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laR
 
25.09.2022 - 18:00

Il governo dice sì al fondo per apprendisti in difficoltà

Accolta la proposta di Fonio ed Ermotti-Lepori. Sarà gestito dal Decs, rifornito da pubblico e privato, e servirà a rifondere le direzioni delle sedi

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Ti-Press
Accolta la richiesta del Centro

Era l’11 aprile quando i deputati del Centro Giorgio Fonio e Maddalena Ermotti-Lepori avevano chiesto, con una mozione al Consiglio di Stato, di istituire un fondo per aiutare apprendisti con comprovate difficoltà finanziarie in situazione d’emergenza. Un fondo al quale avrebbero potuto attingere le sedi scolastiche, per dare un aiuto agli allievi soprattutto nel settore della formazione professionale. Ebbene, il governo ha accolto la richiesta e questo ‘credito’ verrà messo a disposizione.

"In base all’approfondimento svolto si reputa che le direzioni scolastiche, rispettivamente i docenti-mediatori, siano già in grado di rispondere alla maggior parte delle richieste di aiuto finanziario degli studenti e apprendisti in modo appropriato, attivando la rete dei contatti e servizi specialistici", premette il governo nel suo messaggio. Però, e siamo al punto, "tenuto conto che le scuole non dispongono di una piccola cassa e che per alcuni limitati casi un intervento diretto potrebbe essere una soluzione più snella ed efficace, il Consiglio di Stato ritiene adeguato creare un piccolo fondo (deposito), gestito dalla direzione del Decs, atto a rifondere alle Direzioni scolastiche del settore del post obbligo gli aiuti accordati a studenti e apprendisti che necessitano un aiuto finanziario puntuale urgente che non può essere soddisfatto da altri enti o in modo autonomo dalla scuola".

Partecipazione tra pubblico e privato

Al momento "non c’è una base legale", e il governo "ritenendo inutile crearne una ex novo" ha deciso che "il deposito, immaginato di poche migliaia di franchi, sarà alimentato da fondi privati (fondazioni con scopi sociali) ai quali si aggiungeranno importi paritari da parte di fondi pubblici". Considerando come "ci sono numerose fondazioni che già ora assicurano un importante e generoso impegno nel mondo della formazione e dell’aiuto sociale" la direzione del Decs "proporrà loro di partecipare alla costituzione di questo deposito con un versamento iniziale di 2mila franchi, che potrebbe essere reiterato ogni due o tre anni, a seconda dell’evoluzione delle richieste".

Ogni quota versata da una singola fondazione senza scopo di lucro "verrà raddoppiata tramite fondi gestiti dal Cantone (Fondo Swisslos o Fondo Papa)". Ed è in previsione "un regolamento che definirà le modalità di richiesta, i potenziali destinatari e le prestazioni riconosciute".

Nel suo messaggio, il Consiglio di Stato informa che nell’anno scolastico 2021/2022 in 135 casi il ricorso ai docenti-mediatori è stato motivato da problemi finanziari.

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