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16.11.2022 - 20:33
Aggiornamento: 21:05

Imposta di circolazione, sul calcolo del governo è già polemica

Dopo la votazione del 30 ottobre per diminuirle, il Consiglio di Stato propone dei correttivi. Passalia (iniziativista): ‘Si tradisce la volontà popolare’

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Ti-Press

Continua il valzer delle cifre. Sulle imposte di circolazione il governo ha rifatto i calcoli, che ora contemplano una formula differenziata in base ai cicli di omologazione «per assicurare parità di trattamento tra tutti i detentori di veicoli» e un coefficiente di moltiplicazione del gettito «per garantire un impatto finanziariamente neutro rispetto a quanto votato dal popolo». Così il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi ha presentato i correttivi proposti in un Decreto legislativo urgente per conteggiare la nuova imposta di circolazione. Una modifica di legge che fa seguito alla votazione popolare del 30 ottobre con cui il popolo ticinese ha dato il nullaosta alla diminuzione delle imposte di circolazione approvando il testo conforme elaborato sulla base dell’iniziativa popolare lanciata nel 2017 dal Centro/Ppd ‘Per un’imposta di circolazione più giusta’. La formula del Decreto d’urgenza è stata adottata per garantire alla Sezione della circolazione una base legale solida per poter procedere con l’emissione delle nuove imposte già dal gennaio 2023, mentre per l’anno successivo sarà necessaria una nuova revisione.

Differenziazione dei cicli di omologazione

«Già durante la fase di dibattito pubblico abbiamo evidenziato alcuni problemi di carattere tecnico in applicazione al testo approvato dal popolo», ha spiegato Gobbi riferendosi alla questione dei cosiddetti "cicli di omologazione". Semplificando, si tratta di una procedura a cui tutte le vetture vengono sottoposte per rilevare le loro emissioni di CO2. Di questi cicli di omologazione esistono due tipologie, una (Necd) in vigore da 30 anni che ha palesato molte criticità visto che i valori rilevati sono sottostimati rispetto a quelli reali prodotti dalla vettura. E una (Wltp) di recente introduzione e più aderente alla realtà. Il problema è che, essendo la nuova formula per il calcolo delle imposte basata fondamentalmente sulle emissioni di CO2, le vetture più recenti e tendenzialmente meno inquinanti sarebbero svantaggiate dato che presentano cifre relative ai valori di emissione più alte. Per ovviare a questa stortura, il Consiglio di Stato propone di differenziare la formula in base al ciclo di omologazione, "condonando" un importo maggiore di CO2 alle auto di nuova generazione.

Moltiplicatore: per non togliere ulteriori 7,7 milioni allo Stato

Questa differenziazione comporterebbe però una diminuzione del gettito per il 2023 di ulteriori 7,7 milioni di franchi rispetto al testo conforme avallato dal popolo. Ciò che per il governo non è sostenibile considerando le note difficoltà per le casse pubbliche, attestate anche dal dibattito in corso sul Preventivo 2023. Da qui l’idea di applicare un coefficiente di moltiplicazione del gettito – pari a 1,127 e per tutti i veicoli – in modo da avere un impatto finanziariamente neutro.

Introducendo questo due modifiche, la stima del gettito previsto per il 2023 è di 87,5 milioni, «comunque quasi 20 in meno rispetto a quest’anno» ha considerato Gobbi riferendosi ai 106,1 incassati dal Cantone nel 2022. Mentre per il 2024 – quando cadrà la moratoria in atto per i veicoli immatricolati prima del 2009 – si stima di arrivare a 91,5 milioni, «cifra indicata durante la fase di votazione e nelle informazioni ufficiali ricevute a casa da tutti i cittadini», ha commentato il direttore del Di. Il quale ha auspicato che il Gran Consiglio riprenda completamente la proposta governativa in quanto «mantiene l’obiettivo di una generale diminuzione delle imposte di circolazione, garantisce la parità di trattamento per i veicoli più moderni e ha un impatto finanziariamente neutro», ha ribadito.

Passalia: ‘In Gran Consiglio ci batteremo contro’

Auspicio contro il quale collidono le prime parole di reazione dell’iniziativista Marco Passalia. «Così si tradisce la volontà popolare – ha recriminato, da noi contattato, il deputato del Centro/Ppd –. Non sono per nulla contento. Di fatto si vogliono aumentare le imposte di circolazione del 13% rispetto alla nostra iniziativa. Tutto questo per incassare 7,7 milioni di franchi, quando abbiamo una spesa pubblica di circa 4mila milioni e il preconsuntivo reso noto nelle scorse ore mostra dei conti dello Stato molto migliori del previsto. Per contro c’è un grave problema di inflazione e di potere d’acquisto dei cittadini». Si preannuncia una nuova discussione accesa in parlamento: «Ci batteremo in Gran Consiglio contro la proposta del moltiplicatore – ha assicurato Passalia, ricordando che l’iniziativa originale chiedeva un tetto massimo a 80 milioni –. A un certo punto siamo scesi al compromesso di 85 milioni per andare incontro al governo, ma a queste condizioni rimaniamo sulla nostra proposta di alleggerire ulteriormente i cittadini. E confidiamo nell’appoggio di tutti coloro che hanno sostenuto l’iniziativa».

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