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23.08.2022 - 12:01
Aggiornamento: 16:53

Anno scolastico al via: la sfida è integrare gli allievi ucraini

Presentato il nuovo anno scolastico. Al centro del dibattito anche il superamento dei livelli A e B. Circa 3’600 i nuovi apprendisti

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Ti-Press

Due le sfide importanti che si presentano all’inizio dell’anno scolastico 2022/2023 in Ticino: l’inserimento nelle scuole ticinesi delle allieve e degli allievi ucraini, fuggiti dal loro Paese a causa della guerra in corso, e il superamento dei "livelli" A e B nelle scuole medie.

Al termine dello scorso anno scolastico gli allievi provenienti dall’Ucraina nelle scuole ticinesi erano oltre 630, di cui oltre 100 nella scuola dell’infanzia, 250 nelle scuole elementari, 170 nelle scuole medie e 100 nelle scuole postobbligatorie. Durante l’estate il 60% circa degli allievi già scolarizzati in età di scuola elementare e media ha frequentato i corsi intensivi facoltativi di italiano per alloglotti organizzati dal DECS in collaborazione con la Fondazione Lingue e sport. Parallelamente gli allievi delle scuole postobbligatorie hanno continuato a seguire il progetto "Qualification for Ucraina" (Q-UA), che si concluderà alla fine di agosto, con l’inserimento anche di questi allievi nei percorsi ordinari, come già è il caso negli altri ordini scolastici.

Il processo integrativo dovrebbe proseguire con le migliori premesse, sottolinea il Decs nel comunicato odierno, grazie al lavoro di integrazione svolto nella seconda parte dello scorso anno scolastico e rafforzato dai programmi estivi aggiuntivi, svolgendosi secondo le procedure ordinarie di accoglienza in vigore per tutti gli allievi alloglotti. L’integrazione sarà estesa anche agli ulteriori circa 200 bambini e giovani ucraini residenti in Ticino sottoposti all’obbligo scolastico o formativo che a giugno non si erano ancora iscritti a scuola, nel frattempo contattati.

Il dibattito sul superamento dei livelli A e B alle scuole medie è ripartito sia fra gli addetti ai lavori, sia nel mondo politico, dopo il voto in senso contrario del Gran Consiglio dello scorso 26 gennaio. Oggi sembra poter esserci una maggioranza politica a sostegno della volontà comune di sostituire gli attuali corsi attitudinali e di base con un’altra organizzazione dell’insegnamento, mentre è ancora da avviare il dibattito sul modello da adottare capace di fare sintesi fra le numerose opzioni in campo. Nelle prossime settimane i responsabili del DECS incontreranno la Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio per una prima discussione sul tema.

Novità nel Piano di Studio

Con l’inizio dell’anno scolastico il Piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese (PdS) perfezionato sarà ufficialmente diffuso anche presso i docenti e saranno previste delle iniziative formative volte ad accompagnarli nell’integrazione delle novità proposte nella propria pratica quotidiana. Oltre ad alcuni elementi di novità (maggiore leggibilità e uniformità, migliore integrazione tra le sue diverse parti, accresciuta coesione tra il documento di base e i materiali di accompagnamento), nel documento sono inoltre stati inseriti alcuni nuovi piani disciplinari a seguito delle riforme scolastiche degli ultimi anni, come il capitolo dedicato all’educazione alla civica, alla cittadinanza e alla democrazia e il capitolo sulla storia delle religioni. Particolare attenzione è infine stata data al tema dello sviluppo sostenibile, promosso dalla Confederazione e già inserito negli altri piani di studio nazionali (Plan d’études romand e Lehrplan21).

Avanti con la docenza di classe potenziata

Nelle scuole medie continua la sperimentazione sul potenziamento della docenza di classe, avviata con l’inizio dell’anno scolastico 2021/2022. Il potenziamento è stato ideato per intensificare l’accompagnamento degli allievi nella scelta e nella progettazione di un percorso formativo nel postobbligo grazie alla collaborazione tra il docente di classe e i servizi di orientamento. L’andamento del progetto pilota è finora valutato positivamente e la sperimentazione si protrarrà anche nel corso dell’anno scolastico 2022/2023, quando coinvolgerà – in aggiunta alle terze – anche classi di quarta media e toccherà un totale di 12 sedi. L’obiettivo è di generalizzare il potenziamento della docenza di classe in tutti i 36 istituti di scuola media a partire dall’anno scolastico 2023/2024.

L’amicizia al centro dell’agenda scolastica

L’amicizia è il tema dell’agenda scolastica 2022-2023 distribuita in tutta la Svizzera italiana. L’agenda, oltre che essere uno strumento organizzativo, vuole offrire ai giovani testi di riflessione su un tema a loro molto caro. Dieci storie che parlano dell’amicizia in tutte le sue forme e nelle quali gli allievi possono riconoscersi. Grazie al tema sono così affrontate diverse competenze socio-emotive come il rispetto, la sospensione del giudizio, la fiducia nel prossimo, l’autostima o la solidarietà. I docenti troveranno così spunti utili per l’animazione di discussioni di classe e approfondimenti con gli allievi. Presenti nell’agenda anche pagine speciali dedicate a temi specifici, come la prevenzione degli abusi, le richieste d’aiuto, la sostenibilità o la partecipazione al Consiglio cantonale dei giovani. L’agenda scolastica è un’iniziativa del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e del Dipartimento della sanità e della socialità, in collaborazione con Radix Svizzera italiana.

Circa 3’600 nuovi/e apprendisti/e al via

Nei centri professionali stanno iniziando un nuovo anno scolastico circa 12’000 apprendisti e studenti, con una sostanziale stabilità per la formazione di base rispetto ai dati dell’anno scolastico 2021/2022 e un aumento di allievi/e presso l’Istituto della transizione e del sostegno, che accoglierà una parte dei giovani provenienti dall’Ucraina nell’ambito del pretirocinio d’integrazione. Circa due terzi degli apprendisti e apprendiste (6’800 giovani) svolgono la formazione di base nella modalità duale (scuola-azienda), l’altro terzo (circa 3’700 giovani) frequenta una scuola professionale a tempo pieno. Per quanto concerne il livello terziario non universitario, sono circa 1’300 gli allievi iscritti in una delle 10 scuole specializzate superiori.

Quest’anno saranno circa 3’600 le ragazze e i ragazzi che entreranno per la prima volta in un percorso di formazione professionale, in una scuola a tempo pieno (1’100) o con un apprendistato di tipo duale scuola-azienda (2’500). Per quest’ultimi, allo stato attuale (17 agosto 2022) sono già stati registrati 1’785 nuovi contratti di apprendistato, 33 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-2%), rispettivamente 14 in più rispetto al 2019 (+1%) e 116 in più (+7%) rispetto al 2020, anno segnato dalla pandemia di Covid-19. La sfida di riuscire a collocare tutti i giovani e le giovani che intendono iniziare un apprendistato e, rispettivamente, di occupare tutti i posti di apprendistato offerti dalle aziende, resta ancora aperta.

Distribuzione di assorbenti, via al progetto pilota

Con l’inizio dell’anno scolastico 2022/2023 il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport avvierà un progetto pilota in 11 istituti scolastici (6 di scuola media, 2 di scuola media superiore e 3 centri professionali) che prevede l’istallazione di distributori per la protezione igienica (assorbenti).

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