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laR
 
30.05.2022 - 05:30
Aggiornamento: 15:37

Arcobaleno a 30 franchi mensili ‘contro il rincaro carburante’

Lo chiedono i Verdi in un’interrogazione. E oggi in parlamento Ermotti-Lepori e Berardi (Ppd) presenteranno un emendamento sull’abbonamento per i deputati

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Ti-Press

Abbassare considerevolmente il prezzo degli abbonamenti Arcobaleno – fissando le tariffe tra i 10 franchi per quello mensile valido per 1-2 zone e i 30 franchi per quello che copre tutto il Ticino – così da incentivare l’uso del trasporto pubblico e favorire chi soffre particolarmente dell’aumento del prezzo dei carburanti. È la proposta formulata dal gruppo parlamentare dei Verdi (prima firmataria Samantha Bourgoin) in un’interrogazione al Consiglio di Stato, con la richiesta di una valutazione. Nel contestualizzarla, i deputati ecologisti evidenziano come un anno fa un litro di benzina costava 1 franco e 64, mentre oggi il suo prezzo supera i 2 franchi e 20. "È indubbio – si legge nell’atto parlamentare – che il fortissimo rincaro dei carburanti e dei combustibili fossili, registrato in particolare da quando è in corso l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha un forte impatto sulle economie domestiche delle fasce più fragili della popolazione ticinese".

A livello politico, per compensare il rincaro dei prezzi della benzina e del diesel, "l’Udc, sostenuta in questo anche da molti esponenti del Plr e del Centro, non chiede di limitare il consumo di carburanti e combustibili fossili – viene rimarcato nel testo –, bensì di dimezzarne l’imposizione fiscale". Proposta finora respinta dal Consiglio federale, secondo i Verdi a giusta ragione: "Ciò facendo, infatti, non solo continueremmo a finanziare la guerra di Putin, ma sottrarremmo pure cospicue somme alle casse dello Stato, somme in particolare necessarie per finanziare la transizione energetica e per limitare la dipendenza dall’estero in campo energetico. Cementeremmo inoltre la nostra dipendenza da Paesi totalitari che non esitano a utilizzare il ricatto e, fatto ancora più grave, danneggeremmo ulteriormente il clima. Ad approfittarne poi maggiormente sarebbero i conducenti di Suv, ossia i veicoli più assetati di benzina e diesel".

Per questo motivo i deputati ecologisti ritengono che sia ora di cambiare registro e investire su altre misure, quali il trasporto pubblico, l’elettromobilità e la produzione domestica di energia elettrica. Il trasporto pubblico rappresenta "un’ottima alternativa a quello privato – si legge nell’interrogazione –, in particolare per chi soffre maggiormente dell’aumento del prezzo dei carburanti fossili". Ciò che a mente dei Verdi vale in special modo per il Canton Ticino che, stando ai dati appena pubblicati lo scorso fine marzo dall’Ufficio federale di statistica, è il fanalino di coda della Svizzera per quel che concerne il reddito medio.

«Oltre al contesto nazionale e a quello internazionale attuali, di cui riferiamo nell’atto parlamentare e nel quale si inseriscono la nostra proposta e le nostre domande al Consiglio di Stato, l’uso in Ticino dei mezzi pubblici non ha ancora raggiunto i livelli registrati nel periodo pre-pandemico – rileva a ‘laRegione’ Samantha Bourgoin, co-coordinatrice dei Verdi –. E neppure le campagne del Dipartimento del territorio volte a promuovere nella popolazione l’impiego dei trasporti pubblici hanno dato i risultati sperati. Come Verdi, riteniamo quindi che per cambiare le abitudini servano anche proposte forti. Come appunto quella di una riduzione drastica del prezzo dell’abbonamento Arcobaleno». E infatti la riduzione chiesta è notevole e per questo con probabilmente poche chance, facciamo notare, di essere accolta. «Vedremo intanto cosa emergerà dalla risposta del governo, che spero possa arrivare in tempi brevi e utili considerate l’importanza e l’urgenza del tema – dice Bourgoin –. In ogni caso ci auguriamo che la nostra proposta susciti dibattito per individuare quanto prima una soluzione ecologica, sociale e concreta».

"Se questa proposta non fosse per qualche motivo ritenuta adeguata", concludono i granconsiglieri ecologisti, "vede il Consiglio di Stato altre possibilità per sostenere e facilitare cittadine e cittadini all’uso dei mezzi pubblici e contribuire a compensare i costi accresciuti per i carburanti?".

Gran Consiglio

Abbonamento per i granconsiglieri, un emendamento dagli iniziativisti

Non ci stanno Maddalena Ermotti-Lepori e Giovanni Berardi (Ppd) con le conclusioni del rapporto commissionale firmato da Lara Filippini (Udc) in Commissione Costituzione e leggi, il quale invita il Gran Consiglio a respingere la loro iniziativa parlamentare "Favorire e incoraggiare anche i deputati e le deputate a usare i mezzi pubblici per raggiungere il parlamento". Dopo un acceso botta e risposta tra le due granconsigliere sulle nostre colonne, i due deputati popolari democratici hanno deciso di presentare un emendamento che verrà votato dal plenum parlamentare nella seduta che inizierà oggi. Sostanzialmente la richiesta è quella di accogliere in toto la proposta di offrire ai deputati che lo desiderano un abbonamento Arcobaleno pagato dal Cantone in sostituzione delle spese di trasferta che questo riconosce loro.

Recita l’emendamento: "Considerato che 1) l’iniziativa chiede che in modo del tutto facoltativo sia la/il deputata/o a scegliere a inizio legislatura la tipologia di indennizzo per le trasferte (indennizzo chilometrico, già in auge, o abbonamento Arcobaleno); 2) l’alternativa che prevede l’abbonamento Arcobaleno con zone che includono la tratta "domicilio della/del deputata/o-Bellinzona" è quella che consente una parità di trattamento con chi opta per l’indennizzo chilometrico e una possibilità di risparmio per il Cantone in anni normali e che gli eventuali scompensi dovuti a riunioni fuori dal raggio di validità dell’abbonamento sono largamente compensate dalla possibilità di utilizzo dell’abbonamento durante tutto l’arco dell’anno; 3) grazie alla scelta di coloro che opteranno per l’abbonamento Arcobaleno si potrà ottenere la diminuzione di un certo numero di veicoli in transito sulle nostre strade; l’iniziativa parlamentare generica è accolta e il Consiglio di Stato presenterà una modifica di legge che vada in questo senso e che potrà essere discussa nel dettaglio da questo Gran Consiglio".

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Ermotti-Lepori: ‘Calcoli fuorvianti’. Filippini: ‘No, legittimi’

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