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27.01.2022 - 08:52
Aggiornamento: 11:19

Processo Antonini, la difesa chiede l’aggiornamento del processo

L’ex comandante delle guardie di confine è imputato, insieme all’ex capo di stato maggiore, per presunte irregolarità nella gestione di fondi finanziari

Inizia oggi al Tribunale Militare 3, presieduto dal colonnello Mario Bazzi, il processo all’ex comandante delle Guardie di confine ticinesi (Regione 4), Mauro Antonini e all’ex capo dello stato maggiore.

Entrambi dovranno rispondere di reiterata gestione infedele, reiterata falsità in documenti e appropriazione indebita per delle presunte irregolarità nella gestione di fondi finanziari in seno al corpo federale emerse nel 2018. I soldi sottratti venivano versati in una “cassa nera” i due correi hanno agito con astuzia al fine di procacciare loro profitti indebiti, sfruttando la loro posizione.

Soldi spesi in 35 carte regalo da 100 franchi, penna stilografica da centinaia di franchi donata a un ambasciatore, champagne e coltellini svizzeri.

Antonini e l’ex capo dello stato maggiore, difesi rispettivamente dagli avvocati Elio Brunetti e Daniele Meier, si professano innocenti. Accusatrice pubblica l’Amministrazione federale delle dogane che ha chiesto di non presenziare.

Principi elementari e fondamentali dell’accusa

Prima della fase istruttoria l’avvocato che difende Mauro Antonini, Elio Brunetti, solleva due sostanziali eccezioni procedurali/pregiudiziali rispetto all’atto d’accusa che si traducono in violazioni: «Non è possibile emanare un atto d’accusa nuovo (novembre 2021) e diverso dal precedente (maggio 2020). Non si tratta né di una modifica, né di un’integrazione, ma sostituisce di fatto l’atto d’accusa precedente. Ciò viola il principio accusatorio; emerge in maniera chiara manifesta la differenza, cambiando sostanzialmente la descrizione dei fatti (modificando anche le date) e dei comportamenti dei due imputati. La sostituzione di un atto d’accusa rispettosa può essere ammessa solo nel caso della desistenza dei reati». Brunetti conclude questa sua prima osservazione chiedendo di accogliere «questa prima eccezione giudiziale secondo l’articolo 136 della Codice penale militare, e decretare l’impossibilità odierno dibattimento».

‘Che il processo venga aggiornato’

Il patrocinatore continua quindi con una seconda eccezione riguardo all’indeterminatezza del nuovo atto d’accusa, costellato in più punti dalla locuzione «non meglio precisato luogo, non meglio precisate date eccetera. Si tratta di violazione del principio accusatorio, poiché il testo non è dettagliato sufficientemente e non specifica bene la comprensione di quali reati siano imputati e le relative pene. Conoscendo questi presupposti la difesa potrebbe prepararsi efficacemente», sottolinea e ribadisce: «L’atto d’accusa deve descrivere le imputazioni con linguaggio di procedura, preciso e conciso, specificando dove, come, quando le azioni sono state compiute. Qui ci sono numerose e gravi lacune nella descrizione dei fatti». L’avvocato sottolinea quindi come la precisione e la concisione siano essenziali per preparare una efficace strategia difensiva e far sì che gli imputati vengano giudicati obiettivamente. Chiede quindi che il processo venga aggiornato per poter preparare la difesa sul “nuovo atto d’accusa”.

Il processo è stato sospeso per un’ora, per permettere alla corte di deliberare sulle eccezioni avanzate dai legali dei due imputati.

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