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09.11.2021 - 20:51
Aggiornamento: 23:00

Iniziativa cantonale su cure a domicilio, audizione a Berna

La Commissione sanità degli Stati sentirà giovedì Ghisletta e Galusero sulla proposta di permettere ai Cantoni di pianificare il settore

iniziativa-cantonale-su-cure-a-domicilio-audizione-a-berna
Servizi pubblici e privati (Ti-Press)

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati li ha convocati per dopodomani. Trasferta a Berna per il socialista Raoul Ghisletta e il liberale radicale Giorgio Galusero: giovedì i due deputati al Gran Consiglio presenteranno alla Css-Cs l’iniziativa cantonale ticinese che chiede - attraverso una modifica della LaMal, la Legge federale sull‘assicurazione malattie - di accordare ai Cantoni la possibilità di pianificare il settore delle cure a domicilio. Con loro, all’audizione, ci sarà Chiara Gulfi, responsabile al Dipartimento sanità e socialità del settore Assistenza e cure a domicilio. L’iniziativa all’indirizzo dell’Assemblea federale è stata proposta da Ghisletta e cofirmatari nel maggio del 2018 ed è stata approvata (settanta sì, un contrario e tre astensioni) nell’ottobre dello scorso anno dal plenum del Gran Consiglio, su invito della propria commissione ’Sanità e sicurezza sociale’, della quale lo stesso Ghisletta e Galusero fanno parte.

A fine 2017 in Ticino, si afferma nel testo nell’iniziativa, “accanto ai 6 servizi di assistenza e cura a domicilio di interesse pubblico, erano attivi ben 36 servizi commerciali, di cui 26 hanno sottoscritto un contratto di prestazioni (volontario) con il Cantone“. A questi numeri “occorre aggiungere circa 150 infermieri indipendenti che operano a domicilio: solamente una parte di loro ha stipulato un contratto di prestazioni (volontario) con il Cantone“. Il “forte” aumento “di attori con scopo di lucro nel settore dell’assistenza e cura a domicilio preoccupa le autorità politiche cantonali sia per gli aspetti finanziari sia per gli aspetti di corretta presa a carico degli utenti“. In generale, prosegue l’iniziativa, "si può affermare che le casse malati sono poco attive nel controllo dell’appropriatezza delle prestazioni svolte a domicilio a carico della assicurazione malattie LaMal”. Almeno un paio i quesiti che si pongono: "Le prestazioni a domicilio sono svolte esclusivamente da personale qualificato? Le ore svolte e le prestazioni fatturate dalle persone dispensanti cure a domicilio concernono veramente ed esclusivamente ambiti LaMal?”. Gli iniziativisti non hanno dubbi: "Solamente l’obbligo di disporre di strumenti informatici tracciabili garantisce che il personale dei servizi a domicilio eroghi prestazioni a carico della LaMal e non prestazioni quali la spesa, le pulizie o altre attività non a carico della LaMal”. Inoltre "solamente servizi a domicilio ben strutturati e dotati di personale qualificato possono rispettare i criteri di economicità e qualità della LaMal, nell’interesse degli assicurati (premi a carico), del Cantone (che si assume il finanziamento residuo) e dei pazienti (sicurezza)”. Ebbene, "per far fare questi passi ragionevoli a tutte le organizzazioni dispensanti cure a domicilio, occorre prevedere una base legale nella LaMal che dia la possibilità (non l’obbligo) ai Cantoni di effettuare una pianificazione cantonale basata sul bisogno e fondata su contratti di prestazione tra Cantone e fornitori di prestazioni”.

’LaMal da modificare’

Da qui la proposta al parlamento federale di inserire nella Legge sull’assicurazione malattie la disposizione secondo cui "Ogni Cantone può decidere se autorizzare le persone dispensanti cure a domicilio previa prescrizione o indicazione medica e le organizzazioni che le occupano alle seguenti condizioni cumulative: a) corrispondono alla pianificazione intesa a coprire il fabbisogno approvato; b) figurano nell’elenco, compilato dal Cantone, classificante le diverse categorie di persone e di organizzazioni; c) dispongono delle necessarie qualifiche professionali”. D’accordo con “le finalità dell’iniziativa cantonale” (anche) il Consiglio di Stato, come si ricorda nel rapporto commissionale (relatrice Maristella Polli, Plr) dell’ottobre 2020 favorevole all’iniziativa.

La quale, dice Raoul Ghisletta alla ‘Regione’, «non chiede la luna, chiede di permettere ai Cantoni di pianificare il settore delle cure a domicilio per garantire qualità ed economicità nell’interesse dei pazienti e del controllo dei costi sanitari». Secondo Giorgio Galusero, la pianificazione «consentirebbe anche di regolamentare la situazione che si registra oggi soprattutto nei cantoni di frontiera, come il nostro e Ginevra, caratterizzata da un importante numero di servizi privati attivi nel settore».

‘Servizi commerciali e infermieri indipendenti: così nel 2021’

Nel 2021, riprende Ghisletta, in Ticino «i servizi commerciali sono saliti a 47, di cui 32 con contratto di prestazioni con il Cantone, mentre gli infermieri indipendenti sono 342, di cui 177 con contratto di prestazioni con il Cantone».

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