Inter
1
Venezia
1
2. tempo
(1-1)
Zugo
Langnau
19:45
 
Ambrì
Davos
19:45
 
Friborgo
Lakers
19:45
 
Ginevra
Bienne
19:45
 
Lugano
Berna
19:45
 
GCK Lions
1
Olten
2
3. tempo
(0-0 : 1-1 : 0-1)
Visp
3
Ticino Rockets
1
3. tempo
(0-0 : 2-1 : 1-0)
La Chaux de Fonds
2
Zugo Academy
0
1. tempo
(2-0)
Kloten
Sierre
19:45
 
BUF Sabres
1
PHI Flyers
2
1. tempo
(1-2)
no-le-citta-non-sperperano-i-soldi-delle-campagne
(Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
9 ore

In Ticino ospedalizzazioni stabili e un nuovo decesso

Nelle ultime 24 ore si sono registrati 1348 nuovi contagi da coronavirus
Ticino
14 ore

‘L’ordinanza sui casi di rigore Covid è da cambiare’

Per Fabio Regazzi la proposta del Consiglio federale è troppo burocratica e rischia di non indennizzare tutte le Pmi toccate dalla regola del 2G
Mendrisiotto
14 ore

Un Contratto normale di lavoro a difesa degli spedizionieri

Lo Stato chiude la vertenza e regolamenta il settore. Da anni si combatteva contro il dumping salariale. Sindacati e Atis ‘soddisfatti’
Mendrisiotto
22 ore

L’Autolinea Mendrisiense rinnova il Contratto collettivo

Consolidato l‘accordo con i sindacati Ocst e Sev. ’Si tratta per tutti di un passo importante’
Luganese
23 ore

Riprende la consegna dei nuovi treni Flp

Entro metà marzo spariranno i vecchi convogli arancioni
Luganese
23 ore

Lugano spaccata sul salario minimo comunale

Da una parte Lega, Plr e Udc, dall’altra parte Ps, Ppd, Verdi e gruppo misto Ticino&Lavoro con Più donne: due rapporti in Consiglio comunale
Luganese
1 gior

A processo per malversazioni Davide Enderlin jr

L’ex consigliere comunale di Lugano respinge le accuse e sostiene di aver rimborsato i creditori
Bellinzonese
1 gior

Lavori sulla strada del Monte Ceneri a Cadenazzo

Cantiere in vista, dal 31 gennaio a metà marzo, per il risanamento della pavimentazione
Bellinzonese
1 gior

Chiuso per fallimento il Motel Castione a luci rosse

A causa dell’Iva non pagata il titolare della società ha depositato i bilanci e l’Ufficio esecuzioni ha posto oggi i sigilli
Bellinzonese
1 gior

Commesse cantiere Officine: ‘Il CdS favorisca le aziende locali’

Il Plr chiede al governo di influenzare le scelte delle Ffs in merito alle procedure di appalto. ‘Si faccia di tutto per sostenere l’economia ticinese’
Luganese
1 gior

Cardiocentro ‘in progress’, un anno positivo

Il bilancio dell’integrazione con le cardiologie e la prossima sopraelevazione dello stabile
Bellinzonese
1 gior

Il 2021 porta trenta abitanti in più a Cadenazzo

3’091 le unità registrate a fine anno, alla luce di 327 arrivi, 320 partenze, 43 nascite e 20 decessi
Grigioni
1 gior

Torna Grappoli di Note, la giornata della musica del Moesano

In programma a Lostallo per sabato 30 aprile, l’evento vedrà la presenza di cori, corali, gruppi musicali e bande di Mesolcina e Calanca
Ticino
1 gior

I controlli radar della settimana

Annunciati dalla Polizia: osservato speciale il distretto del Luganese
Bellinzonese
1 gior

Giubiasco, rinviata l’assemblea dell’Associazione di quartiere

Il Comitato preferisce attendere tempi migliori al fine di poter consentire una folta partecipazione di cittadini
Locarnese
1 gior

La tragedia nel ghetto di Roma in scena al Teatro Paravento

Mercoledì 26 gennaio dalle 19 il lavoro di Franco di Leo “Portico d’Ottavia 13”, seguito da un dibattito con Anna Foa
Locarnese
1 gior

Muralto, la Sant’Andrea ha un nuovo presidente

La società di pesca sarà guidata da Giorgio Cossi, che subentra al compianto Ivan Pedrazzi
Locarnese
1 gior

Muralto, il moltiplicatore può scendere al 78%

Nell’ambito della discussione sui conti preventivi, la Commissione della gestione sostiene la riduzione della pressione fiscale
Luganese
1 gior

Lugano, Ignazio Cassis in visita ai pazienti Covid-19

Il presidente della Confederazione si è recato all’Ospedale regionale dove ha ringraziato tutto il personale sanitario per l’enorme impegno
 
05.08.2021 - 05:300
Aggiornamento : 14:10

No, le città non sperperano i soldi delle campagne

L’economista Spartaco Greppi ci spiega perché la guerra contro i centri urbani lanciata dall’Udc si basa su ‘una distinzione assolutamente surrettizia’

“Lo dico chiaramente: la politica di sinistra delle città è una politica parassitaria. Sono campioni del mondo nello spendere i soldi che altri hanno duramente guadagnato”. Ancora: “Sempre di più la popolazione rurale e degli agglomerati paga dazio per i privilegi delle città”. Refrain: “I soldi devono essere tolti alle città che perseguono politiche dannose per il nostro Paese”. Durante il suo discorso per il primo d’agosto, il presidente Udc Marco Chiesa è entrato a gamba tesa sulla sinistra ‘rossoverde’ che prevale con quasi il 60% dei seggi nelle prime dieci città svizzere, con Lugano a fare da solitaria eccezione. Parole di fuoco contro realtà che ospitano in tutto un milione e mezzo di abitanti, quasi uno svizzero su cinque (se si allarga il compasso alle periferie, poi, si arriva al 63% della popolazione). Ma al di là della retorica è proprio vero che le città, novelle cicale, “spendono i soldi” accumulati dalle formichine di campagna? Spartaco Greppi – responsabile del Centro competenze lavoro, welfare e società presso la Supsi – non ne è granché convinto.

Davvero le città sperperano la ricchezza delle campagne?

Quella tra città e campagna è una distinzione assolutamente surrettizia. Risulta ben difficile tracciare un confine tra le due – lo vediamo molto bene proprio in Ticino – mentre le attività economiche risultano sempre meno concentrate in un posto solo. Le occupazioni di un’economia terziarizzata tendono a diffondersi ovunque, con un’ulteriore accelerazione portata dal telelavoro. È impossibile ormai distinguere città e campagna dal profilo delle attività produttive, quindi anche di generazione della ricchezza.

Quindi non c’è, almeno da un punto di vista fiscale, un trasferimento netto verso grandi centri e cantoni urbani?

No. Sostenere una cosa del genere significa non vedere che la creazione di risorse avviene trasversalmente. Anche nel caso dell’agricoltura – che costituisce solo l’1% del prodotto interno lordo svizzero – gran parte del mercato per ortaggi e frutta si trova nelle città, e la filiera di distribuzione e vendita non ha soluzione di continuità. D’altra parte, risulta difficile sostenere che i servizi che le città possono permettersi grazie alle loro economie di scala siano finanziati dalle campagne. Al contrario, proprio le aree rurali beneficiano di aiuti speciali: sussidi diretti e indiretti all’agricoltura, protezione dalle importazioni, sgravi su carburanti e combustibili, assegni familiari a carico delle casse pubbliche invece che dei datori di lavoro. Più in generale, i flussi di redistribuzione fiscale intercantonale e regionale non dimenticano certo le campagne.

Non c’è comunque il rischio che le città dirottino parte delle risorse grazie al loro peso politico?

Ma anche le città accettano e sostengono gli aiuti alle campagne, proprio perché siamo tutti sulla stessa barca e vanno garantite la diversità e la cura del territorio. Il nostro sistema politico, poi, è disegnato per conferire a ciascun cantone un peso analogo almeno a livello di votazioni popolari e per Consiglio degli Stati.

Nel conto del dare e dell’avere sono da considerare anche le cosiddette ‘esternalità’: ricadute positive o negative anche al di fuori del proprio perimetro.

Anche in questo caso, è difficile negare il ruolo propulsivo delle città in ambiti quali la formazione e l’innovazione. Le tecniche agrarie e i macchinari utilizzati in campagna, ad esempio, beneficiano delle ricerche dei Politecnici e sono trasferite in campagna grazie all’educazione di figure professionistiche che proprio lì andranno a operare. Analogamente, le valli dipendono molto dal turismo cittadino.

Chi vive fuori dalle città, però, lamenta l’accentramento di servizi fondamentali, ad esempio quelli sanitari.

Al netto dell’esigenza di aggregare alcune realtà per garantirne il buon funzionamento, il problema vero è quello del ridimensionamento generale del servizio pubblico. E questo – quindi servizi peggiori e meno accessibili – colpisce anche l’abitante di città. Un problema, insomma, che si affronta e si risolve anch’esso solo tutti insieme.

A proposito di servizi, all’Udc paiono dare fastidio soprattutto quelli forniti agli stranieri – 30% della popolazione urbana contro il 15% di quella rurale –, oltre alle prestazioni sociali erogate a presunti “parassiti”.

Come detto, i trasferimenti sociali non beneficiano le città a discapito delle campagne. Quanto all’accoglienza degli stranieri, risulta proporzionale alla capacità di integrarli nel tessuto produttivo, entro il quale contribuiscono a generare quel gettito fiscale che serve ad aiutare chi si trova senza lavoro o in altre difficoltà. Va ricordato peraltro che in passato, quando si riproponeva ciclicamente il problema dei rifugiati, sono stati proprio i comuni di campagna a non volerne assorbire una quota proporzionale e a lasciare l’onere ai centri urbani.

Tornando alla fiscalità, una realtà territoriale così fluida e interconnessa pone nuovi problemi. In un mondo in cui potremmo abitare a Scudellate e lavorare per un’azienda di Zugo, ha ancora senso puntare sulla competizione fiscale intercantonale e intercomunale?

Sicuramente questo approccio rischia di esacerbare i problemi. Ma ci sono anche molte altre sfide: ad esempio la necessità di trattare diversamente chi può lavorare a casa propria e chi deve comunque spostarsi, pensiamo agli infermieri. Non è solo una questione di esazione e redistribuzione geografica, ma anche di investimento: occorre orientare la spesa pubblica per affrontare le nuove sfide sociali e infrastrutturali.

In Ticino c’è l’unica delle prime dieci città svizzere con un Municipio spostato verso il centrodestra. Eppure Lugano appare sempre più ‘diluita’ in un’urbanizzazione diffusa lungo tutto l’asse del cantone. Come si declina localmente il confronto città/campagna?

Se la distinzione risulta fumosa per la Svizzera in generale, lo è ancor più per il canton Ticino, che è il classico esempio di città diffusa; a volte anche confusa, se si pensa allo sviluppo passato in aree come quella di Chiasso e Mendrisio o del Pian Scairolo. Sia come sia, il Ticino è una realtà urbana almeno da Brogeda a Biasca, integrata a sud nell’immensamente più grande area insubrica e sempre più collegata a nord con le realtà di oltre Gottardo, specie dopo la realizzazione di AlpTransit. In Ticino ancor meglio che altrove si vede dunque quanto sia sbagliato e controproducente contrapporre città e campagne.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved