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Ti Press
30.10.2021 - 18:43
Aggiornamento: 01.11.2021 - 16:03

Pareggio dei conti, il PS sostiene il referendum

I socialisti: ‘Ancora una volta si chiede che siano il ceto medio e le persone meno abbienti a pagare il costo della crisi’

“Preso atto che il Sindacato Vpod ha deciso di lanciare il referendum contro il Decreto legislativo relativo al pareggio del conto economico entro il 31 dicembre 2025, il Partito Socialista Ticino mette le proprie forze a disposizione della raccolta delle firme”. Inizia così il comunicato stampa emesso dal PS sul tema del referendum lanciato dal Vpod. "Fermare questo ennesimo assalto al servizio pubblico è per noi socialisti un atto necessario: questo è il momento del rilancio economico, non dell’austerità!”, si legge ancora.

Il Partito Socialista Ticino aderisce quindi “con convinzione al Comitato referendario convocato dal Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari, con l’obiettivo di annullare la decisione parlamentare di conseguire il pareggio del conto economico dello Stato entro il 31 dicembre 2025 con misure di contenimento della spesa e senza riversamento di oneri sui Comuni". Pareggio che dovrebbe essere raggiunto prioritariamente con tagli alla spesa relativi al personale, ai beni e servizi e ai contributi, il tutto senza poter intervenire sulle entrate”.

Ancora una volta, prosegue il comunicato, “cavalcando vecchi paradigmi liberali di thatcheriana memoria si chiede che siano il ceto medio e le persone meno abbienti a pagare il costo della crisi causata, oltre che dalla pandemia, anche e soprattutto dagli imprudenti sgravi fiscali che regolarmente hanno svuotato le casse pubbliche”. Una posizione “ancora più incomprensibile in questo momento di particolare incertezza e difficoltà, in cui i Governi di molti paesi presentano piani di rilancio con investimenti miliardari: questo è il momento del rilancio economico, non dell’austerità!”

“Se non si ferma questa deriva liberista, a farne le spese saranno gli utenti e il personale delle strutture sociosanitarie, le scuole di ogni grado e ordine, i servizi cantonali per la popolazione ecc. I soldi bisogna prenderli dove ci sono, senza tagliare i servizi per la popolazione!" Per questi motivi, "oltre a raccogliere le firme per la nostra iniziativa popolare per un salario minimo sociale, scenderemo nelle piazze per raccogliere anche le firme per questo importante referendum”.

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