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Ticino
05.10.2021 - 08:000
Aggiornamento : 16:39

Elezione magistrati e correttivi al Cencelli, si va a novembre

In Gran Consiglio slitta la nomina dei tre pp e dei due giudici. Discussioni in commissione (déjà vu). Palazzo di giustizia: ecco poltrone e partiti

Non questo mese, come sembrava in un primo tempo, bensì il prossimo (si spera). Slitta a novembre, a una delle due sedute del Legislativo cantonale in agenda, il nuovo pacchetto di nomine nella magistratura ticinese. I concorsi si sono chiusi da diverse settimane, ma il tutto è ancora sui tavoli della ‘Giustizia e diritti’, la commissione parlamentare tenuta a proporre le aspiranti toghe da designare al plenum del Gran Consiglio, il quale stavolta dovrà eleggere tre procuratori pubblici – due porteranno la squadra di inquirenti da ventuno (pg compreso) a ventitré, dopo il potenziamento del Ministero pubblico deciso da governo e Gran Consiglio, un pp invece subentrerà a Nicola Respini, passato al Tribunale d’appello –, un giudice dei provvedimenti coercitivi, in seguito al ripristino, deciso sempre dalla politica, del quarto gpc e il presidente della Pretura penale, dopo le dimissioni annunciate da Marco Kraushaar per la fine di febbraio del 2022. Nessun rapporto, nessuna proposta di nomina, ma la discussione non è mancata nella seduta di ieri della ‘Giustizia e diritti’, che, segnala in una nota, ha sentito la delegazione di un’altra commissione, quella degli esperti, chiamata a esprimere un parere ‘tecnico’ all’indirizzo del parlamento su giudici e pp in corsa per una poltrona a Palazzo di giustizia.

Le preoccupazioni del Ps

Riguardo all’elezione dei tre procuratori pubblici, i partiti si sono, meglio si erano già spartiti la torta in applicazione del tanto deprecato, a parole, Manuale Cencelli. Ovvero: un pp di area socialista, uno di area leghista e uno di area Ppd. A scombussolare in parte i piani è stata la Commissione di esperti, la quale, pur ritenendo idonei tutti e dieci gli aspiranti inquirenti che hanno partecipato al concorso per la nomina dei due pp che andranno ad aumentare il numero dei magistrati del Ministero pubblico, considera quella del 36enne René Libotte, attualmente pp del Canton Grigioni, la candidatura migliore. Libotte non risulta essere in quota ad alcun partito. Formalmente quindi un indipendente. Ma non è solo il caso Libotte ad agitare gli animi nella ‘Giustizia e diritti’. Veronica Lipari, oggi vicecancelliera del Tribunale penale cantonale nonché la candidata su cui punta il gruppo Ps, perlomeno la sua maggioranza, figurerebbe agli ultimi posti della classifica stilata dai periti. Una candidatura, stando a rumors captati dalla ‘Regione’, che in seno alla commissione parlamentare non raccoglierebbe l’adesione di altri partiti. Come Ppd e Plr. Non metterebbero in discussione il posto socialista, ma vorrebbero che il partito guidato da Sirica e Riget optasse per Samuele Scarpelli, ora segretario giudiziario del procuratore generale Andrea Pagani (area Plr): Scarpelli è pure lui candidato in quota Ps e si sarebbe piazzato tra i primi della graduatoria elaborata dagli esperti. Cosa faranno i socialisti? Ai vertici della classifica stilata dai periti ci sarebbe anche Simone Barca, adesso segretario giudiziario al Ministero pubblico, candidato sostenuto dalla Lega. Per ciò che concerne il posto di pp che nella lottizzazione delle poltrone giudiziarie dovrebbe andare al Ppd (area di appartenenza di Respini), il nome che circola è quello di Chiara Buzzi, avvocato, un profilo giudicato valido dagli esperti. Oltre a lei, si sono candidati gli aspiranti in corsa anche per i due pp in più.

Venendo al resto delle nomine, per la presidenza della Pretura penale c’è una sola candidatura, quella di Elettra Orsetta Bernasconi Matti, area Plr (come Kraushaar), vicecancelliera al Tribunale penale, ritenuta dagli esperti idonea. Fra i candidati all’elezione di un giudice dei provvedimenti coercitivi ci sono René Libotte e Claudia Solcà, già giudice del Tribunale penale federale, ufficialmente di area Ppd.

I numeri della ‘lottizzazione’

I giochi insomma paiono tutt’altro che fatti. E intanto a proposito di Manuale Cencelli o di lottizzazione è bene partire dalle basi: i numeri. Stando a nostre informazioni, degli ottanta togati della Magistratura ticinese il 38,7 per cento è in quota Plr, che è largamente il partito più rappresentato con 31 appartenenti d’area. A seguire, ma ben staccato, il Ppd con il 28,7 per cento dei posti con 23 togati. Ancora più staccati il Ps con 13 togati e il 16,2% e la Lega con 10 esponenti, il 12,5% del totale. Senza ‘casacca’ sono invece in tre.

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