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20.09.2021 - 05:30
Aggiornamento: 21.12.2021 - 10:24

Doveri, regali, inviti... arriva il codice per i funzionari

Dopo la Direttiva anti-molestie, il Consiglio di Stato fissa le regole di comportamento del dipendente pubblico. ‘Discuteremo il documento’

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Amministrazione cantonale (Ti-Press)

All‘inizio di luglio è entrata in vigore la ‘Direttiva del Consiglio di Stato concernente le molestie psicologiche, sessuali e le discriminazioni all’interno dell’Amministrazione’. Ventuno articoli. Che mirano a “prevenire“ e a “tutelare i collaboratori dell’Amministrazione cantonale da violazioni dell’integrità personale”, come appunto “molestie psicologiche, sessuali e discriminazioni”. E che stabiliscono, per la vittima o presunta tale, “la procedura da seguire” in queste situazioni. La nuova Direttiva ha preso il posto di quella del 2003 (vedi l’edizione del 3 settembre). Ora all’indirizzo dei dipendenti pubblici si profila un altro documento, firmato sempre dal governo. Un codice di comportamento del funzionario. Per saperne di più la ‘Regione’ ha interpellato il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli.

A che punto siamo con la stesura del codice?

Il progetto è pronto, è stato approvato in via preliminare dal Consiglio di Stato e sarà presto oggetto di una discussione con la controparte sindacale. Una volta terminata questa fase sarà approvato definitivamente e poi messo in vigore.

Può anticiparci qualcosa sui contenuti?

I contenuti si riferiscono ai doveri di servizio, all’integrità e fedeltà del dipendente, alla tutela degli interessi dello Stato, all’indipendenza, alla gestione delle informazioni e alla riservatezza, ai potenziali regali e/o inviti, alle pari opportunità e alla protezione della personalità.

Nello spazio di poco tempo il governo ha allestito una direttiva contro molestie e mobbing e un progetto di codice di comportamento del dipendente pubblico. Lo stimolo a produrre celermente questi due documenti giunge dalla reiterata richiesta - l’istanza bis è pendente in Gran Consiglio - di alcuni deputati di dar vita a una Commissione parlamentare d’inchiesta, in seguito alla condanna dell’ex funzionario del Dipartimento sanità e socialità per reati sessuali, o dalla necessità di arginare rapidamente nell’Amministrazione comportamenti non proprio ortodossi?

La direttiva anti-molestie c’era già, come del resto il vostro giornale ha già riportato, era datata ed è stata rivista e irrobustita. Il codice di comportamento è invece un elemento aggiuntivo nuovo, che riteniamo oggi corretto poter introdurre. Il Gran Consiglio, a margine della questione inerente all’ex funzionario, ha chiesto di fare di più in questo ambito e il Consiglio di Stato ha raccolto volentieri questo invito rivedendo documenti in vigore ed aggiungendovene altri. Rimane ancora aperto il discorso con il parlamento relativamente a un audit, del quale si discuterà quando sarà pronta l’analisi sul benessere dei dipendenti attualmente in atto.

Non si arriva comunque un po’ tardi con direttive anti-molestie e anti-mobbing e regole di natura etica?

Ogni passo avanti che viene fatto, qui come in altri ambiti, poteva sempre essere fatto prima, per cui con questo sguardo si è sempre inesorabilmente in ritardo. Preferisco guardare al bicchiere mezzo pieno e quindi salutare queste novità positivamente, anche se ogni caso di conflitto o di inadeguatezza che non è stato possibile gestire correttamente in passato è sempre un caso di troppo.

Presidente Bertoli, la Lord, la Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti, non è più sufficiente per prevenire comportamenti illeciti o quantomeno sconvenienti?

Non più. Oggi è opportuno definire meglio ed esplicitare alcuni aspetti, nel Regolamento dei dipendenti dello Stato e in direttive o codici, come stiamo facendo. Questo soprattutto per evitare i non detti e quindi quelle zone grigie poi difficili da gestire. Delle regole più ‘fini’ sono utili per tutti, per gli utenti dell’Amministrazione e per i dipendenti stessi.

Secondo lei, è chiara, nei dipendenti pubblici in generale, la differenza tra comportamento penalmente rilevante e comportamento inopportuno? Viene ben percepita?

Credo sia ben chiara alla stragrande maggioranza dei dipendenti del Cantone, del resto questa stragrande maggioranza mai si è avvicinata a comportamenti inopportuni e tantomeno a comportamenti penalmente rilevanti.

Leggi anche:

Molestie sessuali e mobbing, ecco la nuova Direttiva del governo

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