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30.11.2021 - 18:490
Aggiornamento : 19:22

Restrizioni anti-Covid: ‘Conseguenza prevedibile’

Il Consiglio di Stato si pronuncerà domani sulle proposte messe in consultazione dalla Confederazione. Altri Cantoni hanno già preso provvedimenti

«Sono delle decisioni che erano attese e che hanno sicuramente senso», ci dice Christian Garzoni, direttore sanitario della clinica luganese Moncucco. «La massa di virus che sta circolando è molta, troppa. Questo porta rapidamente a una curva esponenziale dei contagi che alcuni cantoni svizzeri stanno già registrando». Sotto la lente d’ingrandimento c’è ora la variante Omicron. «Essa è ancora poco conosciuta e ci sono molte domande aperte. Sembra che non porti a uno sviluppo grave della malattia, ma sembra essere molto più trasmissibile. Quando un virus infetta con maggiore facilità i contagi aumentano più in fretta», afferma Garzoni che spiega: «Poniamo che ogni portatore del Covid infetti mediamente due persone, queste ultime trasmettono il virus ad altre quattro e via dicendo. Se la variante è più contagiosa, il portatore invece che due persone ne infetta tre e queste ultime lo trasmettono ad altre nove. La percentuale delle persone che vanno in ospedale è la stessa, ma più infettati vuol dire più ospedalizzati in poco tempo anche se la variante non è maggiormente pericolosa». Il problema è dunque dato «da quante persone necessitano di cure ospedaliere nello stesso momento, che portano ai sovraccarichi pericolosi che conosciamo». I nosocomi in Ticino sono già sovraccarichi? «Per il momento no, alla clinica Moncucco non abbiamo dovuto modificare le nostre attività, ma i numeri sono aumentati parecchio. Fino a un paio di settimane fa i pazienti Covid erano 3-4, ora sono una ventina. Se andiamo avanti con questo incremento diventeranno troppi».

Fino a pochi giorni fa il Consiglio federale non ha preso provvedimenti lasciando la responsabilità ai Cantoni. La Conferenza dei direttori cantonali della sanità (Cds) accoglie favorevolmente le nuove proposte messe in consultazione dal governo federale per contrastare l’aumento dei casi di coronavirus e la nuova variante Omicron. Per il presidente del Consiglio di Stato ticinese Manuele Bertoli il passo fatto dalla Confederazione è «la conseguenza prevedibile considerata l’accelerazione delle ospedalizzazioni e la comparsa improvvisa della nuova variante». La Cds sottolinea come sia necessario agire al fine di evitare un sovraccarico dei reparti di cure intensive negli ospedali. I direttori cantonali della Sanità ricordano peraltro come numerosi Cantoni abbiano rafforzato le misure di protezione nel corso degli ultimi giorni.

Infatti i Cantoni di Basilea Città, Basilea Campagna, Soletta, Zugo e Svitto hanno deciso di rendere obbligatorio l’uso delle mascherine nei luoghi accessibili al pubblico, compresi bar e club. Le misure entreranno in vigore domani o giovedì a seconda del cantone e rimarranno valide fino al 24 dicembre a Svitto, al 31 gennaio 2022 a Basilea Città e al 20 febbraio a Zugo. A Basilea Città e Soletta le mascherine andranno indossate in tutte le manifestazioni pubbliche all’aperto con più di 1’000 persone. A Basilea Città, gli eventi pubblici a cui parteciperanno tra 300 e 1’000 persone necessitano di un’autorizzazione a partire dal 6 dicembre: gli organizzatori devono annunciarsi presso il Dipartimento cantonale della sanità e presentare un concetto di protezione.

Non sono solo i Cantoni a prendere provvedimenti, anche La Posta rafforza le misure, valide a partire da domani. I dipendenti sono invitati a passare al lavoro da casa quando il tipo d’impiego e la funzione lo permettono. Le riunioni fisiche sono ammesse solo con un massimo di cinque persone e gli eventi di fine anno sono stati annullati. Vengono anche inasprite le regole sulle mascherine: dovrà essere indossata in tutti gli ambienti chiusi, anche quando gli impiegati sono seduti al loro posto di lavoro.

Tornando alle decisioni federali abbiamo chiesto a Manuele Bertoli se le proposte messe in consultazione siano adeguate e se il Ticino preveda restrizioni maggiori. A queste domande, ci dice, risponderà il Consiglio di Stato domani.

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