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31.05.2022 - 17:34
Aggiornamento: 18:24

Imposte di circolazione, i rapporti rischiano di essere tre

Ancora fumata nera in Gestione sull’iniziativa popolare del Ppd. Caprara illustra la proposta del Plr, ma Durisch (Ps) pensa a una terza via. E l’Upsa...

Sulla modifica delle imposte di circolazione è ancora fumata nera nella Commissione parlamentare della gestione, e i rapporti che rischiano di arrivare in Gran Consiglio sono addirittura tre. Grande insomma è la confusione sotto al cielo dell’iniziativa popolare del Ppd, presentata ne 2017 forte di oltre 12mila firme, che chiede il plafonamento delle imposte sulle targhe a un massimo di 80 milioni di franchi, il fatto che siano in funzione unicamente delle emissioni di CO2 fatta salva un’imposta minima di 200 franchi e che siano di competenza del Gran Consiglio, per rendere referendabili eventuali modifiche.

I rapporti potrebbero essere tre, si diceva. Perché assieme a quello di Fiorenzo Dadò (Ppd) e Daniele Caverzasio (Lega), che aderisce all’iniziativa ed è sottoscritto da popolari democratici, leghisti e Udc, oggi il Plr con Bixio Caprara ha illustrato ufficialmente il rapporto anticipato a ‘laRegione’ dal presidente cantonale liberale radicale Alessandro Speziali sabato: massimo 96 milioni, quindi 16 più di quanto richiesto dal Ppd, e con una formula ‘più sociale’. Con l’obiettivo, parole dello stesso Speziali, di arrivare a una formula diversa per calcolare il computo totale: "Il criterio di causalità non è solo sull’ambiente, ma anche sull’usura delle strade: un’utilitaria deve pagare come un Suv?".

I socialisti: ‘Lavoriamo a una nostra soluzione’

Da sinistra potrebbe arrivare il terzo rapporto, perché se la formula proposta dal capogruppo socialista Ivo Durisch è stata ‘apprezzata’ dai liberali radicali, diverse sono le finalità. È proprio Durisch a spiegare alla ‘Regione’ come «sicuramente siamo soddisfatti che la nostra formula sia stata ripresa da Caprara, anche se stiamo aspettando le risposte del Consiglio di Stato sulla questione dell’impatto. Sicuramente così si inserisce una componente sociale e in prospettiva più ecologica». Ma gli applausi sembra che finiscano qui, dal momento che «quello che dobbiamo valutare è che se preleviamo di più dal ‘conto strade’ siano soldi che possano essere indirizzati verso il trasporto pubblico. Verso – spiega ancora Durisch – una calmierazione del prezzo degli abbonamenti per il ceto medio». Sul tema «c’è unità di azione con i Verdi, stiamo lavorando intensamente per riuscire ad arrivare a una proposta che utilizzi i soldi in maniera mirata e davvero efficace». Nel caso in cui questa strada diventasse troppo ripida, la porta verso il Plr è chiusa o socchiusa? «Vedremo, dipende se troveremo un modo di dedicare parte di questi soldi alla promozione del trasporto pubblico per il ceto medio… è presto per dirlo». Chi sbarra la porta è il presidente del Ppd (e della Gestione) Fiorenzo Dadò: «L’iniziativa è stata depositata cinque anni fa, noi siamo pronti ad andare in Gran Consiglio e, nel caso, davanti al popolo».

L’Upsa: ‘Basarsi solo sul CO2? Un palese autogol’

Ciò detto, e ciliegina sulla torta di una giornata tutto tranne che interlocutoria, scende in campo anche la sezione ticinese dell’Unione professionale svizzera dell’automobile. Lo fa scrivendo una lettera alla Gestione ed entrando a gamba tesa sull’iniziativa popolare del Ppd: "La soluzione del CO2 quale base per il calcolo della tassa di circolazione sarebbe un palese autogol". Il motivo? "Il valore di CO2 non è un valore caratteristico di un’automobile ma è il risultato di una misurazione eseguita secondo parametri definiti. Se cambiano i parametri cambiano anche i risultati. Questo vuol dire che per la stessa automobile possiamo avere più valori di CO2 a seconda dei parametri di misurazione". Parametri che "sono cambiati negli anni" e cambieranno ancora. Alla Gestione viene dimostrato, attraverso l’esempio di una utilitaria e di una macchina sportiva, come il cambio di parametro porti differenze non di poco conto a livello di valore di emissioni: "Motivo per cui la CO2 non può essere presa in considerazione per il calcolo dell’imposta di circolazione con una formula comune".

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