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La frana sulla strada di Gandria nel luglio del 2021 (Ti-Press)
Ticino
25.10.2021 - 09:210
Aggiornamento : 18:34

Strade cantonali, sette milioni contro i danni del maltempo

Il Consiglio di Stato ha chiesto un credito per realizzare opere di protezione e premunizione dei pericoli naturali sulle strade cantonali

a cura de laRegione

Sette milioni di franchi per proteggere le strade cantonali dai pericoli naturali e realizzare opere di premunizione che consentano di evitare i danni causati dagli eventi metereologici estremi. È il credito chiesto dal Consiglio di Stato con un messaggio odierno.

Gli eventi dello scorso luglio e agosto hanno riguardato – in tempi diversi – tutte le regioni del Cantone, causando danni non solo agli insediamenti abitativi, ma anche al patrimonio stradale, ricorda il Consiglio di Stato. Saranno oltre una quindicina di località a essere interessate dagli interventi previsti. Le opere più importanti riguarderanno Giornico, con la sistemazione idraulica dei Riale Bianco e Diamantino; Cevio, con la messa in sicurezza idraulica – dopo le prime misure di urgenza - del ponte sulla Maggia a Visletto e la zona a monte del tratto Bellinzona - Carasso in zona ex Birreria.

Il Consiglio di Stato prevede che per il futuro la tendenza per eventi di media-forte intensità, che come nel caso di quelli dell’estate 2021 “rispecchiano gli attuali scenari climatici”, sarà al rialzo, e dunque sarà necessario gestire fenomeni meteorologici intensi e molto irregolari, non solo per quanto concerne le immediate conseguenze dell’evento, ma anche per quanto riguarda il livello di premunizione.

Un elevato livello di investimenti per opere di premunizione ha permesso e permette di evitare maggiori danni nelle zone edificate, osserva il governo cantonale. Opere quali camere di trattenuta del materiale, reti paraflussi e altre premunizioni svolgono la loro funzione, raggiungendo però in alcuni casi il limite di capacità e di dimensionamento. “Occorre pertanto aggiornare e, laddove possibile, aumentare le opere che permetteranno anche in futuro di far fronte a tali eventi”, conclude il Consiglio di Stato.

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