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27.09.2022 - 18:18
Aggiornamento: 21:21

Vent’anni di Strade Sicure e ‘il Ticino torna nella media’

Il numero di incidenti a sud delle Alpi è calato del 63% in 20 anni, rientrando in linea con i dati nazionali

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Ti-Press
Si vogliono raggiungere giovani e anziani

«In vent’anni siamo riusciti a ridurre il numero d’incidenti e di morti sulle nostre strade, portando il dato ticinese in linea con quello nazionale». È decisamente positivo il bilancio tracciato dal direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi sui primi 20 anni di ‘Strade Sicure’, il progetto di prevenzione che mira a diminuire gli incidenti della circolazione stradale. «Siamo passati dai 1’612 incidenti con vittime nel 2002 ai 669 dello scorso anno. Si tratta di una diminuzione del 63%». Significativo anche il dato legato ai decessi, specialmente se paragonato al resto della Svizzera: in quasi dieci anni in Ticino si è passati da 51,6 incidenti con vittime – ogni 10mila abitanti – a 19,1. Nel resto del Paese la discesa è stata inferiore (da 32,6 a 20,1). «È il segnale che la prevenzione premia. Un discorso che è stato esteso anche ad altri progetti, tutti raggruppati sotto il tetto della campagna ‘Ticino Sicuro’».

‘Una mobilità sempre più complessa e integrata’

Durante l’incontro con i media, al quale hanno partecipato anche i diversi partner attivi sul territorio, è stato rimarcato il cambiamento che il settore della mobilità ha subito nel tempo. «Le automobili di oggi hanno sicuramente una serie di strumenti che ne aumentano la sicurezza», ha riconosciuto Gobbi. «Allo stesso tempo sono aumentate anche le distrazioni per il conducente. Il cellulare alla guida è un problema e sono ancora troppi i guidatori che rispondono a telefonate o messaggi mentre si trovano al volante. Senza dimenticare che la mobilità è sempre più integrata e complessa, penso ad esempio ai monopattini elettrici. Bisogna fare attenzione». Un problema che tocca soprattutto i giovani, per questo motivo si punta sempre di più a sensibilizzare attraverso i social network con campagne e messaggi mirati.

‘La polizia fa anche prevenzione’

Un ruolo attivo lo ricoprono anche le forze dell’ordine. «La prevenzione fa parte dei compiti degli agenti, anche se a volte ce lo si dimentica visto che non rientra nelle statistiche», ha affermato il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. «A questo si affiancano i controlli, per poter verificare se la popolazione ha recepito il messaggio». Un’azione preventiva, ha segnalato il capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova, «che si vuole sempre più scientifica ed efficiente».

Per quanto riguarda il futuro lo sguardo è rivolto anche alla popolazione più anziana, con il progetto ‘Guidare in tutta sicurezza nella terza e quarta età’ che ha lo scopo di «fornire maggiori strumenti alla fascia più anziana della popolazione per vivere la mobilità in sicurezza e serenità», ha affermato il capo progetto di ‘Strade Sicure’ Renato Pizolli.

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