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02.09.2022 - 17:40
Aggiornamento: 22:11

Marina Carobbio scende in campo: ‘Pronta a candidarmi’

Elezioni cantonali 2023, la parlamentare federale socialista ha comunicato al partito la propria disponibilità a correre per il Consiglio di Stato

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Ti-Press

Marina Carobbio ha sciolto le riserve. Ha annunciato alla commissione elettorale del Ps la propria disponibilità a candidarsi per il Consiglio di Stato alle elezioni cantonali del prossimo aprile. Lo ha reso noto questo pomeriggio, con un comunicato stampa, la stessa consigliera agli Stati socialista. Precisando di aver dato la propria disponibilità "solo nel caso in cui il Partito socialista lo riterrà opportuno" e se "ciò si inserirà in un progetto condiviso dell’area di sinistra e progressista". Ha informato della propria decisione anche la Direzione del partito cantonale, i vertici del Ps Svizzero e della Frazione socialista alle Camere federali.

"Non è stata una decisione facile", scrive Carobbio, affermando di aver ponderato "a lungo" tra la scelta di mettersi a disposizione del proprio partito per una candidatura al governo ticinese o di continuare il lavoro politico a Berna "in difesa delle fasce di popolazione più fragili, del ceto medio e nell’interesse del nostro Cantone e della Svizzera italiana".

‘Per un progetto comune dell’area rosso-verde’

Ribadendo che la scelta delle candidature al Consiglio di Stato è demandata alle istanze del Partito socialista e in particolare al Congresso, Marina Carobbio ritiene di "poter portare un contributo per far crescere un polo progressista coeso e forte, che sappia unire le proprie forze a favore di una società più giusta, solidale e sostenibile a livello ambientale". L’esponente socialista auspica dunque che la propria candidatura "possa far parte di un progetto comune dell’area rosso-verde". Cioè di una lista unitaria Ps-Verdi. Nel comunicato Carobbio non accenna però a uno dei temi che verranno affrontati nella Conferenza cantonale del partito in programma la prossima settimana: quello, delicato, della ripartizione delle candidature nella lista unica, tema sollevato dalla mozione di Matteo Muschietti, Evaristo Roncelli e Lauro Degiorgi. Secondo i quali tre candidati dovrebbero essere socialisti. Ancora di recente gli ecologisti hanno confermato il proprio sostegno alla lista unica, purché il numero dei candidati del Ps sia lo stesso di quello degli ecologisti: dunque due socialisti, due Verdi e, quale quinto aspirante consigliere di Stato, un rappresentante della società civile. Per raccogliere una sua opinione al riguardo abbiamo cercato, ma invano, di raggiungere telefonicamente Carobbio.

Classe 1966, laurea in medicina a Basilea nel 1991, Marina Carobbio vanta una lunga esperienza politica, a livello sia cantonale che federale. In Gran Consiglio è stata fra l’altro capogruppo. Nel 2007 è entrata in Consiglio nazionale, di cui è stata anche presidente. Nel 2019 l’elezione agli Stati, prima donna ticinese e prima socialista ticinese alla Camera dei Cantoni. Sposata, due figli, abita a Lumino.

Sirica: un nome di assoluto prestigio

«Un nome, quello di Marina Carobbio, di assoluto prestigio – sottolinea il copresidente del Ps Fabrizio Sirica –. La decisione di mettersi a disposizione per le elezioni cantonali ha richiesto ovviamente da parte sua una lunga e attenta riflessione, trattandosi di una scelta che ‘impatta’ sul piano familiare e professionale. Finalmente ha fatto chiarezza. E non nascondiamocelo: vi sono forti possibilità che la commissione elettorale proponga la sua candidatura. Del resto la strategia della Direzione del partito è quella di avere in lista un nome forte che possa raccogliere il consenso di un’ampia parte del partito. E quello di Marina Carobbio è di sicuro un nome forte».

Bourgoin: esperienza e affidabilità

Dice la co-coordinatrice dei Verdi Samantha Bourgoin: «Personalmente sono molto felice della più che probabile candidatura di Marina. Credo che possa portare molta professionalità, esperienza e affidabilità. Sarà una buona partner nella campagna elettorale». Una buona partner... significa, Bourgoin, che in casa Verdi lei si è messa a disposizione per la corsa al Consiglio di Stato? «Al nostro interno non abbiamo ancora parlato di nomi», taglia corto la co-coordinatrice e granconsigliera ecologista. Intende mettersi a disposizione? «Non abbiamo ancora parlato di nomi». Inutile insistere. Per ora.

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