06.03.2022 - 22:05
Aggiornamento: 23:33

Bellinzona, in oltre 1’500 alla fiaccolata per la pace

Un corteo silenzioso. Niente discorsi ufficiali. Tabita, 16 anni: sono qui perché non ci si può voltare dall’altra parte

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Ti-Press/S. Golay
Dalla stazione a Piazza Governo
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Una marcia silenziosa. Niente discorsi ufficiali. Le parole sono scritte, sono quelle poche che campeggiano sullo striscione che apre il corteo, che dalla stazione raggiunge Piazza Governo poco dopo le 20.30: "Per la pace e la solidarietà internazionale". Il Ticino, anche il Ticino, si mobilita contro la guerra in Ucraina e per il sostegno ai profughi. Lo fa a Bellinzona, dove questa sera in più di 1’500, stimano gli organizzatori, partecipano alla fiaccolata per la pace.

A promuoverla, oltre trenta sigle. Fra associazioni, sindacati e partiti. Sfilano uomini, donne, anziani, giovani ma anche famiglie con bambini al seguito. E tante sono le candele. Per dire no alla guerra, a tutte le guerre.

I giovani appunto. «Con quello che sta succedendo non ci si può voltare dall‘altra parte, ecco perché sono qui - dice, avvicinata dalla ’Regione’, Tabita, 16 anni -. E sono qui per esprimere anche tutta la mia solidarietà ai profughi». Le fa eco Dafne, coetanea: «Anche con il silenzio si condanna la guerra». Lapo, 15 anni, prima liceo, anche lui fra i partecipanti alla fiaccolata: «Sono molto preoccupato per quello che sta avvenendo in Ucraina: gente che muore, gente costretta a lasciare la propria terra, le proprie case bombardate. Sono qui per condannare la guerra. Senza se e senza ma».

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