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16.07.2022 - 05:10
Aggiornamento: 09:23

Poca richiesta per la quarta dose. E ci si testa poco

Finora circa 800 le somministrazioni del secondo richiamo. Merlani: solo una piccola parte delle persone si fa il tampone in caso di sintomi

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Ti-Press
I centri vaccinali hanno chiuso per qualche giorno

Fatica a decollare la campagna per la quarta dose di vaccino contro il Covid, destinata in questa fase alle persone di 80 e più anni. Durante la prima settimana (questa) sono state circa 800 le somministrazioni. Per i prossimi giorni sono invece 1’600 gli appuntamenti già fissati. Numeri decisamente più bassi rispetto a quella che è la disponibilità. Negli scorsi giorni le autorità sanitarie si erano infatti dette in grado di poter arrivare a circa 10mila somministrazioni nelle prime tre settimane di campagna. «Non sono grandi numeri, la risposta della popolazione non è stata importante anche se le richieste di appuntamenti sono in aumento», spiega il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini. I due centri vaccinali (di Quartino e Tesserete) hanno quindi dovuto chiudere per alcuni giorni. Questo nonostante il numero dei contagi continui ad aumentare: sono stati 2’619 i positivi registrati da lunedì, il 29,2% in più rispetto ai sette giorni precedenti. «Il gran caldo non ci sta aiutando. Stiamo concentrando gli appuntamenti alla mattina proprio per evitare alle persone di dover uscire nelle ore più calde della giornata. Anche perché si tratta di anziani – prosegue il farmacista cantonale –. Per il fine settimana in ogni caso siamo pieni».

‘Non abbiamo i dati sotto controllo’

A preoccupare è anche la quota di positivi ‘nascosti’, ovvero i casi che non rientrano nella statistica ufficiale. "Il tasso di positività sui test si attesta a circa il 50%, indizio che il dato reale è fortemente sottostimato", si legge sul sito del Dipartimento salute e socialità (Dss). Un problema, quello della reticenza a sottoporsi al tampone, che vivono quotidianamente anche i farmacisti. «Mi segnalano una certa difficoltà nel sottoporsi al test. Diverse persone arrivano in farmacia con il raffreddore o il mal di gola ma non vogliono farsi tamponare» dichiara Zanini. Il motivo? «Danno la colpa all’aria condizionata e agli sbalzi termici, ma con un mal di gola in questo periodo è probabile che si risulti positivi». L’invito, ribadisce il farmacista cantonale, è quindi di sottoporsi al test appena si hanno dei sintomi. «Tanti fanno il ‘fai da te’ a casa, che è meglio di niente. In questo modo però non rientrano nella statistica e non ci permettono di avere con precisione la situazione sotto controllo».

‘Le nuove varianti aggirano i vaccini’

In Ticino il numero dei contagi sta aumentando. Come valuta la situazione il medico cantonale Giorgio Merlani? «Con l’arrivo dei mesi caldi ci si aspettava un rallentamento del numero di infezioni analogamente a quanto si era osservato negli anni precedenti. Tuttavia, le nuove varianti in circolazione, che sono più contagiose e sembrano evadere meglio l’immunità acquisita con le vaccinazioni o la pregressa guarigione dalla malattia, nonché la revoca delle ultime misure sono le probabili cause di questo costante aumento di casi positivi. La situazione, specie per gli ospedali che soffrono una certa pressione, continua a essere monitorata, soprattutto in ragione del fatto che le ospedalizzazioni così come i decessi hanno sempre un ritardo rispetto ai nuovi contagi».

‘C’è difficoltà nel sensibilizzare’

Di questa nuova ondata, annota ancora Merlani, «sono principalmente due gli aspetti» che preoccupano maggiormente. Ovvero «il fatto che la percezione nella popolazione in merito all’ondata attuale sia quasi impalpabile e la difficoltà a sensibilizzare la popolazione. Oggi, infatti, sulla base del fatto che un test su due sia positivo significa che solo una piccola parte delle persone si fa testare in caso di sintomi». Come Dipartimento sanità e socialità avete nel frattempo contattato Berna per sollecitare la somministrazione, in tempi brevi, della quarta dose agli ultrasessantenni? «Al momento un’ulteriore dose di richiamo è indicata unicamente alle persone a partire dagli 80 anni per aumentare la protezione vaccinale dai decorsi gravi, come raccomandato dall’Ufficio federale della sanità pubblica e dalla Commissione federale per le vaccinazioni ed è coerente con quanto consiglia il Centro europeo del controllo delle malattie - indica il medico cantonale –. Per via della loro fragilità queste persone corrono un rischio maggiore di ammalarsi gravemente di Covid-19 e inoltre la loro protezione si attenua più velocemente in relazione all’incapacità di mantenere alti i tassi di anticorpi. Non da ultimo, sono stati i soggetti vaccinati da più tempo con una terza dose. I dati ospedalieri attuali confermano che sono gli over 80 a rischiare maggiormente un decorso severo e un’ospedalizzazione. Per tutti gli altri gruppi di persone già completamente immunizzati (tre dosi di vaccino o due dosi di vaccino e guarigione), l’Ufficio federale della sanità pubblica e la Commissione federale per le vaccinazioni continuano a raccomandare di aspettare per un’ulteriore vaccinazione di richiamo».

‘Valgono sempre le solite semplici regole’

Nell’attesa valgono le raccomandazioni, semplici ma utili per cercare di contenere l’incremento del numero dei contagi. «In questa fase torna centrale sensibilizzare la popolazione in generale al rispetto delle regole di igiene e di comportamento: disinfezione delle mani, mascherina negli ambienti chiusi, aerazione frequente dei locali. Così come è altrettanto importante ricordare che in caso di sintomi, anche blandi, compatibili con il Covid-19 è consigliato effettuare rapidamente un test, preferibilmente Pcr. Ogni cittadino – sottolinea Merlani – può dare il proprio contributo semplicemente mantenendo una certa prudenza e quindi evitando assembramenti, contatti con persone vulnerabili e nel limite del possibile luoghi pubblici e negozi soprattutto in caso di sintomi e in ogni caso se si è positivi. A questo proposito, il flyer informativo è stato aggiornato». Lo si trova sul sito www.ti.ch/coronavirus.

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