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15.11.2021 - 17:500
Aggiornamento : 19:18

Test obbligatori per personale sanitario, ricorso al Tf

Gruppo di persone contesta il provvedimento deciso in settembre dal Consiglio di Stato. L’incarto al Tribunale federale

È finita sotto la lente del Tribunale federale la risoluzione adottata l’8 settembre dal Consiglio di Stato che ha introdotto (da inizio ottobre) l’obbligo di test ripetuti per il personale delle strutture e dei servizi sociosanitari non vaccinato. C’è finita perché impugnata da una trentina di persone, tra sanitari e ‘corona-scettici’. Il ricorso era stato inoltrato inizialmente al Tram, il Tribunale cantonale amministrativo, il quale si è però dichiarato non competente per questioni giuridiche, dunque formali. L’incarto è stato così trasmesso al Tf. Fra coloro che contestano il provvedimento governativo c’è il dottor Roberto Ostinelli. I ricorrenti sono patrocinati dall’avvocata Danica Gianola.

La misura decisa dal Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento sanità e socialità, riguarda il personale “a contatto stretto con pazienti, residenti o utenti vulnerabili”, professionalmente attivo in ospedali, cliniche, case per anziani, istituti per invalidi, servizi di assistenza e cura a domicilio... Personale, spiegava il governo in nota, “tenuto a esibire un certificato Covid oppure a partecipare a un programma di test mirati e ripetuti organizzati in azienda in modo da disporre di un test con esito negativo non più vecchio di quattro giorni”. Non solo. La risoluzione governativa prevedeva l’obbligo del certificato Covid anche per i visitatori delle strutture sanitarie e sociosanitarie.

Il Dss e quindi il Consiglio di Stato hanno dato seguito a una raccomandazione delle autorità federali. Ed è assai verosimile che nelle osservazioni al ricorso il Consiglio di Stato ribadirà la validità della misura del test obbligatorio ripetuto per il personale sociosanitario non vaccinato.

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