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24.04.2022 - 17:18
Aggiornamento: 20:04

Precarietà mestruale, ‘c’è apertura per la ricerca di soluzioni’

È quanto dichiara il Consiglio di Stato rispondendo a un’interrogazione di Cristina Gardenghi (Verdi) che chiede conto della situazione in Ticino

Negli stabili dell’amministrazione pubblica non sono disponibili dei prodotti sanitari gratuiti per le mestruazioni utilizzabili dall’utenza o dal personale. Dal canto loro, alcuni istituti scolastici del settore medio e del post obbligo mettono a disposizione gratuitamente degli assorbenti per le allieve che ne hanno bisogno. Negli ospedali vengono invece distribuite bende igieniche alle pazienti degenti e ambulanti che ne fanno richiesta, ma non è prevista la messa a disposizione gratuita e sistematica di questi prodotti. È quanto si apprende dalla risposta del Consiglio di Stato alla domanda sull’offerta attuale in Ticino di prodotti sanitari gratuiti per le mestruazioni, contenuta nell’interrogazione ‘Precarietà, qual è la situazione in Ticino?’ presentata dalla deputata Cristina Gardenghi. Per precarietà mestruale, ricordava nell’atto parlamentare la granconsigliera dei Verdi, "si intende l’impossibilità di accedere a protezioni mestruali adatte per motivi finanziari o sociali". "Non siamo in possesso di dati sul fenomeno nel nostro cantone, così come d’altronde vi sono pochi dati disponibili sul piano nazionale – risponde il governo alla domanda sulla situazione in Ticino –. Sentiti alcuni servizi attivi sul nostro territorio negli ambiti della salute sessuale e della migrazione, si evince che la questione della precarietà mestruale non viene evocata attivamente dalla propria utenza".

In attesa che si completino altri iter

L’interrogazione chiedeva poi se il Consiglio di Stato intendesse implementare un progetto pilota come quello avviato dal Canton Vaud – che prevede la distribuzione gratuita di supporti igienici per le mestruazioni in 52 stabilimenti scolastici pubblici – negli istituti cantonali ticinesi e in altri istituti pubblici. "La questione deve essere valutata anche alla luce delle iniziative politiche a livello federale che toccano il tema", sostiene l’esecutivo cantonale. Da un lato, ricorda, è pendente la mozione ‘Riduzione dell’aliquota Iva per i prodotti destinati all’igiene intima femminile’, che propone di parificare l’Iva su assorbenti e proteggi-slip a quella prevista per i beni di prima necessità (passaggio dal 7,7% al 2,5%), mozione approvata dal Consiglio nazionale e attualmente pendente agli Stati. D’altro lato, vi è il postulato ‘Prodotti mestruali gratuiti per lottare contro la precarietà mestruale’, che intende incaricare il Consiglio federale di elaborare un rapporto sulla precarietà mestruale in Svizzera e di studiare misure che permettano di garantire l’accesso gratuito ai prodotti mestruali a tutte le persone che ne hanno bisogno. In ambito scolastico, dice il governo, "attendendo i risultati dello studio attualmente in corso nel Canton Vaud e l’analisi delle misure implementate in quel Cantone, c’è apertura verso la ricerca di soluzioni che possano rispondere alle problematiche poste dal fenomeno della precarietà mestruale". Problematiche che lo stesso Consiglio di Stato sta esaminando nel quadro della risposta alla petizione ‘Prodotti igienici gratuiti’ consegnata lo scorso maggio dalla Gioventù socialista con oltre 1’600 firme. In tutti i casi, sottolinea il governo, già ora "il Dipartimento della sanità e della socialità interviene per il tramite dei servizi preposti al sostegno delle persone in stato di bisogno economico".

‘La sostenibilità non può essere l’unico criterio’

Alla domanda, infine, se il Consiglio di Stato non ritenga opportuno accompagnare un tale progetto con una strategia di sensibilizzazione più generale sulla tematica delle mestruazioni e sull’utilizzo di protezioni igieniche più sostenibili (come la coppetta mestruale o assorbenti lavabili), il governo replica osservando che "sul piano educativo il tema delle mestruazioni è affrontato sia dal punto di vista fisiologico sia nell’ambito dell’educazione all’affettività e alla sessualità. Analogamente, l’educazione allo sviluppo sostenibile è ormai parte integrante dei piani di studio della scolarità obbligatoria e postobbligatoria". Quanto alla scelta del tipo di protezione igienica, tuttavia, per il governo "non è unicamente vincolabile a criteri di sostenibilità ed economicità, ma è anche determinata da preferenze personali legate a fattori quali l’intensità del flusso mestruale e della sua durata, la percezione della sensazione di pulito e degli odori e, non da ultimo, la possibilità di fare il giusto trattamento al presidio utilizzato". Su un piano generale, il Consiglio di Stato ritiene quindi "importante che il tema della sostenibilità ambientale ed economica sia affrontato in maniera ampia e non si focalizzi su una singola abitudine o comportamento, benché questi possono essere elementi da cui partire per sviluppare le riflessioni".

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