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30.01.2022 - 16:51
Aggiornamento: 17:20

Udc: ‘Sulla scuola non vogliamo passare per i cattivi’

I democentristi non ci stanno a passare per i “cattivi” riguardo al voto sul superamento dei livelli A e B

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Ti-Press

Dopo il “no” del Gran Consiglio alla sperimentazione del superamento dei livelli A e B nelle scuole ticinesi, è nata una polemica che ha visto su fronti opposti, diversi partiti politici. Fra questi anche l’Udc, messa nel calderone dei “cattivi”. Ma i democentristi non ci stanno, e rispondono alle accuse tramite un comunicato.

Dopo aver ricordato l’esito del voto del 23 settembre 2018, in merito al referendum sulla “Scuola che verrà”, bocciato allora dal 56,7% della popolazione, l’Udc ritiene che “la scuola sia un tema troppo importante per lasciarlo nelle mani esclusive del Decs e di chi pensa che l’educazione e l’istruzione siano solo materia per gli esperti. Proprio perché la scuola è il luogo dove si tramandano e si trasmettono saperi, cultura, usi e costumi di un Popolo e di una Civiltà, nessuno deve essere escluso dal processo di miglioramento di questo luogo e dall’aiutare chi in questo luogo esprime la propria vocazione, dà la sua vita lavorativa per tenere unite, attraverso l’arte dell’insegnamento, tre generazioni: quella di chi è scomparso, quella presente e quella di chi non esiste ancora”.

Ma le accuse lanciate contro il Dipartimento guidato da Manuele Bertoli non finiscono qua. Infatti, secondo l’Udc, il Decs ha tentato di “far entrare dalla finestra ciò che il popolo democraticamente ha espulso dalla porta”, fallendo però grazie al voto compatto di Udc, Lega, Plr e Mps abbiamo evitato alla scuola ticinese qualcosa che in questo momento non meritava: il caos organizzativo e la spaccatura per un esperimento assolutamente non maturo e osteggiato o criticato in gran parte da chi la scuola la fa e la conosce: docenti, direttori ed esperti. Non entriamo nel merito, ma il dibattito parlamentare, sebbene non gradito nei suoi contenuti dal capo del Decs, ha permesso di evidenziare le enormi “stranezze e perplessità” di ciò che si voleva sperimentare, sia nei metodi che nei contenuti. A margine rileviamo poco elegante il modo di esprimersi, di distribuire colpe e di enfatizzare le posizioni dei contrari, da parte del Direttore del Decs nonché Presidente del Governo, durante i lavori parlamentari e nel dopo voto. Fossimo nello sport diremmo: un pessimo perdente”.

Una critica viene espressa anche nei confronti dei media scritti e parlati, rei – secondo i democentristi – di non aver omesso o raccontato nella maniera corretta il loro pensiero e posizione a riguardo. “L’Udc è stata messa nel mucchio dei contrari reazionari che non hanno idee proprie; o peggio ancora di quelli che per partito preso contro l’On. Bertoli, il Decs o il Partito socialista bocciano tutto. Invece va ricordato questo: L’Udc è stato il partito più attivo sul tema della scuola da diversi anni, inserendolo perfino nel programma di partito per questa legislatura”.

L’Udc ha voluto mettere l’accento più di una volta su quanto fatto in passato per la scuola ticinese. “Dal 2012 a oggi, esponenti dell’Udc e il gruppo Udc hanno presentato delle proposte concrete e formali per migliorare la scuola ticinese, trovate in allegato quelle maggiori e ancora inevase. Sono tutte proposte che vanno nella direzione di una vera riforma scolastica e in opposizione alla rivoluzione sociale progettata con la Scv. Si può essere d’accordo oppure no, ma non si può affermare che all’orizzonte non ci sia nulla e che nessuno (ancora meno l’Udc) abbia alternative a quello che il Decs stava cucinando in questi 11 anni”.

L’Udc si dice sinceramente dispiaciuta per aver sprecato altri dieci anni sulla riforma scolastica ma non accetta che “la colpa sia scaricata genericamente su coloro che si sono opposti con un lavoro serio, con una fatica enorme e con pochi numeri alla volontà di chi non ha mai voluto ascoltare, intervenire, collaborare per trovare alternative e compromessi al suo progetto ideologico. Un progetto già sperimentato e risultato fallimentare altrove. Quattro anni fa dopo la vittoria sulla Scv l’Udc scrisse al CdS dando tutta la sua disponibilità per far ripartire il progetto di riforma su altre basi e con nuovo slancio. Fu lettera morta”.


"Oggi ribadiamo di nuovo tutta la nostra disponibilità per ripartire e per collaborare a una riforma vera, con chi avrà interesse a valutare le nostre proposte formali e a condividere l’enorme conoscenza cumulata che cittadini e persone della scuola ci hanno trasmesso, in varie forme, spontaneamente in questi lunghi anni.
Siamo certi che la scuola ticinese riceverà il meritato sostegno e che dopo queste difficoltà, potrà iniziare un cammino di successo partendo dalle eccellenze già presenti di cui deve andarsene fiera", conclude il gruppo democentrista.

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