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18.01.2022 - 19:06

Scuole di musica e obbligo 2G: ‘Non ci sono margini di manovra’

Il Consiglio di Stato risponde al Conservatorio sulle novità introdotte a fine dicembre: formazioni non equiparate a scuola dell’obbligo o secondario II

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Ti-Press

“Il Consiglio di Stato comprende bene che la situazione che si è venuta a creare dopo le decisioni del Consiglio federale di dicembre generi un problema per lo svolgimento delle attività di formazione musicale da parte delle persone non vaccinate e non guarite di età superiore ai 16 anni, ma non sussiste oggi margine di manovra per evitare l’applicazione della norma federale sul 2G in questo ambito”. Dopo le forti prese di posizione del Conservatorio della Svizzera italiana, della Federazione delle scuole di musica ticinesi e della Federazione bandistica ticinese sull’obbligo di 2G per l’istruzione in presenza – equiparandoli così, sostengono, alle questioni culturali e non alla formazione – arriva la replica del Consiglio di Stato. Che ricorda come “sulla base dell’ordinanza Covid-19 situazione particolare (attualmente l’articolo 20) le attività del corso pre-professionale di musica e delle scuole di musica sono sempre state trattate nel nostro Cantone come attività culturali. Questo non ha mai posto problemi pratici, perché le regole inerenti alle restrizioni in questo ambito erano piuttosto blande”. Il 20 dicembre scorso, ricorda il governo, “per decisione del Consiglio federale a queste attività è stato imposto l’obbligo del certificato 2G alle persone over 16, decisione che ha fatto reagire le scuole di musica”. Esse, scrive l’Esecutivo, “ora pretendono di essere trattate come le scuole dell’obbligo o del secondario II, che in base all’ordinanza federale potrebbero godere di regole di gestione della pandemia decise dal Cantone”. Tuttavia, il Consiglio di Stato annota che “secondo la legge cantonale sulla scuola, in Ticino le scuole di musica e il corso pre-professionale non sono scuole dell’obbligo o del secondario II. Tenuto conto di questo, non è possibile per il Consiglio di Stato adottare norme cantonali senza violare in modo manifesto le legislazioni cantonale e federale. Può arsi che altri Cantoni abbiano un sistema scolastico costruito su un modello amministrativo diverso, ma questo non cambia le cose”.

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