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22.10.2021 - 18:54

‘Querulomania, casi in leggero aumento’

Definizione e dimensioni del fenomeno in Ticino. Il governo: valuteremo l’eventuale adozione di una base legale per migliorare la gestione dei casi

Che cos’è la querulomania? “È un fenomeno generalmente di natura psicopatologica che può virare verso comportamenti che, oltre a sovraccaricare lo Stato di richieste inutili, con le evidenti conseguenze organizzative e finanziarie che ciò comporta, possono addirittura assumere inclinazioni violente”, spiega il governo rispondendo a un’interrogazione di Lara Filippini. La deputata dell’Udc chiedeva lumi sulle dimensioni del fenomeno e sulle modalità con cui il Cantone intende affrontarlo. “Da più parti – annota il Consiglio di Stato – si constata un leggero aumento dei casi di querulomania, che portano vieppiù autorità e servizi a dispendere il proprio tempo per rispondere a questo genere di richieste”. Non dispongono comunque di dati statistici, anche perché non sempre, precisa il governo, si può determinare la natura querulomane di un atto. Peraltro, vi possono essere persone che si rivolgono a un numero elevato di uffici “senza raggiungere con nessuno di questi un’intensità tale da qualificare gli atti querulomani”. Ci sono poi anche casi di richieste di “ripetute informazioni” o di “segnalazioni sistematiche”: Nella pratica, di fronte a questi atti, scrive il Consiglio di Stato, “ciascuna autorità decide in modo autonomo come trattare l’istanza, a dipendenza del caso concreto. A volte si giustifica adottare una decisione, altre può invece essere più opportuno non dare seguito alle richieste”. Evidentemente, tiene a puntualizzare l’Esecutivo, “l’agire dell’autorità deve essere giustificato dalla condotta querulomane perché altrimenti sfocerebbe in un diniego di giustizia”.

Detto tutto ciò, il Consiglio di Stato intende valutare “l’eventualità di predisporre una base legale cantonale per migliorare la gestione del fenomeno della querulomania sull’orma della legislazione federale già esistente in materia”. In tal senso, indica il governo, “verranno approfondite le possibili soluzioni più consone per affrontare questa problematica, tenendo conto del rischio che rappresenta il fenomeno per la sicurezza altrui e per lo Stato, in caso di rifiuto automatico di risposta agli atti ritenuti querulomani, e del sentimento di ingiustizia che potrebbero vivere le persone che presentano questo tipo di patologia”.

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