16.03.2022 - 17:40
Aggiornamento: 19:53

Sabato in piazza a Bellinzona contro la guerra di Putin

Il comitato contro la guerra in Ucraina invita la popolazione a manifestare per la pace e contro la repressione in Russia

sabato-in-piazza-a-bellinzona-contro-la-guerra-di-putin
Ti-Press

"Ritiro immediato delle truppe russe dal territorio ucraino; sostegno alla popolazione ucraina; solidarietà con gli oppositori russi alla guerra di Putin; accoglienza per tutti i profughi che necessitano aiuto e blocco di tutti i beni legati al regime russo in Svizzera". Sono queste le richieste del Comitato contro la guerra in Ucraina che sabato 19 marzo invita la cittadinanza a scendere in piazza a Bellinzona. La manifestazione si terrà a partire dalle 15 con ritrovo presso la stazione Ffs di Bellinzona.

"L’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo di Vladimir Putin ha scatenato una guerra in Europa dalle conseguenze drammatiche e pericolosissime per il mondo intero", si legge nel volantino che annuncia la manifestazione popolare. Migliaia di civili sono stati uccisi o sono imprigionati in città e paesi assediati dai carri armati russi, senza ormai più mezzi di sopravvivenza a disposizione. L’Onu parla di oltre un milione e mezzo di civili già arrivati in Polonia e descrive il dramma in corso come "la crisi di profughi più veloce in Europa dalla seconda guerra mondiale".

La Svizzera e il Ticino non fanno eccezione a questo esodo. Il Consiglio federale – si legge ancora nel volantino – stimava gli arrivi a mille rifugiati la settimana, ma queste cifre saranno largamente superate. In Ticino sono già alcune centinaia, in gran parte donne e bambini".

È drammatica pure la realtà in Russia per gli oppositori alla guerra tanto che si contano a decine di migliaia gli arresti di persone che hanno manifestato la loro contrarietà all’invasione. Poco o nulla si sa delle condizioni di detenzione e manca qualsiasi diritto democratico per difendersi dalle accuse quali "la diffusione di notizie contrarie all’interesse nazionale" oppure semplicemente la "diffusione di menzogne".

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved