20.07.2022 - 08:06
Aggiornamento: 16:29

LM Group indagata per frode sul lavoro ridotto, 7 fermi

Lo comunicano l’azienda e la polizia cantonale. L’inchiesta riguarda le controllate svizzere BravoNext, BravoMeta CH e LMNext CH

Ats, a cura di Red.Web
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Ti-Press

Il Ministero pubblico del Canton Ticino ha aperto un’inchiesta contro LM Group. Si sospetta che l’azienda specialista di viaggi online abbia commesso una frode in relazione alla richiesta e al ricevimento di indennità di lavoro a tempo ridotto in relazione alla pandemia Covid-19. Martedì sono state effettuate perquisizioni nelle sedi di alcune filiali del gruppo, che è quotato alla Borsa svizzera. Sono state fermate 7 persone (cittadini italiani fra i 33 e i 57 anni) la cui posizione è attualmente al vaglio. I reati ipotizzati sono quelli di truffa e, in subordine, ottenimento illecito di prestazioni di un’assicurazione sociale o dell’aiuto sociale. L’inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Claudio Luraschi. Come comunica la Polizia cantonale, al dispositivo messo in atto (e nato a seguito di un’attività investigativa sviluppatasi nel corso degli ultimi mesi) hanno collaborato anche agenti delle Polizie comunali di Chiasso, Mendrisio, Lugano, Ceresio Nord, Torre di Redde e Bellinzona. Il copioso materiale raccolto è ora oggetto di approfondimenti da parte degli inquirenti.

Le indagini giudiziarie riguardano le controllate svizzere BravoNext, BravoMeta CH e LMNext CH, ha dichiarato mercoledì LM Group. L’importo totale dei sussidi pubblici ricevuti da queste aziende da marzo 2020 a febbraio 2022 per i loro 500 dipendenti ammonterebbe a 28,5 milioni di franchi. Il tribunale sospetta le aziende di frode, di aver riscosso impropriamente i sussidi assicurativi o assistenziali e di aver violato la legge sull’assicurazione contro la disoccupazione.

LM Group informa che le persone oggetto dell’indagine sono "alcuni attuali ed ex dirigenti" e membri degli organi delle società controllate interessate, tra cui l’amministratore delegato e il responsabile delle operazioni. Assicurando la propria collaborazione alla Procura ticinese, l’ex lastminute.com si è detta sicura di non aver commesso alcuna "colpa" nei casi esaminati.

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