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26.12.2021 - 21:25
Aggiornamento: 26.03.2022 - 15:52

Test Covid, farmacie prese d’assalto anche a Natale

Settimana prossima apriranno i check point di Faido e Mendrisio

Di solito, in Ticino, di file così se ne vedono forse il sabato sera – in tempi normali –, per entrare in discoteca. Ora, invece, a creare serpentelli sono le persone che si recano in farmacia o in altre strutture per effettuare il test Covid. «Abbiamo fatto esami per quasi dieci ore di fila», ci dicono da una farmacia del Luganese. «Rispetto alle settimane passate c’è un’elevata incidenza in più di positivi. Questo comporta un lavoro maggiore perché noi effettuiamo anche il prelievo per il test Pcr. Tutto sommato è stato qualcosa di abbastanza ordinato in quanto siamo organizzati con gli appuntamenti. Abbiamo trovato posto anche per chi si è presentato senza averne uno».

Nonostante la richiesta sia alta «stiamo facendo di tutto per offrire il più possibile alla popolazione questo servizio», ci assicura Federico Tamò, portavoce dell’Ordine dei farmacisti del Cantone Ticino. «Ci troviamo in una delle ondate più importanti della pandemia e ci vuole un po’ di pazienza. In ogni caso, in 24 massimo 48 ore abbiamo disponibilità per i test».

Numerose sono anche le chiamate: «Nell’ultimo anno le farmacie sono diventate un punto di riferimento per la popolazione e molto spesso, quando la hotline è satura di telefonate, diventiamo noi il punto di contatto». Il contenuto delle richieste varia: «Ci contattano un po’ per tutto, per sapere se facciamo i test o cosa fare in caso di sintomi o se hanno avuto dei contatti con persone infette. Ad alcune domande riusciamo a rispondere, per le altre li rimandiamo alla hotline», ci fanno sapere da una farmacia del Bellinzonese.

‘I test fai-da-te dovrebbero essere gratuiti’

Oltre a lunghe file e telefoni che squillano è alta anche la richiesta di test fai-da-te: «Già da due giorni siamo rimasti senza», riferisce la farmacia. Attenzione però: «L’autotest non è da fare in presenza di sintomi, non sempre le persone hanno colto questa informazione. L’affidabilità dell’esame non è così alta come in caso di un test naso-faringeo». Insomma, si rischierebbe d’incappare in un falso negativo nonostante si sia infettivi. «In un documento la Confederazione indica che nel paziente sintomatico vaccinato il test deve sempre essere un Pcr – sottolinea Tamò –. In ogni caso anche per i non immunizzati con sintomi è consigliato quest’ultimo esame. Ricordo che in caso di positività esso permette poi di ricevere un attestato di guarigione. Quando non ci sono segnali della presenza della malattia il test rapido è sufficiente. In alcuni casi, come per il depistaggio di focolai particolari, l’Ufficio del medico cantonale raccomanda di effettuare un Pcr, come è stato alla Valascia una settimana fa. Questo anche per capire il tipo di variante».

«Dal profilo epidemiologico potrebbe essere sensato rendere di nuovo gratuiti gli autotest», afferma Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica. «È vero che non sono del tutto affidabili, ma possono essere un primo indizio, soprattutto in caso di positività. Molte persone li comprano per cautela. Inoltre non danno diritto a nessun tipo di pass, dunque non c’è un potenziale di abuso nel ripristinare la gratuità».

L’affidabilità dei test resta la stessa, ma attenzione al tempo d’incubazione del virus

A qualcuno, purtroppo, le festività sono state rovinate da un test che ha dato un esito errato. Con la variante Omicron succede più spesso? «Non mi risultano indicazioni di falsi positivi o falsi negativi in percentuali diverse rispetto a prima – dice Bianchi –. Resta il fenomeno, già conosciuto, di chi fa un test subito dopo un contatto e risulta negativo e dopo qualche giorno diventa positivo a causa del tempo di incubazione del virus». Riguardo all’affidabilità dei test rapidi, «da sempre questa è inferiore ai Pcr, ma non abbiamo indicazioni che siano meno attendibili in caso di vaccinazione».

‘Il sistema 2G+ mette in concorrenza sintomatici e non’

Vista la grande richiesta di test, abbiamo chiesto a Bianchi se è stata vagliata la possibilità di potenziare il sistema. «Come dimostrano i dati degli ultimi giorni, i contagi sono aumentati molto e questo è il principale fattore da considerare per spiegare l’affluenza delle persone nelle strutture che offrono test. Bisogna comunque distinguere due casistiche. La prima comprende le persone asintomatiche che fanno i test, soprattutto rapidi, per recarsi all’estero, in particolare in Italia, magari in vacanza. O, in misura minore, per fare delle attività per le quali è richiesto il 2G+ e queste persone non hanno ancora effettuato la vaccinazione di richiamo. Ciò ha portato in buona parte all’assalto alle farmacie, ma anche in una certa misura all’affluenza alla Clinica Luganese Moncucco, che pure offre il test rapido. Dall’altra parte abbiamo i sintomatici. I check point gestiti dall’Ordine dei medici e le check line dell’Ente ospedaliero cantonale sono esclusivamente disponibili per quest’ultimo tipo di pazienti. È chiaro che la capacità di effettuare test è sotto pressione e, come ha espresso più volte il Consiglio di Stato durante le consultazioni della Confederazione, un sistema 2G+ mette un po’ in concorrenza i sintomatici con gli asintomatici e questo può essere un problema nel depistaggio dei casi positivi».

Check point potenziati da settimana prossima

Per far fronte alla domanda «i check point di Lugano e Bellinzona hanno prolungato gli orari ieri e oggi». Da domani, comunque, «il problema dovrebbe rientrare abbastanza perché ci saranno le farmacie e gli studi medici aperti. Ricordo la pagina del Cantone dove si può vedere quali sono le farmacie abilitate a fare i test e gli studi medici aperti durante queste due settimane festive nei giorni feriali. Da questo punto di vista, fortunatamente quest’anno i festivi coincidono col weekend, ciò che riduce le giornate con minore disponibilità».

I check point vengono inoltre potenziati «con l’apertura di quello di Faido domani e con quella anticipata di Mendrisio martedì 28 dicembre». Bianchi ricorda che «la hotline rimane il punto di smistamento per poter fare un test nei centri, che come detto sono dedicati ai sintomatici. Magari in questi giorni l’appuntamento non era immediato, o è stato rinviato, ma resta importante porsi in autoisolamento mentre si attende la diagnosi, se si hanno sintomi».

La pressione sui laboratori non è preoccupante

Fino a qui abbiamo parlato principalmente del dispositivo di prelievo dei campioni. Per quanto riguarda i laboratori che effettuano il vero e proprio test Pcr la situazione sembra essere meno critica. «Fanno parecchi esami – riferisce Bianchi –, per esempio l’altro giorno l’Eolab ne ha analizzati da solo ben 800, quindi la capacità di test c’è anche nella misura in cui gli asintomatici, i viaggiatori, fanno il rapido e questo non va a impattare sulle capacità dei laboratori. Esse sono dunque assicurate e garantite e c’è ancora del margine. La possibilità di prelievo nei giorni festivi è un po’ ridotta e questo attenua il carico di lavoro sulle strutture che effettuano gli esami Pcr».

Con le scuole chiuse prevista una diminuzione delle quarantene

La sfida di questi giorni sembra non essere più il riuscire a sopravvivere a cenoni e pranzi natalizi, ma piuttosto l’evitare di finire in quarantena. Molti, anche senza un test positivo, si ritrovano confinati in casa. «La variante Omicron ha portato questo cambio di prassi nella definizione dei contatti da porre in quarantena includendo anche i vaccinati. Si procede comunque in maniera molto selettiva concentrandosi soprattutto sui contatti stretti familiari», ricorda Bianchi. «Un certo effetto di riduzione delle quarantene avverrà nei prossimi giorni a causa delle vacanze scolastiche. Ciò si ripercuote anche sulla fascia di popolazione in età lavorativa, tra cui i genitori che devono accudire i figli in quarantena. L’Ufficio del medico cantonale in questi giorni ha cercato di essere più selettivo nel decretare una quarantena di classe, proprio considerando il fatto che i bambini non si ritroveranno a scuola nei prossimi giorni».

Le ospedalizzazioni sembrano stabili

Sul fronte dei contagi cosa dobbiamo aspettarci prossimamente? «Il dato dell’aumento dei casi dopo questo weekend sarà un po’ falsato, cioè più basso viste le ridotte capacità di eseguire i prelievi in questi giorni. Quando nei prossimi le possibilità di test saranno ripristinate anche nelle farmacie e negli studi medici si capirà meglio la situazione», risponde il direttore della Divisione. In merito ai ricoveri dovuti alla malattia «l’incognita resta, ma non ho dei segnali di aumento importante delle ospedalizzazioni durante il fine settimana. Però sono trascorsi ancora solo pochi giorni dall’incremento esponenziale dei contagi».

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