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28.09.2021 - 08:44
Aggiornamento: 11:27

Un’estate complicata per gli animali selvatici in Ticino

I volontari della Spab sono stati impegnati in un numero ‘impressionante’ di interventi, fra i quali il salvataggio di un gufo reale e di un’aquila reale

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Fra aprile e agosto la Società Protezione Animali Bellinzona (Spab) è stata impegnata in un numero “impressionante” di interventi a soccorso di animali selvatici in difficoltà. Oltre alle decine di piccoli uccelli giunti al centro di Gorduno, a ricevere le cure sono stati 4 cuccioli di capriolo che sono stavi svezzati, due dei quali rimasti senza la mamma investita e uccisa da un’auto, e diversi rapaci come poiane, nibbi bruni e sparvieri. Il rifugio Spab di Gorduno-Gnosca ha accolto anche due tassi ed una volpe. Anche per i cigni, inspiegabilmente, è stato un periodo difficile, racconta la Spab nel comunicato odierno, tanto che ne sono stati curati ben 7 esemplari.

Gli eventi che però hanno “riempito di orgoglio tutti i volontari SPAB” sono stati le liberazioni di Generoso e Bavona.

Generoso, un magnifico gufo reale femmina, era precipitato nel lago Ceresio dopo un attacco da parte di corvi proprio davanti al lido di Riva San Vitale. La cruenta battaglia aerea, che aveva richiamato l’attenzione dei numerosi bagnanti, si è conclusa positivamente grazie al rapido intervento del bagnino che, uscito immediatamente con la tavola da surf ha recuperato lo sfortunato strigide per poi consegnarlo alle cure della Spab. Dopo un paio di settimane presso il centro di cura per selvatici al Rifugio, Generoso ha ripreso a solcare il cielo stellato del Mendrisiotto sfoggiando la sua maestosa livrea.

Bavona, un giovane di aquila reale, è stato ritrovato da quattro escursionisti austriaci sfinito in territorio di Bignasco. Il guardiacaccia, intervenuto tempestivamente, ha raccolto il povero animale e lo ha consegnato ai volontari della SPAB. Anche in questo caso, lo sfinimento è stato probabilmente causato dalle pessime condizioni meteo che si sono abbattute sulla regione. Il perdurare della nuvolosità e della nebbia non hanno permesso a Bavona di procacciarsi il cibo.

Dopo tre settimane di pasti abbondanti, il maestoso rapace “ha chiaramente fatto capire che era di nuovo pronto per dominare, con la sua impressionante apertura alare, il cielo della Val Bavona”. Sotto l’attento occhio del guardiacaccia della zona, la “regina delle Alpi” ha spiccato il volo dalla rupe di fronte alla chiesetta della Madonna di Monte. Dopo una maestosa planata, il rapace si è posato su di un larice per scrutare l’orizzonte e attendere il buon momento delle correnti ascensionali.

Tutto quanto sopra descritto è stato possibile, sottolinea la Spab, grazie all’ottima collaborazione che da oltre 30 anni si è instaurata tra l’Ufficio caccia e pesca del Cantone e la Protezione animali di Bellinzona.

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