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10.07.2022 - 15:38
Aggiornamento: 17:25

Como, il neosindaco passa ai fatti: rimosso Suv ticinese

È avvenuto ieri sera: l’auto era dove non doveva essere posteggiata. E così si è materializzato il caro attrezzi

di Marco Marelli
como-il-neosindaco-passa-ai-fatti-rimosso-suv-ticinese
Foto ‘Qui Como’
Il momento della rimozione

Insomma, non scherzava. Alessandro Rapinese lo scorso maggio durante la campagna elettorale per la elezione del sindaco e del Consiglio comunale aveva promesso un carro attrezzi dedicato alla rimozione dei veicoli dei «precisetti svizzeri» che parcheggiano «dove gli pare». Insomma, una dichiarazione di guerra, anche perché quello delle multe non pagate a Como dagli automobilisti stranieri continua ad essere un problema irrisolto. Eletto al ballottaggio dello scorso 26 giugno (grazie ai voti di Lega e Fratelli d’Italia), primo cittadino del capoluogo lariano, a quanto pare Rapinese (primo sindaco di Como in rappresentanza di una lista civica) sembra essere passato dalle parole ai fatti. Il carro attrezzi dedicato a rimuovere le vetture con targhe straniere, che – dati alla mano – sono perlopiù ticinesi, vetture che sostano in città indifferenti alle norme del codice della strada, si è materializzato ieri sera in via Grassi, in Ztl (zona a traffico limitato e autorizzato) per rimuovere un Suv, targa ticinese, parcheggiato lungo una via vicino a piazza Volta. «Ogni promessa è debito», ha commentato il neosindaco Rapinese, raggiunto telefonicamente dal portale ‘Qui Como’, che ha dato la notizia.

Per quanto è dato sapere il proprietario del Suv, che evidentemente non era a conoscenza della dichiarazione di guerra di Rapinese o forse si era illuso che fosse una promessa elettorale alla quale non sarebbero seguiti i fatti, è tornato in possesso del suo veicolo dopo aver pagato una salatissima multa, comprendente il divieto di sosta (98 euro) e l’intervento del caro attrezzi (100 euro). Una rimozione forzata quella di sabato sera in via Grassi, centro cittadino, che gli automobilisti stranieri debbono mandare a memoria. Insomma, un monito se non vogliono rimanere appiedati e poi pagare salatissime multe. A conferma che il problema degli automobilisti stranieri che non pagano le contravvenzioni per divieto di sosta a Como (ma anche a Milano e negli altri comuni di frontiera) è molto avvertito. La Polizia locale del capoluogo lariano ha di recente ribadito di avere «solo armi spuntate».

Una proposta di legge presentata dal parlamentare comasco Alessio Butti (Fratelli d’Italia) all’insegna dello slogan "Non paghi? Non parti’’ sin qui non ha avuto seguito. Prevedeva il fermo amministrativo del veicolo contravvenzionato sino al pagamento della multa. Per quanto è dato sapere la proposta di legge non è stata approvata per via del fatto che sarebbe di non facile applicazione. Per comprendere la portata del problema, stando al bilancio del comando della Polizia locale di Como, ammonta ad oltre 300mila euro, la media degli ultimi anni, il valore delle multe non pagate dagli automobilisti ticinesi.

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