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15.12.2021 - 07:21
Aggiornamento : 17:15

In Ticino una gestione ‘esemplare’ della capacità ospedaliera

Il nostro Cantone riceve note di merito in uno studio di Avenir Suisse sulla gestione del coronavirus da parte dei Cantoni

Ats, a cura de laRegione

Secondo uno studio di Avenir Suisse, il federalismo e la gestione a livello cantonale hanno superato la prova della pandemia. Voti particolarmente alti vanno a Ticino, Grigioni e Zugo.

Il rapporto pubblicato oggi sulla gestione del coronavirus, di circa 140 pagine, ha analizzato l’azione dei Cantoni in ambiti diversi, dalla situazione degli ospedali, alle vaccinazioni e fino ai casi di rigore.

In generale la pianificazione a livello sanitario e della protezione della popolazione si è rivelata troppo poco dettagliata. In particolare, secondo Avenir Suisse, mancavano le conoscenze per intraprendere i primi passi necessari per il contenimento di una pandemia. Basti pensare alla relativa lentezza dell’applicazione del tracciamento dei contatti o la difficoltà iniziale per quel che riguarda i test.

Serve tracciamento nazionale

Per arginare una pandemia, secondo lo studio, l’unica soluzione è un misto fra test in quantità e tracciamento dei contatti. Esempi positivi in questo senso sono stati Basilea Città e Campagna, Grigioni e Zugo. Serve comunque assolutamente, a detta della ricerca, un sistema di tracciamento a livello nazionale.

Un vero e proprio collasso del sistema sanitario è stato evitato, anche se di poco. Oltre alle misure di arginamento già evocate, l’unica vera soluzione a lungo termine contro la pandemia è comunque la campagna vaccinale.

Ticino e Grigioni allievi modello

I comportamenti più virtuosi, prendendo un po’ tutti gli aspetti analizzati, si sono registrati in Ticino, nei Grigioni e a Zugo. Le autorità retiche hanno ad esempio fatto presto ricorso a test di massa per scovare i positivi. Purtroppo l’esempio dei test nelle aziende non è stato seguito da molti, si rammaricano gli autori dello studio.

I Grigioni hanno poi brillato anche nella velocità di vaccinazione di anziani e persone vulnerabili. Positiva pure la gestione dei casi di rigore, organizzata secondo le effettive perdite economiche.

Il Ticino, primo cantone ad essere colpito dalla pandemia, ha poi fatto corsa in testa a livello svizzero. In particolare la gestione della capacità ospedaliera viene descritta come esemplare. Le autorità ticinesi hanno anche potuto sfruttare il fatto che già prima della pandemia potevano contare su una capacità ospedaliera generosa se rapportata alla popolazione.

Il cantone italofono è stato in assoluto il più rapido a vaccinare i gruppi a rischio. Forse la vicinanza con il Nord dell’Italia, dove la situazione pandemica era particolarmente drammatica, ha facilitato che autorità e popolazione agissero in tal senso, grazie a una maggiore consapevolezza della situazione, suggerisce lo studio.

Zugo, dal canto suo, ha brillato per la quantità di test in proporzione ai casi positivi. In generale, incluso il tracciamento dei contatti, il sistema si è rivelato convincente. Assieme ai Grigioni, si è trattato dell’unico Cantone ad aver effettuato due test a settimana nelle scuole.

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