un-anno-senza-erminio-ferrari-eredita-di-cuore-e-talento
Michael Isler photography
Erminio Ferrari
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
2 ore

Preti in assemblea, per riflettere su sfide e missione

Una tre giorni a Lugano con contributi anche di relatori esterni e gruppi di lavoro. L’evento si aprirà il 29 agosto
Bellinzonese
3 ore

Tutto pronto per la 5ª edizione del Greina Trail

Gli organizzatori informano che è ancora possibile iscriversi alle varie tipologie di corsa
Bellinzonese
3 ore

Addio a Carlo Rivolta: ‘Mancherà a tutta Bellinzona’

A lungo attivo sulla scena della politica della Turrita, titolare dello storico negozio di biciclette in Piazza Orico, è deceduto all’età di 71 anni
Luganese
3 ore

Magliaso festeggia San Rocco

Sabato la comunità locale si ritroverà nella corte del municipio per condividere la ricorrenza tra devozione e tradizione popolare
Bellinzonese
3 ore

Polenta storna all’Alpe Géira

Il tradizionale pranzo organizzato dal Patriziato di Dalpe si terrà domenica 21 agosto alle 12
Bellinzonese
3 ore

Cinque concerti d’organo in Leventina

Mercoledì 17 agosto a Giornico, sabato 20 a Faido, mercoledì 24 a Quinto, sabato 27 a Chironico e mercoledì 31 ad Airolo
Luganese
3 ore

‘Bissone Arte ’22’ e il villaggio diventa un museo

Il paese darà spazio per oltre un mese alla creatività di una trentina di artisti. Opere esposte sul territorio
Mendrisiotto
4 ore

Riva San Vitale verso nuove... rive lacustri

In pubblicazione la domanda di costruzione per il progetto di sistemazione degli accessi a lago in zona Lido, in modo da uniformarne l’aspetto
Bellinzonese
4 ore

Festa in onore del generale Guisan al Sasso San Gottardo

Sabato 20 e domenica 21 agosto si celebreranno i 60 anni dalla scomparsa del generale Henri Guisan, rinviati di due anni a causa della pandemia
Ticino
4 ore

Costo benzina sulla fascia di confine, la forbice si allarga

Rapida panoramica sui prezzi praticati al di qua e al di là della frontiera. Il decreto aiuti del governo Draghi. L’immobilismo del Consiglio federale
Mendrisiotto
4 ore

Tre eventi per il Festival delle famiglie a Balerna

Teatro di figura, cinema e racconti nei parchi per adulti e bambini chiudono la stagione estiva
Bellinzonese
4 ore

Carì, birre artigianali abbinate a formaggi nostrani

Appuntamento per domenica 21 agosto dalle 11 alle 12.30 all’osteria Belvedere con l’esperto Roberto Storni
Locarnese
4 ore

Assemblea Losone Sportiva nella sala del Consiglio comunale

L’appuntamento è per giovedì 18 agosto alle ore 20. Al termine dell’assemblea verrà offerto un rinfresco.
Mendrisiotto
5 ore

Al nastro di partenza la Camminata popolare castellana

Sui percorsi di Castel San Pietro torna la kermesse non competitiva. Dieci chilometri nella natura e nel paesaggio
Locarnese
5 ore

Il Castello incantato fa tappa a Muralto, Frasco e Contone

Giovedì 18 agosto al Burbaglio l’Antico circo de madera, sabato in Valle Verzasca e domenica a Gambarogno anche i laboratori di costruzione di burattini
Mendrisiotto
5 ore

Vacallo, eventi di fine agosto in arrivo

Si potrà scegliere tra film, mostre e letture. Ottime occasioni per passare del tempo in compagnia
Mendrisiotto
5 ore

Antiquariato e arte tornano ad animare il cuore di Mendrisio

Appuntamento con la Fiera dedicata ad appassionati e collezionisti, giunta alla sua edizione numero 35
Locarnese
6 ore

83enne scomparso nel Verbano, le ricerche riprendono mercoledì

La navigazione, gli sport acquatici e la pesca saranno vietate dalle 7.30 alle 20 per un chilometro quadrato di fronte alla zona Vignascia nel Gambarogno
Mendrisiotto
6 ore

A Pedrinate torna la Festa della costina

In programma per tre serate specialità culinarie e alla griglia e musica nella cornice dei vigneti
Mendrisiotto
6 ore

La Coop di Arzo si rifà il trucco

Ristrutturazione in vista per il negozio del quartiere di Mendrisio. Il cantiere è previsto fra l’inverno prossimo e la primavera 2023
Luganese
7 ore

Un sabato al Mercato artigianale a Canobbio

La manifestazione metterà in luce anche i prodotti locali. Appuntamento in piazza per il 27 agosto
Locarnese
7 ore

Cugnasco Gerra e Lavertezzo, lavori stradali

Interventi notturni su più punti della cantonale nel comprensorio
Bellinzonese
8 ore

Sbanda con l’auto, che si rovescia: una donna rischia la vita

L’incidente si è verificato attorno alle 13 sulla strada cantonale a Lodrino. Sul posto anche un elicottero della Rega
Locarnese
8 ore

Da Locarno a Berlino puntando tutto sulle proprie gambe

L’impresa di tre giovani locarnesi che in 35 giorni sono giunti a piedi nella capitale tedesca. Un viaggio anche introspettivo e di crescita personale
14.10.2021 - 05:15
Aggiornamento: 10:50

Un anno senza Erminio Ferrari. Eredità di cuore e talento

L’affetto e per il giornalista e scrittore prematuramente scomparso in Valgrande, nel ricordo degli editori che ne hanno pubblicato le opere

Testimone lucido ed empatico della ferocia del mondo. Vissuto da quei margini cui sentiva di appartenere, da protagonista ma senza traccia alcuna di protagonismo, che era anzi la tinta più estranea alla sua tavolozza caratteriale.

Dice bene il titolo del commento oggi in bianco sulla nostra prima pagina: abbiamo perso una colonna. A un anno dalla sua scomparsa, quel bianco senza parole che lo possano riempire rappresenta in modo perfetto il vuoto lasciato da Erminio Ferrari: in tutti noi al giornale, colleghi e amici, compagni di quei quotidiani viaggi frettolosi che Erminio sapeva sospendere con la leggerezza di un sorriso; e anche nei lettori, che grazie ai suoi pensieri potevano spesso decifrare i loro, o se non era il caso almeno confrontarli, ma sempre su basi argomentative da cui emergeva una straordinaria umanità.

La stessa umanità che era la cifra principale delle sue innumerevoli pubblicazioni letterarie, in cui al rigore della cronaca sapeva abbinare la prosa del romanziere: concessione stilistica necessaria, ma mai ostentata, e talvolta sofferta, per dare respiro ai fatti e farne racconto. E se è vero che siamo le tracce che lasciamo, quelle disseminate dall’Erminio scrittore sono la testimonianza più solida e duratura di un talento costruito su curiosità, piacere della ricerca e bisogno di raccontare le persone e il loro territorio. “Contrabbandieri” – le storie di “uomini e bricolle tra Ossola, Ticino e Vallese” – pubblicato per Tararà Edizioni a Verbania, o “Cielo di stelle”, sulla tragedia di Robiei del febbraio ’66 in cui in un cunicolo d’adduzione dell’impianto idroelettrico morirono 15 operai italiani e due pompieri di Locarno (edito da Casagrande), sono solo due esempi, ma illuminanti, di un ventaglio produttivo ampio e variegato il cui comune denominatore è l’attenzione verso quegli “ultimi” che Erminio considerava i suoi primi maestri.

Testimoni delle fatiche letterarie di Erminio sono stati i suoi editori. A partire dalla prima, Pieranna Margaroli, co-fondatrice della Tararà Edizioni di Verbania, per la quale Ferrari ha pubblicato saggi, romanzi e racconti e della cui casa editrice è stato socio per 12 anni, fino alla sua prematura scomparsa. «Quello con Erminio non era un rapporto professionale in senso stretto perché era intrecciato con un’amicizia profonda che si è sviluppata dalla fine degli anni ’70 per i successivi 40 anni – ricorda Margaroli –. Lo avevamo conosciuto come giovane studente quando aveva cominciato a frequentare la nostra libreria a Verbania. Poi, quando come “costola” della libreria è nata la Tararà Edizioni, è stato abbastanza naturale che cominciasse a pubblicare con noi in chiave diciamo territoriale e tematica, orientandosi però anche su Casagrande per i temi legati alla Svizzera e al suo mercato di riferimento».

Autore, curatore e ricercatore

Una delle primissime pubblicazioni per Tararà era stata “In Valgranda”: «L’aveva già scritto e ce l’aveva fatto trovare pronto. Unitamente a Teresio Valsesia, uno dei suoi veri maestri per la realtà locale era stato Nino Chiovini, lo storico della Resistenza e della cultura materiale montana morto anch’egli giovane e del quale abbiamo ripubblicato diverse opere. Avere due grandi come lo stesso Chiovini – bravo a scrivere ma più ricercatore storico – ed Erminio, decisamente più geniale nella scrittura, è stata una delle nostre fortune. Quanto a Erminio, con lui non c’era un programma, ci si confrontava e nascevano le pubblicazioni, come “Contrabbandieri”, venuto alla luce da uno studio importante anche perché in fondo confacente a tutto l’arco alpino. Un aneddoto simpatico è che durante la sua ricerca incontrò un Margaroli, detto “il Negus”, che era stato a capo di una ventina o più spalloni. Da quell’incontro con un personaggio della nostra stessa stirpe nacquero naturalmente motivi di divertimento. Una rara capacità che aveva Erminio era quella di tessere dei rapporti senza bisogno di parlare troppo, basandosi quasi su sottintesi».

Il lavoro continua con Marta

Dice molto del legame che univa Erminio e la casa editrice verbanese la decisione, presa nel 2008, di diventarne socio. «Per noi oltre che scrivere faceva ricerca, e ha curato libri di cui non era l’autore. L’ultima cosa che ha fatto prima del “Valzer per un amico” era stata la cura della traduzione dall’inglese di “Lorenzo Grassi in ’Merica”, sull’emigrante falmentino che in Canada è diventato un tracciatore di sentieri. Ricordo anche la collaborazione con mia figlia, che aveva tradotto l’introduzione di “Ritorno in Val Formazza” di Arthur Cust». Anche con la famiglia il rapporto è sempre stato molto intenso, sottolinea Margaroli, tant’è vero che adesso alla Tararà sono subentrati i figli, in modo particolare Marta: «Ha voluto assumersi il compito di dare continuità alla vita di suo papà, e non solo in termini per così dire editoriali. Marta si è subito rapportata con noi e stiamo ora lavorando sia sulle ristampe di Erminio, sia su alcuni racconti inediti per i quali con lui stavamo cercando un “filo rosso” che ne sostenesse la pubblicazione. L’ultima volta che ne avevamo parlato con lui è stata una settimana prima che morisse».

Pieranna Margaroli sa che Erminio Ferrari era stato in contatto anche con case editrici importanti, fra le quali Einaudi. «Me ne aveva parlato. Credo che se poi questi contatti non si sono concretizzati sia probabilmente stato perché non era il momento giusto, anche dal punto di vista storico; o forse giusto non era, semplicemente, l’editor. La mia impressione è che, specialmente negli ultimi anni, Erminio fosse addirittura troppo avanti, come credo dimostri “Scomparso”, uscito nel 2013, un lavoro molto difficile, sul quale abbiamo dibattuto molto».

‘Le sue non erano mai solo chiacchiere’

Dibattito che era frequentissimo anche da Casagrande, in particolare con Matteo Terzaghi, che con Erminio Ferrari ha lavorato a più opere, partendo da “Passavano di là”, uscito nel 2002 e poi andato in ristampa grazie al buon successo ottenuto. Dopo “Fransè” (2005), nel 2017 è arrivato “Cielo di stelle”, un certosino, drammatico e appassionante lavoro di scavo nella memoria della più grande tragedia sul lavoro mai avvenuta nella Svizzera italiana.

«Con Erminio c’erano scambi continui, anche sul piano personale – dice Terzaghi –. Si parlava di libri e di letture. Un modo tipicamente suo era non limitarsi ad accennare a un autore o a un’opera, ma parlarne... dopo essersi portato avanti col lavoro. Le sue non erano mai solo chiacchiere».

Esattamente questo è successo con la sua traduzione di “La luce rubata” di Hubert Mingarelli, «un autore che gli piaceva molto e che gli era vicino anche per i temi». “La luce rubata” è ambientato durante la Seconda guerra mondiale nel cimitero ebraico di Varsavia, dove l’undicenne Elia vive nascosto e trova quale unico confidente Josef, che lì giace sepolto. Finché un giorno conosce l’adolescente Gad, uno “szmugler”, un contrabbandiere, che col sacco in spalla entra ed esce dal ghetto sfidando l’accerchiamento dei soldati tedeschi.

«Il piccolo Elia, che morirà fucilato, è l’innocenza, prima vittima di quel mondo inferocito di cui Erminio si è occupato anche nel suo lavoro di giornalista, e mi riferisco ad esempio alla tragedia dei migranti. Sono i temi di Erminio, che nella sua opera letteraria tornano parlando di Resistenza, ebrei in fuga o passatori. Credo che questa permeabilità, questa continuità fra un campo e l’altro della sua attività gli abbiano consentito di non cadere mai, come giornalista, nelle formule troppo facili utilizzate da chi deve raccontare una storia ma ha ormai perso di vista gli esseri umani che ne sono i protagonisti».

Quel rifugio piccolo piccolo

E poi c’era la montagna, restituita con passione in molti lavori per diverse case editrici. Uno in particolare lo ricorda Massimo Gabuzzi, responsabile delle pubblicazioni di Salvioni Edizioni: «Per noi era una garanzia perché sapeva esattamente quello che scriveva. Per il libro sulle montagne del Bellinzonese, di cui aveva curato i testi su foto di Marco Volken, erano nate discussioni appassionanti sul tema dei rifugi. In uno minuscolo, nella zona del Monte Bianco, era stato guardiano tempo prima. Un’esperienza praticamente in solitaria che, diceva, era stata perfetta per lui».

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
casagrande erminio ferrari libri salvioni edizioni tararà edizioni
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved