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laR
 
25.08.2022 - 05:30
Aggiornamento: 15:50

‘Autori di violenza domestica, seguito psicologico obbligatorio’

La richiesta al governo arriva con un‘iniziativa di Gardenghi (Verdi) e Fonio (Centro): ’Serve fare un passo in più, l’emergenza merita molta attenzione’

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Ti-Press
‘Il problema ci preoccupa sempre di più’

Gli autori di violenza domestica e stalking devono essere obbligati a un seguito psicologico. A chiederlo al Consiglio di Stato, con un’iniziativa parlamentare elaborata, sono i deputati Cristina Gardenghi (Verdi) e Giorgio Fonio (Il Centro/Ppd). L’articolo 9a della Legge sulla polizia attualmente in vigore, si legge nell’atto parlamentare, "prevede la chiamata dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa con la possibilità di una consulenza. L’interessato può però sempre rifiutare tale aiuto". Ebbene, "visto anche l’aumento della violenza riscontrato da vari specialisti dopo questo biennio di pandemia, si ritiene necessario creare una base legale che permetta all’Ufficiale di polizia o all’assistenza riabilitativa di ingiungere agli autori di violenza un approfondimento psicologico o psichiatrico".

In Ticino tre interventi al giorno per liti domestiche

Il fenomeno preoccupa, perché "oggi in Ticino la polizia interviene tre volte al giorno per liti domestiche. Nel 2021 in Svizzera vi sono stati 20 femminicidi". E l’attuale normativa cantonale "mette l’accento sulla protezione delle vittime, e informa l’autore sulle possibilità di sostegno offerte dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa, sperando che l’autore sia in grado di capire che necessita un aiuto". In sintesi, "la legge non obbliga l’aggressore a un seguito psicologico. Anzi, con l’articolo 9a della Legge sulla polizia il legislatore sembra illudersi che l’aggressore, allontanandosi dal ‘suo’ destino, possa ‘guarire’ spontaneamente dalla sua aggressività". È così? I due granconsiglieri non ne sono convinti: "Purtroppo – scrivono infatti – la realtà non è sempre così, anzi, quasi mai. Casi anche eclatanti hanno dimostrato che dopo uno o più allontanamenti l’escalation di violenza non di rado aumenti e addirittura provochi il cosiddetto atto irreparabile. Potendo comprendere il disagio, o peggio la turba psichica, dell’aggressore sicuramente si garantirebbe una maggior tutela delle vittime".

‘Permetterebbe allo specialista di stabilire le misure appropriate’

Insomma, "l’obbligo di un seguito psicologico permetterebbe allo specialista di valutare l’equilibrio dell’aggressore nel tempo e, se del caso, stabilire le misure sanitarie appropriate, aiutandolo a incanalare in un altro modo la propria problematica", scrivono Gardenghi e Fonio. Lo specialista, "relazionando all’autorità le permetterà di proporre i provvedimenti più adatti alla fattispecie. Questo strumento deve anche essere inteso come un mezzo preventivo, ma in ogni caso deve accompagnare la misura dell’accompagnamento".

Gardenghi: ‘L’attuale apparato legislativo non risolve il problema alla radice’

«L’attuale apparato legislativo in materia di violenza domestica e stalking mette l’accento sulla protezione delle vittime, che è certamente importante, ma non risolve il problema alla radice», commenta a ‘laRegione’ Gardenghi. Di conseguenza, «l’obbligo di un seguito psicologico per gli autori delle violenze aiuta da una parte le autorità a capire se vi è un pericolo di recidiva, permettendo quindi di adottare misure preventive per evitare che la persona in questione compia altri atti simili e arrivi magari anche al cosiddetto atto irreparabile». Dall’altra parte, sottolinea ancora Gardenghi, «questa misura pone l’autore delle violenze di fronte alle sue responsabilità e offre un’importante opportunità di capire e cominciare ad affrontare i propri demoni, spesso all’origine dei comportamenti violenti».

Fonio: ‘Chi maltratta una donna e resta in giro è una bomba a orologeria’

«La violenza domestica è uno dei grandi problemi, e dei più preoccupanti, della nostra società» sottolinea dal canto suo Fonio. E la politica «ha l’obbligo morale di interrogarsi su quanto succede in questa società. La pandemia, probabilmente, ha avuto tra i suoi strascichi anche l’ampliamento della portata della violenza domestica e ritengo necessario chinarsi con attenzione su questo dramma che provoca dolore in tante persone».

Anche perché, prosegue Fonio, «a tema violenza domestica, come se non bastasse, nasce anche un altro problema: ci sono segnalazioni e denunce delle vittime, in grandissima parte donne, ma ci sono anche molte altre persone che non denunciano perché hanno paura. Noi – dice ancora il deputato del Centro – proponiamo questa modifica che nasce ascoltando chi opera sul territorio, le associazioni che aiutano le donne avendo a che fare con situazioni, purtroppo, di vita reale. Riteniamo che con questa proposta potremmo dare un ulteriore impulso a fare passi avanti nella lotta contro la violenza domestica».

Non solo. L’auspicio che accompagna questa iniziativa è duplice: «Innanzitutto proteggere e tutelare le vittime – spiega Fonio –. Ma chi oggi maltratta una donna, può essere semplicemente allontanato e diventare una bomba a orologeria in giro: con questo obbligo di un seguito psicologico la speranza è monitorare, fermare e anche aiutare da un certo punto di vista la persona, che non può rimanere sola ma va accompagnata in un percorso di recupero».

Gardenghi e Fonio sono i primi firmatari, ma l’iniziativa parlamentare trova le firme di un esponente di ogni partito che fa gruppo in Gran Consiglio. Un buon viatico per un iter veloce e una prova del fatto che la politica cantonale è sensibile al tema? «Certo, ma direi soprattutto che le firme da parte di tutti i gruppi mostrano come questa iniziativa non abbia un colore politico, per tutti è un problema prioritario e ci interessa che a breve venga affrontato con ancor più vigore».

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