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Ticino
10.08.2021 - 12:460
Aggiornamento : 13:34

Green pass chiesto ai frontalieri? Una bufala (o giù di lì)

Il Ministero dell'Interno italiano: ‘Se qualcuno ha chiesto il certificato ai frontalieri ha sbagliato’

“Se qualcuno ha chiesto il Green pass ai frontalieri ha sbagliato”. È in sintesi il commento del Ministero dell'Interno che ha confermato quanto già si conosceva, anche perché le indicazioni fornite in occasione dell'introduzione, lo scorso venerdì 6 agosto, del certificato vaccinale erano chiare. Vale la pena rileggerle: “Gli obblighi di Certificazione Verde non si applicano ai lavoratori frontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione e dimora”. Questo è quanto ribadito dal Viminale in un circolare inviata alle Prefetture delle province di frontiera (non solo quelle confinanti con la Svizzera, ma anche con la Francia, l'Austria e la Slovenia).

Insomma, dovrebbe rientrare l'allerta scaturita fra i frontalieri dopo che uno di loro aveva scritto su Facebook “La polizia in dogana a Lavena Ponte Tresa mi chiesto se avevo il Green pass”. Una segnalazione che come una slavina ha coinvolto diversi gruppi Facebook, attraverso i quali numerosi frontalieri rientrando in Italia hanno raccontato di essersi sentiti chiedere il Green pass – che ricordiamo è obbligatorio nei ristoranti e nei bar per le consumazioni al chiuso, e in cinema, teatri, palestre, piscine e tanto altro ancora –. Una richiesta “irragionevole e non dovuta” per il senatore leghista varesino Stefano Candiani, già sottosegretario dell'Interno, che ha segnalato la faccenda alla Questura di Varese e al Viminale.

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