alleanza al fotofinish»... ha aggiunto sibillino Sirica, senza dire di più.

Il possibile accordo in extremis col Forum Alternativo

Il di più è l’assemblea che il Forum Alternativo terrà domenica mattina, nella quale il movimento di Franco Cavalli deciderà come posizionarsi in vista delle Elezioni cantonali. E, si voterà su due proposte: una prevede di non presentare una lista per il Gran Consiglio, l’altra prevede invece di accettare una proposta formulata recentemente proprio dal Ps. Quale? Stando a quanto appreso da ‘laRegione’ si tratta di inserire nella lista del Ps candidati ‘targati’ Forum Alternativo, come indipendenti. Il Forum conta circa 270 tesserati, che per statuto possono contemporaneamente essere iscritti ad altri movimenti di sinistra. Chissà, forse anche nella lista per il Gran Consiglio alle prossime Cantonali.

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