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Francesco Maggi (Ti-Press)
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08.04.2022 - 21:39

‘Deflussi, questa sentenza è per me una pugnalata al cuore’

Il responsabile del Wwf ed ex deputato dei Verdi Francesco Maggi sul verdetto del Tram: sono preoccupato per il destino dei corsi d’acqua in Ticino

di Elia Salsano

«La notizia, per me, è una pugnalata al cuore», dichiara alla ‘Regione’ Francesco Maggi, responsabile del Wwf per la Svizzera italiana. Le parole dell’ex deputato dei Verdi al Gran Consiglio si riferiscono alla recente sentenza con cui il Tram, il Tribunale cantonale amministrativo, ha annullato le decisioni prese dal Consiglio di Stato nell’agosto 2018, e avallate l’anno successivo dal Gran Consiglio, con cui era stato fatto ordine di rilasciare deflussi supplementari alle Officine idroelettriche di Blenio (Ofible) e della Maggia (Ofima): insomma più acqua da rilasciare nell’ambito del risanamento dei fiumi in Ticino (vedi l’edizione di ieri).

«Ricordo il voto di una grande maggioranza a favore dei deflussi d’acqua nelle golene d’importanza nazionale», afferma Maggi, rievocando l’acceso dibattito tra chi sosteneva la diminuzione dei deflussi d’acqua trattenuti da Ofima e Ofible – «pari al 96 per cento dei deflussi totali» – e chi, invece, riteneva la misura sproporzionata. «È l’ennesimo regalo a chi detiene interessi economici nello sfruttamento delle acque», continua Maggi alludendo a Ofima e Ofible, che avevano inoltrato, a metà settembre del 2018, ricorso al Tram per contestare una irregolarità nella procedura decisionale del Consiglio di Stato. Il Tribunale ha accolto le contestazioni e annullato, come scritto, quanto statuito dal governo. Governo che, come indicato dallo stesso nel comunicato stampa di ieri, ha deciso – considerati il verdetto del Tribunale cantonale amministrativo, "l’incerto quadro giuridico cantonale di riferimento" e "la preoccupante situazione energetica internazionale, drammaticamente acuitasi negli ultimi mesi" – di sospendere momentaneamente la procedura di risanamento dei deflussi minimi. La questione "potrà essere ripresa e valutata anche alla luce dell’evoluzione del contesto normativo cantonale con l’approvazione della legge cantonale sulla gestione delle acque da parte del Gran Consiglio", che permetterà, secondo il Consiglio di Stato, "di consolidare le basi legali di applicazione del diritto federale". Per l’Esecutivo "dovranno inoltre nuovamente essere ponderati i contrapposti interessi alla luce della mutata situazione relativa ai costi e alla reperibilità dell’energia elettrica da fonte rinnovabile". Musica del futuro (neanche troppo distante). Nel presente c’è il verdetto dei giudici amministrativi del Tribunale d’appello e il responsabile regionale del Wwf si dichiara «molto deluso e, soprattutto, preoccupato per i destini dei nostri corsi d’acqua».

Alla conferenza stampa, che da tradizione anticipa di alcune ore l’assemblea della sezione regionale dell’associazione ambientalista, non può dunque mancare un accenno alla decisione del Tribunale cantonale amministrativo. Così come non può mancare un accenno agli effetti della guerra nella martoriata Ucraina. Una guerra che, evidenzia il presidente del Wwf Svizzera italiana Massimo Mobiglia, «sta mettendo in prima fila anche i problemi legati all’approvvigionamento energetico». E vertenze e tensioni geopolitiche «non fanno altro che accentuare l’emergenza climatica». A proposito della dipendenza da fonti d’approvvigionamento energetiche estere, il Wwf Svizzera, sottolinea ancora Mobiglia, «spingerà nella direzione del risparmio energetico, dell’efficienza energetica degli edifici e della produzione di energie rinnovabili sul territorio».

L’incontro con i media è anche l’occasione per stilare un bilancio dell’attività svolta lo scorso anno e per tornare su alcuni dei temi che lo hanno contrassegnato. Nel 2021, fra l’altro, sono stati realizzati due progetti di naturalizzazione nel Mendrisiotto: la rimessa a cielo aperto del Bella Cima a Stabio e del Prella a Genestrerio, entrambi affluenti del Laveggio. Per il Wwf Svizzera italiana «entrambi i progetti sono ottimi e tutt’altro che facili da realizzare». Riguardo poi all’iniziativa popolare legislativa per la salvaguardia della pernice bianca, questa, osserva Maggi, «ha permesso al Gran Consiglio di votare a favore della protezione della specie», vietandone la caccia in Ticino. Per l’associazione si tratta di «un ottimo segnale a favore della biodiversità delle Alpi».

Ma la conferenza stampa è stata l’occasione anche per segnalare dei cambiamenti nell’organizzazione interna: Lisa Boscolo è la nuova responsabile Wwf Youth e coordinatrice delle attività di volontariato in Ticino, mentre Silvia Gandolla, biologa specializzata nella gestione della fauna selvatica, è la nuova responsabile del gruppo grandi predatori.

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