Genoa
0
Udinese
0
1. tempo
(0-0)
l-aiti-no-all-assoggettamento-dei-ccl-alla-legge
Il direttore dell'Aiti Stefano Modenini (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
5 ore

In Ticino ospedalizzazioni stabili e un nuovo decesso

Nelle ultime 24 ore si sono registrati 1348 nuovi contagi da coronavirus
Ticino
10 ore

‘L’ordinanza sui casi di rigore Covid è da cambiare’

Per Fabio Regazzi la proposta del Consiglio federale è troppo burocratica e rischia di non indennizzare tutte le Pmi toccate dalla regola del 2G
Mendrisiotto
10 ore

Un Contratto normale di lavoro a difesa degli spedizionieri

Lo Stato chiude la vertenza e regolamenta il settore. Da anni si combatteva contro il dumping salariale. Sindacati e Atis ‘soddisfatti’
Mendrisiotto
18 ore

L’Autolinea Mendrisiense rinnova il Contratto collettivo

Consolidato l‘accordo con i sindacati Ocst e Sev. ’Si tratta per tutti di un passo importante’
Luganese
19 ore

Riprende la consegna dei nuovi treni Flp

Entro metà marzo spariranno i vecchi convogli arancioni
Luganese
20 ore

Lugano spaccata sul salario minimo comunale

Da una parte Lega, Plr e Udc, dall’altra parte Ps, Ppd, Verdi e gruppo misto Ticino&Lavoro con Più donne: due rapporti in Consiglio comunale
Luganese
20 ore

A processo per malversazioni Davide Enderlin jr

L’ex consigliere comunale di Lugano respinge le accuse e sostiene di aver rimborsato i creditori
Bellinzonese
20 ore

Lavori sulla strada del Monte Ceneri a Cadenazzo

Cantiere in vista, dal 31 gennaio a metà marzo, per il risanamento della pavimentazione
Bellinzonese
20 ore

Chiuso per fallimento il Motel Castione a luci rosse

A causa dell’Iva non pagata il titolare della società ha depositato i bilanci e l’Ufficio esecuzioni ha posto oggi i sigilli
Bellinzonese
21 ore

Commesse cantiere Officine: ‘Il CdS favorisca le aziende locali’

Il Plr chiede al governo di influenzare le scelte delle Ffs in merito alle procedure di appalto. ‘Si faccia di tutto per sostenere l’economia ticinese’
Luganese
21 ore

Cardiocentro ‘in progress’, un anno positivo

Il bilancio dell’integrazione con le cardiologie e la prossima sopraelevazione dello stabile
Bellinzonese
21 ore

Il 2021 porta trenta abitanti in più a Cadenazzo

3’091 le unità registrate a fine anno, alla luce di 327 arrivi, 320 partenze, 43 nascite e 20 decessi
Grigioni
22 ore

Torna Grappoli di Note, la giornata della musica del Moesano

In programma a Lostallo per sabato 30 aprile, l’evento vedrà la presenza di cori, corali, gruppi musicali e bande di Mesolcina e Calanca
Ticino
22 ore

I controlli radar della settimana

Annunciati dalla Polizia: osservato speciale il distretto del Luganese
Bellinzonese
22 ore

Giubiasco, rinviata l’assemblea dell’Associazione di quartiere

Il Comitato preferisce attendere tempi migliori al fine di poter consentire una folta partecipazione di cittadini
Locarnese
22 ore

La tragedia nel ghetto di Roma in scena al Teatro Paravento

Mercoledì 26 gennaio dalle 19 il lavoro di Franco di Leo “Portico d’Ottavia 13”, seguito da un dibattito con Anna Foa
Locarnese
22 ore

Muralto, la Sant’Andrea ha un nuovo presidente

La società di pesca sarà guidata da Giorgio Cossi, che subentra al compianto Ivan Pedrazzi
Locarnese
23 ore

Muralto, il moltiplicatore può scendere al 78%

Nell’ambito della discussione sui conti preventivi, la Commissione della gestione sostiene la riduzione della pressione fiscale
Luganese
23 ore

Lugano, Ignazio Cassis in visita ai pazienti Covid-19

Il presidente della Confederazione si è recato all’Ospedale regionale dove ha ringraziato tutto il personale sanitario per l’enorme impegno
Luganese
23 ore

In leggera flessione gli abitanti di Capriasca

Il 31 dicembre scorso il Comune contava 6’829 abitanti, ossia 26 in meno di un anno prima. Il quartiere più popolato resta Tesserete, seguito da Lugaggia
Mendrisiotto
23 ore

Chiasso, ‘la mascherina a ricreazione è necessaria’

Il Municipio risponde a un’interrogazione del Ppd. ‘Creati momenti ad hoc dove è possibile abbassarla in sicurezza’
Ticino
1 gior

‘6mila franchi per gli infermieri e più imposte per i ricchi’

Il Movimento per il socialismo presenta 14 emendamenti al Preventivo 2022. Sergi: ‘La nostra visione opposta a quella neoliberale di tutto il parlamento’
Bellinzonese
1 gior

‘Re dei ponteggi’, scendono da 15 a uno i milioni malversati

Permessi falsi, il caso si sgonfia: il terzo atto d’accusa cancella e derubrica vari reati della prima ora. La difesa chiede di annullare il procedimento
Grigioni
1 gior

Abbattuto un lupo in Surselva: ‘Era un pericolo per l’uomo’

La misura estrema è stata adottata dall’Ufficio caccia e pesca grigionese a seguito di ripetuti incontri ravvicinati tra l’esemplare e gli abitanti
Gallery
Locarnese
1 gior

Bosco Gurin, una lingua di neve e una slittovia

Impianti parzialmente aperti nel fine settimana per consentire attività all’aria aperta. La destagionalizzazione salverà il futuro delle stazioni
Locarnese
1 gior

Locarno, Progetto di prossimità: uno strumento essenziale

Il Municipio pubblica il messaggio inerente alla Convenzione fra Città e Fondazione il Gabbiano per colmare la lacuna in ambito di politica giovanile
Locarnese
1 gior

Casinò a Locarno, Ace ‘sorpresa’ non molla l’idea permanenza

“Rammarico” espresso dalla Holding dopo l’annuncio di Kursaal Sa e Stadcasino Baden di aver trovato un accordo per il post nuova concessione
Luganese
1 gior

Incendio in un appartamento a Lugano, salvi gli inquilini

Due persone di una palazzina in via Gerso, dove si sono sviluppate le fiamme, sono state visitate poiché potenzialmente potevano aver inalato del fumo
Ticino
1 gior

In Ticino +5 pazienti Covid e 3 decessi, contagi stabili

In cure intense rimangono 15 persone con complicazioni da Covid, 2 in meno rispetto a ieri. Un ricovero e un decesso fra gli ospiti delle case anziani
Ticino
1 gior

La sperimentazione? ‘Ci sono diversi punti da chiarire’

Superamento livelli in terza media, il capogruppo del Ppd Agustoni: senza risposte soddisfacenti non potremo sostenere l’emendamento governativo
Luganese
1 gior

Migranti e centri di accoglienza: ‘È questo fare casa?’

Due testimonianze riportano al tema degli asilanti in Ticino. Dalla struttura provvisoria di Pasture all’intensa attività dell’associazione DaRe
Mendrisiotto
1 gior

Più fotovoltaico a Mendrisio grazie a tariffe agevolate

L’AlternativA lancia una proposta per incrementare la diffusione di impianti a vettore solare nella Città dell’Energia
Luganese
1 gior

Da Caslano: ‘Terza media senza livelli? Grosso vantaggio’

In vista del voto in Gran Consiglio sul superamento dei corsi A/B in matematica e tedesco, reportage dalla scuola ticinese pioniera nella sperimentazione
Ticino
1 gior

‘Siamo una delle voci della scuola, no alla sperimentazione’

Il presidente del Plr Alessandro Speziali boccia la proposta di emendamento del governo al Preventivo per partire col test sul superamento dei livelli
Locarnese
1 gior

Brissago-Locarno in bus, ci sono margini di miglioramento

Incontro nel borgo di confine con Fart, Cit e Ufficio dei trasporti pubblici per vedere di risolvere le criticità dei collegamenti con il centro
Luganese
1 gior

Lugano, rissa al Parco Ciani: due feriti

La dinamica esatta non è ancora nota, sono intervenuti la Polizia cantonale e la Polizia comunale. I fatti sono avvenuti vicino all’entrata lato Casinò
Ticino
1 gior

La sinistra politica in strada contro i licenziamenti Dpd

Presidio di solidarietà coi lavoratori del colosso dei pacchi, accusato di condotta antisindacale. Spunta un quinto licenziamento
Ticino
1 gior

Mauro Antonini a processo settimana prossima

L’ex comandante delle Guardie di confine deve rispondere delle presunte irregolarità nella gestione di fondi finanziari emerse in seno al corpo federale
Locarnese
1 gior

Locarno, gesto di solidarietà per Casa Martini

Donazione destinata al centro di accoglienza per persone in difficoltà
Luganese
1 gior

Campione, causa Covid slittano le aste dei beni in vendita

‘L’interesse per gli immobili non manca’, assicura il sindaco Roberto Canesi che conta di chiudere la partita dei debiti con i dipendenti comunali
Ticino
1 gior

Aiuti ai media, Viscom Ticino: ‘Sì con convinzione al pacchetto’

L’Associazione svizzera per la comunicazione visiva: per la democrazia diretta è indispensabile un paesaggio mediatico ben diversificato
Bellinzonese
1 gior

Infortunio sul lavoro a Bellinzona, gravi ferite per un operaio

L’uomo, un 42enne residente nella Provincia di Varese, ha battuto la testa mentre scendeva da una scala a chiocciola. La sua vita è in pericolo
Ticino
1 gior

‘Il Conservatorio è una scuola, deve essere accessibile a tutti’

Una mozione chiede di modificare la qualifica di due parti dell’istituto che attualmente sottostanno all’obbligo del certificato 2G
Mendrisiotto
1 gior

Vacallo ha perso 19 abitanti in un anno

Lieve calo della popolazione che ora è di 3’343 cittadini. Fanno ben sperare le 20 nascite registrate.
Luganese
1 gior

Via Nassa, Benedetto Antonini: ‘Un intervento osceno’

Il vicepresidente della Società per l’arte e la natura critica pesantemente le nuove vetrate posate nel centro cittadino protetto
Locarnese
1 gior

I semafori intelligenti sull’A2-A13 piacciono a Tcs e Acs

L’Ustra propone un impianto di autoregolazione del traffico per risolvere il grave problema sul Piano di Magadino, in attesa del nuovo collegamento
20.09.2021 - 13:510
Aggiornamento : 14:17

L’Aiti: no all’assoggettamento dei Ccl alla legge

‘Significherebbe snaturare il partenariato sociale’. Contratti collettivi e salari minimi, l’Associazione industrie ticinesi scrive alle aziende affiliate

di Red.

Sull’imminente discussione generale in Gran Consiglio in merito alla legge cantonale sul salario minimo, alla luce del caso delle tre ditte del Mendrisiotto, si esprime l’Associazione industrie ticinesi in un’articolata comunicazione alle aziende associate. “Alcune forze politiche“ scrive l’Aiti, hanno ventilato il lancio di “un’iniziativa popolare per modificare la Costituzione cantonale e assoggettare anche i contratti collettivi di lavoro (Ccl, ndr) alla legge sul salario minimo” oppure la proposta di “una modifica delle forchette salariali” previste dalla legge e questo “a poco più di due mesi dalla sua applicazione!”, considerato che la normativa sul salario minimo entrerà in vigore a dicembre. “Nella misura in cui siamo tutti concordi che le difficoltà di applicazione del salario minimo sono e devono restare una situazione limitata ad alcuni casi, queste proposte a nostro giudizio non si giustificano – afferma l’associazione –. In Svizzera il partenariato sociale ha un valore chiaramente riconosciuto. Sono i partner sociali e non lo Stato a conoscere meglio di tutti gli altri le necessità delle imprese e dei lavoratori e dunque bisogna lasciare a loro lo spazio di manovra per definire insieme le condizioni di lavoro”. Secondo l’Aiti “assoggettare anche i Ccl alle leggi dello Stato significherebbe facilmente snaturare il partenariato sociale e mettere in discussione la continuità dei contratti collettivi di lavoro. D’altra parte, occorre ricordare che la Costituzione federale vieta espressamente la definizione di salari minimi di tipo economico, che sono dunque delegati di fatto alla discussione fra le parti sociali o fra l’azienda e il collaboratore”.

Queste e altre le considerazioni contenute nella comunicazione di queste ore dell’Associazione industrie ticinesi alle imprese affiliate sul tema “Contratti collettivi di lavoro e salari minimi”. Una comunicazione che di seguito riportiamo integralmente.

Il documento

“Pur se non coinvolta nella definizione di un contratto collettivo fra tre aziende a lei associate e un’organizzazione del lavoro denominata TiSin, Aiti – Associazione industrie ticinesi esprime il proprio punto di vista, non senza osservare che sulla questione sono state diffuse diverse inesattezze e sono state pure annunciate proposte di modifica della legge sul salario minimo cantonale, formalmente non ancora applicata, che non hanno alcuna giustificazione. Aiti sottolinea inoltre che la grande parte delle aziende associate non è confrontata al tema del salario minimo perché ha salari superiori.

Aiti sottolinea in particolare che:

  • Come più volte ribadito, il salario minimo riguarda circa 16’000 lavoratrici e lavoratori per circa 230’000 posti di lavoro presenti in Ticino. Per circa 2/3 il salario minimo è percepito da personale residente all’estero.
  • Per circa 3/4 il salario minimo si applica ai settori dei servizi; il settore industriale è toccato più marginalmente. I rappresentanti di altri settori potranno semmai esprimersi nel merito.
  • Sin dalla votazione del 2015 sull’articolo costituzionale proposto dall’iniziativa dei Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino”, era noto, perché così proposto, che il salario minimo non sarebbe stato applicato ai contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale o che prevedono un salario minimo obbligatorio. Il concetto era ed è che in Svizzera si dà precedenza alle parti sociali nella definizione dei contratti di lavoro e che lo Stato deve svolgere un ruolo al massimo sussidiario e di controllo delle condizioni. Il popolo ticinese a maggioranza ha votato l’articolo costituzionale, che prevedeva salari differenziati per mansione e settore e il Gran Consiglio ha successivamente definito la legge di applicazione con una soglia differenziata per settore (di massimo 50 cts) e non per mansione. Scandalizzarsi ora non è giustificato. Non da ultimo, pochi mesi prima, nel 2014, il popolo svizzero e quello ticinese avevano chiaramente bocciato la proposta di un salario minimo uguale per tutti.
  • Sin dalla votazione del 2015 era altrettanto noto quali effetti negativi l’introduzione del salario minimo avrebbe potuto causare, in particolare: maggiore attrazione del mercato del lavoro ticinese per le persone residenti all’estero, minori possibilità di assunzione per il personale meno qualificato. In questi anni Aiti ha fatto presente più volte al Consiglio di Stato, al Gran Consiglio e ai partiti politici, che l’applicazione del salario minimo avrebbe causato questi e altri problemi. Anche se i numeri dimostrano che meno del 10% dei posti di lavoro è toccato direttamente dall’applicazione del salario minimo, a questi posti di lavoro “sotto la soglia” sono legati a senso unico molti posti di lavoro “sopra la soglia”. Quindi era necessario e resterebbe necessario tuttora dare tempo sufficiente alle aziende maggiormente in difficoltà per adeguarsi al salario minimo, tanto più dopo la pandemia, tuttora in corso, che ha aggiunto difficoltà alle difficoltà già presenti.
    È necessario comprendere che è importante mantenere in Ticino l’attività produttiva, perché accanto ad attività meno qualificate ve ne sono molte altre qualificate e molto qualificate. In altre parole, il personale con meno qualifiche convive con il personale maggiormente qualificato e uno ha bisogno dell’altro.
  • Contratti collettivi, dunque firmati dalle parti sociali, che prevedono un salario minimo al di sotto del salario minimo della legge cantonale esistono da tempo in Ticino. Nell’industria si tratta per lo più di un fenomeno che riguarda un gruppo ristretto di aziende, che per tipo di attività hanno al loro interno anche mansioni di fabbrica senza qualifica. Per queste mansioni si trovano salari più bassi, ma complessivamente riguardano una minoranza dell’intera forza lavoro e soprattutto sono delle mansioni che non hanno mai assunto un ruolo sostitutivo nei confronti della forza di lavoro residente. Tuttavia, occorre considerare che anche se si tratta di un numero limitato di imprese, in queste aziende sono comunque attive anche alcune centinaia di persone residenti.
    Sovente i contratti collettivi di lavoro prevedono prestazioni aggiuntive che vanno ad alzare il reddito base. Il datore di lavoro paga il premio di cassa malati o parte del premio del collaboratore; paga una parte del premio di cassa pensione del dipendente, finanzia corsi di formazione non necessariamente direttamente pertinenti con la professione esercitata, ecc. Solo a queste condizioni le parti sociali in genere si mettono d’accordo.
    Se sono già stati firmati contratti collettivi di lavoro che prevedono per i salari di partenza del personale non qualificato dei limiti inferiori a quelli previsti dalla legge sul salario minimo cantonale, è anche perché la parte sindacale prende atto delle difficoltà di alcune aziende più di altre e perché in un contratto collettivo in genere sono previste delle prestazioni aggiuntive che di fatto alzano la retribuzione di base.
  • Registriamo, non senza sconcerto, che diverse persone e organizzazioni di vario genere ritengono accettabile sacrificare decine se non centinaia di posti di lavoro in nome dell’applicazione del salario minimo. Bisogna essere coscienti che queste aziende offrono un buon numero di posti di lavoro retribuiti già sopra la soglia decisa dal Gran Consiglio e occupati anche da residenti. Affermare che queste aziende dovrebbero andarsene, significa accettare il rischio di cancellare molti posti di lavoro sopra la soglia e occupati anche da residenti. Si tratta di collaboratrici e collaboratori di aziende che chiedono alle imprese di poter mantenere il posto di lavoro. Persone che per la gran parte vivono all’estero e che hanno, come tutti, impegni finanziari, famiglia, spese e ipoteche da pagare. Ad esse si aggiungono però anche diverse persone invece residenti sul territorio svizzero. Licenziamenti o delocalizzazioni parziali di attività avrebbero effetti negativi per tutte le lavoratrici e i lavoratori, anche quelli che guadagnano più del salario minimo. Non è una minaccia come alcuni vogliono far credere, ma una mera realtà, che tra l’altro è già avvenuta anche in alcuni casi recenti.
  • In Ticino esiste la libertà d’associazione. Qualsiasi azienda può decidere ad esempio di crearne una con altre aziende e decidere di definire e firmare un contratto collettivo di lavoro con uno o più sindacati. Aiti prende atto della volontà dell’associazione Ticino Manufacturing di fare il possibile per mantenere la produzione delle rispettive aziende in Ticino e non trasferirla all’estero insieme ai posti di lavoro. Registra inoltre il fatto che il contratto collettivo di cui si sta parlando in questi giorni preserva le condizioni previste dagli attuali contratti di lavoro delle aziende coinvolte. Nel nuovo Ccl è stata inserita un’indennità di residenza per il personale che risiede appunto in Svizzera. Ogni contratto di lavoro, nel caso in questione un contratto collettivo di lavoro, deve avere valore legale e le parti sociali devono essere rappresentative e indipendenti l’un l’altra. Queste condizioni sono imprescindibili e devono essere rispettate da ogni parte sociale.
  • Aiti ritiene che queste forme contrattuali debbano restare dei casi specifici e non diffusi, proprio perché tengono conto di specifiche realtà aziendali, che magari sono maggiormente in difficoltà rispetto ad altre per il loro tipo di attività. Difficoltà di cui bisogna tenere conto se vogliamo tutti evitare una perdita di posti di lavoro. Non è il caso per fortuna della maggior parte delle imprese, siano esse associate o meno ad Aiti. Del resto, i numeri menzionati in precedenza dimostrano che oltre il 90% delle lavoratrici e lavoratori ha un salario superiore al salario minimo, e pertanto non dovrebbe esistere l’eventualità. Aiti però considera positivo, ad esempio, che le parti sociali prestino attenzione all’impiego di manodopera residente e ciò sia affermato esplicitamente nei contratti di lavoro.
  • In linea generale, i contratti di lavoro non devono considerare solo gli aspetti di legalità ma anche il contesto nel quale eventualmente la volontà popolare si è espressa. I contratti di lavoro non devono dunque essere utilizzati per aggirare tale volontà. D’altra parte, le leggi dello Stato devono considerare pienamente gli effetti negativi e controproducenti che esse possono causare. Purtroppo, nel caso del salario minimo ciò non è avvenuto.
  • Un’organizzazione come Aiti, che nel 2022 festeggerà i 60 anni di esistenza, è chiamata a tutelare prima di tutto i legittimi interessi delle imprese rappresentate. Questi interessi riguardano in particolare la capacità di fare impresa e di essere competitiva, la cura delle condizioni quadro del territorio, l’innovazione e la formazione e tanto altro ancora. Ad essi si aggiungono condizioni sempre più necessarie e richieste non solo dal personale ma anche dai mercati di sbocco dei prodotti, come la responsabilità sociale d’impresa, la conciliabilità fra lavoro e famiglia e la tutela del territorio e dell’ambiente, il minor consumo di energia.
    Si tratta di ambiti che Aiti sostiene e promuove sempre di più. Aiti si attende pertanto che le imprese che ne fanno parte promuovano condizioni di lavoro appropriate e contratti di lavoro moderni in linea anche con questi obiettivi.
  • Nella misura in cui un contratto collettivo di lavoro non viene definito per venire meno a una legge dello Stato e rispetta anzi le leggi, esso è pertanto legittimo. Ma accanto al rispetto delle leggi vi sono anche gli aspetti di opportunità. Ribadiamo la comprensione per le aziende che vogliono evitare licenziamenti. Aiti ha sempre combattuto il salario minimo perché lo ritiene controproducente e dannoso per le lavoratrici e i lavoratori, per gli aspetti che Aiti ha sempre sostenuto: le soglie, come votato dal popolo, dovrebbero essere differenziate anche per mansione; la soglia decisa dal Gran Consiglio, è troppo alta per alcune mansioni e non rispecchia quanto per anni si è visto in diversi Ccl; ci sarebbe voluto un tempo di adattamento più lungo, partendo da soglie più vicine a quelle proposte dal Consiglio di Stato a suo tempo. Ma a meno che il Tribunale federale approvi i ricorsi contro la legge sul salario minimo cantonale, tale salario minimo è stato approvato dal popolo ticinese ed è diventato legge dello Stato. Bisogna prenderne atto e adeguarsi di conseguenza. Sarà comunque in ultima istanza il Tribunale federale a stabilire se la legge sul salario minimo cantonale così come è stata approvata dal Gran Consiglio è di fatto legale oppure no. Ma anche se non lo fosse, prima o poi comunque una legge cantonale sul salario minimo esisterà.
    Aiti non firma contratti collettivi di lavoro al posto delle aziende; non è legittimata legalmente a farlo. Nella misura in cui le parti sociali dichiarano la volontà di dotarsi di un Ccl, Aiti rispetta questa scelta e la sostiene.
    Aiti è e vuole essere sempre più un’organizzazione industriale moderna, che promuove la cultura d’impresa, la qualità e competitività del settore industriale e condizioni di lavoro moderne e adeguate alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. Essendo un settore di specializzazioni, l’industria ricerca il personale qualificato e deve essere pronta e capace a offrire condizioni di lavoro appropriate. Non esiste oggi né esisterà in futuro altro modo di fare impresa. È questa la direzione nella quale andrà l’economia; Aiti ne è consapevole e lo sostiene.

Va ricordato che la legge sul salario minimo cantonale prevede il primato dei Ccl, proprio a tutela dei posti di lavoro e della discussione fra le parti sociali. Il momento storico non può non essere considerato. La pandemia è arrivata in contemporanea con la decisione della soglia minima e quindi ha di fatto impedito qualsiasi adattamento a quelle realtà che ne avrebbero avuto bisogno. Non va dimenticato che in queste aziende maggiormente in difficoltà ci sono diverse persone e un cambio repentino, metterebbe in difficoltà molte famiglie (incluse quelle dei molti lavoratori che erano comunque già oggi sopra la soglia).

I contratti collettivi di lavoro, ma in genere ogni forma di contratto di lavoro, devono creare fiducia fra le parti e sono costruiti per durare nel tempo, regolando non solo il salario ma diversi altri aspetti del mondo del lavoro, ugualmente importanti. Chi vuole fare capo a dei contratti collettivi di lavoro deve ispirarsi a questi principi. Ciò vale beninteso per ogni forma di contratto di lavoro.

Il Gran Consiglio prevede a breve termine di discutere nuovamente il tema del salario minimo. Alcune forze politiche hanno paventato di lanciare un’iniziativa popolare per modificare la Costituzione cantonale e assoggettare anche i Ccl alla legge sul salario minimo; oppure di proporre una modifica delle forchette salariali della legge sul salario minimo cantonale già in vigore, a poco più di due mesi dalla sua applicazione!
Nella misura in cui siamo tutti concordi che le difficoltà di applicazione del salario minimo sono e devono restare una situazione limitata ad alcuni casi, queste proposte a nostro giudizio non si giustificano. In Svizzera il partenariato sociale ha un valore chiaramente riconosciuto. Sono i partner sociali e non lo Stato a conoscere meglio di tutti gli altri le necessità delle imprese e dei lavoratori e dunque bisogna lasciare a loro lo spazio di manovra per definire insieme le condizioni di lavoro. Assoggettare anche i Ccl alle leggi dello Stato significherebbe facilmente snaturare il partenariato sociale e mettere in discussione la continuità dei contratti collettivi di lavoro.
D’altra parte, occorre ricordare che la Costituzione federale vieta espressamente la definizione di salari minimi di tipo economico, che sono dunque delegati di fatto alla discussione fra le parti sociali o fra l’azienda e il collaboratore.

Aiti ritiene sia interesse di tutti aiutare le aziende in maggiore difficoltà e difendere così i posti di lavoro; promuovere il settore industriale e le sue eccellenze nelle diverse forme; applicare la legge sul salario minimo cantonale e monitorarne gli effetti per intervenire laddove necessario; ribadire, dati alla mano, che il mercato del lavoro ticinese non è affatto il far west che viene regolarmente e a torto dipinto; sostenere l’innovazione e la formazione aiutando sia le nuove aziende sia le aziende esistenti sul territorio ad accrescere la propria competitività allo scopo di offrire condizioni di lavoro dignitose e moderne; diffondere una cultura d’impresa orientata allo sviluppo armonioso delle attività economiche”.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved