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02.02.2022 - 17:23

Garzoni: ‘Liberi tutti irragionevole dal punto di vista medico’

Il direttore sanitario della Clinica Moncucco critica le scelte di Berna: ‘Sbagliato mettere in dubbio l’obbligo di mascherina in pubblico e al chiuso’

«Decidere oggi di mettere in consultazione delle misure che tra due settimane potrebbero valere una sorta di liberi tutti dal punto di vista medico ed epidemiologico è assolutamente irragionevole». È un giudizio estremamente negativo quello che trae il direttore sanitario della Clinica Luganese Moncucco Christian Garzoni dalle comunicazioni del Consiglio federale in merito alla ‘road map’ tracciata a livello di limitazioni. «La situazione negli ospedali è stabile e accettabile, ma al limite e richiede sforzi importanti. E tutto ciò – sottolinea Garzoni – con il freno a mano tirato, cioè le misure di contenimento. Se si mollasse di colpo questo freno a mano il rischio di ripartenza di casi e ricoveri sarebbe purtroppo molto importante». È opinione del Consiglio federale che questa accelerata sia dovuta al fatto che Omicron abbia avuto un impatto relativo sulle ospedalizzazioni e sui letti di terapia intensiva, o quantomeno non rilevante come le precedenti varianti molto più virulente. Ma il dottor Garzoni avverte: «Grossi margini di aumento dei posti letto nei reparti ‘normali’ senza andare a inficiare l’attività ordinaria non ci sono». Per questo motivo «quanto comunicato oggi mi pare una mossa davvero azzardata, perché avrebbe potuto avere senso cominciare ad allentare un po’ dal momento che Omicron provoca meno ricoveri in terapia intensiva e che la popolazione ha un buon tasso di vaccinazione. Ad esempio – continua Garzoni – passare dall’obbligo di telelavoro alla raccomandazione mi trova d’accordo. Diverso è il discorso del togliere la quarantena dei contatti di un positivo: mi lascia perplesso, perché è uno strumento che permette comunque di ridurre gli asintomatici tra la popolazione che, oggi, rappresentano una bella fetta dei positivi».

‘Più ragionevole la seconda opzione’

Insomma, la situazione «è ancora critica» per il direttore sanitario della Moncucco: «Per questo mi sembra in ogni modo molto più ragionevole, anche se comunque non senza azzardo, la seconda opzione messa in consultazione dal Consiglio federale, più prudente e che porterebbe, in caso di positiva evoluzione epidemiologica, ad allentamenti che sarebbero già molto importanti».

Ciò che non trova in alcun modo l’approvazione di Garzoni «è il fatto di mettere in discussione l’obbligo della mascherina in pubblico e nei luoghi al chiuso, è un messaggio pericoloso, che genera confusione. Se i cittadini sentono il Consiglio federale chiedere ai Cantoni se sono d’accordo nel togliere l’obbligo di portare la mascherina nella loro testa la traduzione può essere che quindi non serve a niente, ed è un errore grave. Non era assolutamente necessario andare a discutere di questa cosa in questo momento, è assolutamente prematuro togliere uno strumento efficace e che non tocca praticamente le libertà individuali e di interazione tra le persone».

La preoccupazione resta alta

C’è preoccupazione, è inutile negarlo: «Siamo tutti d’accordo che la situazione per ora è gestibile, sta funzionando e che per fortuna si può cominciare a vedere la luce in fondo al tunnel. Ma ripeto, questa consultazione verso un liberi tutti è davvero prematura e preoccupante perché rischia di portare solo confusione e difficoltà in una popolazione che potrebbe far più fatica ad accettare misure che sono state estremamente utili nell’evitare ricoveri e salvare vite umane».

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Revocato l’obbligo di telelavoro e la quarantena dei contatti

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