covid-pass-in-azienda-poco-probabile
Keystone
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
16 min

Ponte Brolla, tiro obbligatorio

Ultima occasione per tutti i militi sabato pomeriggio. Non è invece agibile lo stand dai 25m per la pistola
Locarnese
22 min

Losone, concerto al Meriggio

Domenica, per l’ultimo appuntamento della rassegna ‘PoMeriggio in musica’, si esibiranno Amanda Nesa e Nicolas Mottini
Ticino
58 min

In Ticino un altro decesso per Covid, 26 contagi in 24 ore

Scende di 4 unità il numero di persone ricoverate negli ospedali ticinesi
Locarnese
59 min

Locarno nelle immagini, nel paesaggio e nella letteratura

Ultimo appuntamento alla Biblioteca cantonale con il ciclo Chilometro zero’ venerdì sera
Luganese
1 ora

A Bissone si festeggia san Carpoforo

Alla Messa che sarà celebrata domenica 26 settembre alle 10 sarà presente il vescovo emerito monsignor Giacomo Grampa
Locarnese
1 ora

Locarno, la squadra del Salva è pronta

Nel corso dell’Assemblea del Servizio ambulanza nominati i rappresentanti nei vari organi statutari. Lorenzo Tomasetti alla presidenza.
Grigioni
1 ora

Il ‘vaxbus’ riparte per un nuovo giro nei Grigioni

L’autobus per le vaccinazione spontanee visiterà altre 38 località. Durante la prima tornata sono state effettuate 3’900 vaccinazioni
Luganese
1 ora

Arrivano le bici, traffico auto deviato a Lugano

In occasione dell’evento ciclistico “Lugano Bike Emotions 2021” che si terrà da sabato 25 a domenica 26 settembre
Locarnese
1 ora

Il PALoc: ‘pensato male e realizzato peggio!’

Duro attacco de I Verdi del Locarnese ai contenuti del piano d’agglomerato. Troppe le soluzioni adottate che non convincono il gruppo
Mendrisiotto
1 ora

Mendrisio può chiudere il nucleo di Ligornetto al traffico

Il Tribunale cantonale amministrativo dà ragione alla Città sulle limitazioni a fasce orarie. Ma Stabio è già pronto ad appellarsi all’Alta Corte
GALLERY
Mendrisiotto
5 ore

Don Feliciani: ‘Il cristiano deve fare politica’

In occasione dei suoi primi 20 anni di attività a Chiasso, l’arciprete ha pubblicato il suo quarto libro. Lo abbiamo incontrato
Ticino
13 ore

‘Salario minimo, Ccl e storture: tocca a noi dare la risposta’

Nella discussione generale in Gran Consiglio emerge un asse Ps-Lega. Fonio e Jelmini (Ppd) sulle barricate. Speziali (Plr): ‘Ombre, ma ci sono tante luci’
Bellinzonese
13 ore

Enti autonomi Bellinzona: qualche ombra, tanti ‘sì’

Votati i consuntivi 2020. Il gruppo Lega/Udc sollecita più trasparenza e intraprendenza per Musei e Teatro. Nuova illuminazione per i castelli
Locarnese
14 ore

Ascona, giù gli alberi pericolanti per proteggere la litoranea

Lavori urgenti su due ettari di bosco in zona Moscia, dopo la frana dello scorso 13 agosto
Bellinzonese
15 ore

Anche il Plr voterà 250’000 franchi per la nuova Valascia

Bellinzona: i liberali-radicali aderiscono alla proposta Ppd di dimezzare il mezzo milione ora sostenuto solo dalla Sinistra. Verdi/Mps/Fa contrari
Bellinzonese
16 ore

Lumino, via libera ai crediti legati al nubifragio di agosto

Il Consiglio comunale approva i messaggi municipali per i costi già sostenuti a la realizzazione di una vasca di contenimento sul riale Valentra
Mendrisiotto
16 ore

Un concerto per i 40 anni dell’orchestra ‘Arrigo Galassi’

L’appuntamento è per venerdì presso la chiesa Sant’Antonio Abate di Genestrerio. Le soliste saranno Daniela Zanoletti e Patrizia De Santis
Ticino
16 ore

Vendemmia al via nel Sopraceneri

Da domani è possibile consegnare le uve della sponda destra del Ticino
Ticino
16 ore

Centrale comune d’allarme: gli inquilini ora ci sono tutti

Dallo scorso aprile alla Cecal vengono gestite anche le chiamate al 144. ‘Oggi è un centro di competenze per gli enti di primo intervento, un unicum in Svizzera’
Luganese
16 ore

Rarità allo Zoo di Neggio: nati tre cuccioli di nasua albini

I piccoli sono nati lo scorso 31 maggio. La cucciolata è composta da cinque esemplari: tre albini come il papà e due no, come la mamma
Mendrisiotto
16 ore

A Riva San Vitale la Bottega del Mondo festeggia 30 anni

L’importante traguardo sarà celebrato sabato con un aperitivo accompagnato dalle note del ‘duo del lago’
Mendrisiotto
17 ore

Stabio avvia un primo progetto di contracting

L’iniziativa concerne la generazione di calore e la fornitura di energia fotovoltaica. Coinvolti anche i privati
Ticino
29.07.2021 - 05:300
Aggiornamento : 14:18

Covid pass in azienda? ‘Poco probabile’

Albertoni: chiedere ai dipendenti se sono vaccinati è ‘concesso in modo limitato’

Posso chiedere ai miei dipendenti se sono vaccinati? Devo fare differenze fra chi lo è e chi no? Sono queste alcune domande che si pongono molti datori di lavoro. Il presidente della Commissione federale per le vaccinazioni Cristoph Berger ha recentemente suggerito ai microfoni della Srf di utilizzare i certificati Covid anche sul posto di lavoro per evitare continui test. «Le aziende seguono la legislazione in atto quindi al momento non possono formalmente pretendere nessun obbligo a presentare una certificazione per far lavorare», spiega alla ‘Regione’ Stefano Modenini, direttore dell’Associazione industrie ticinesi (Aiti). «Resta in linea generale un invito a immunizzarsi perché evidentemente in questo modo si è protetti dalla malattia e ciò permette anche di evitare assenze e problemi con i colleghi sul posto di lavoro. In più, abbiamo visto, in particolare questo fine settimana con la lettera del medico cantonale, che anche lo Stato fa pressioni sempre più forti per quanto riguarda la raccomandazione a vaccinarsi. Ogni azienda cerca quindi di sensibilizzare i propri collaboratori in questa direzione, chiaramente rispettando anche chi non è d’accordo, ma tutti i datori di lavoro sono tutelati nella misura in cui possono applicare delle restrizioni a chi non può garantire la propria non contagiosità. Una misura in tal senso potrebbe essere quella di mantenere l’uso della mascherina per i dipendenti non vaccinati».

Ma un’azienda, a livello legale, può chiedere ai dipendenti se sono immunizzati? «È una domanda concessa in modo limitato, come per quella sull’eventuale gravidanza quando si assume una donna», ci dice Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio del cantone Ticino. «Però è chiaro che va valutata la questione. Se essere vaccinati è essenziale per svolgere un certo tipo di lavoro, allora c’è un certo margine. Un esempio può essere quello dei viaggi professionali in Paesi che richiedono l’immunizzazione. Ci sono comunque delle condizioni abbastanza rigorose per poter porre questo tipo di domande».

Secondo Giangiorgio Gargantini, segretario regionale del sindacato Unia, «la legislazione in vigore impedisce questa richiesta diretta da parte del datore di lavoro, visto che entriamo chiaramente nel campo della sfera privata. È peraltro innegabile che siamo confrontati con una situazione sanitaria grave che stravolge la concezione comune della situazione». Al riguardo Gargantini chiede «una chiara comunicazione da parte delle nostre autorità sanitarie e politiche su cosa sia necessario fare per assicurare la protezione della popolazione e in che modo bisogna farlo». Molti datori di lavoro si chiedono se debbano adottare delle misure specifiche: secondo il segretario Unia non dovrebbero essere le aziende a dover decidere cosa fare.

‘Evitare misure differenti tra aziende’

Nel caso un’azienda prenda dei provvedimenti, non c’è il rischio che le persone non vaccinate vengano discriminate sul posto di lavoro? « Il rischio di discriminazione nasce soprattutto quando una determinata attitudine è definita al di fuori di contesti legali e giuridici valutati e approvati – prosegue Gargantini –. Se e quando ci saranno delle direttive precise bisognerà valutarle per capire se ci siano o no un rischio discriminazione o altri aspetti problematici». L’importante, per il sindacato, è che vengano rispettati tre postulati: «Il primo è il diritto al lavoro, non si può privare qualcuno del diritto di andare a svolgere la propria professione. Il secondo è la necessità di avere una protezione della salute collettiva. Il terzo è che bisogna assolutamente evitare che si parta in modo differenziato, cioè che ogni azienda abbia misure differenti. Si creerebbe un caos ingestibile che sarebbe qualcosa di pericoloso».

Per ora, riguardo a misure speciali al lavoro per chi non è vaccinato, «non ci sono prescrizioni generali – riprende Stefano Modenini –, perché comunque le aziende praticano i piani di protezione della Confederazione che sono già noti e le persone all’interno delle industrie sono ormai sensibilizzate da tempo. In ogni caso, nonostante non sia ufficialmente obbligatorio, vediamo che molto spesso la mascherina è ancora utilizzata anche dalle persone già vaccinate. La preoccupazione centrale resta comunque quella di non creare problemi ai collaboratori e ai colleghi immunizzati e non».

Per quel che concerne l’utilizzo del Covid pass al lavoro il direttore di Aiti non pensa che «verrà introdotto in Svizzera un obbligo vero e proprio di certificare l’avvenuta vaccinazione o guarigione perché i pareri sono abbastanza divisi. In questo scenario l’unica cosa che possiamo fare è invitare le persone a dichiarare il loro stato, sebbene nessuno sia tenuto a rispondere. In caso di introduzione di un tale strumento, un datore di lavoro può ad esempio conoscere la situazione del dipendente, il che è utile, nonostante i rari casi di contagio registrati tra la popolazione immunizzata, perché la grandissima parte dei dipendenti non si ammalerà o non sarà sottoposta a quarantena in caso di contatto con un positivo. In tal senso, essere a conoscenza dello stato di salute dei propri collaboratori probabilmente per le aziende rappresenterebbe un vantaggio. Ciononostante, ribadisco che dubito che ci sarà un obbligo generalizzato in Svizzera a presentare un certificato Covid sul posto di lavoro. Verosimilmente resterà una forte raccomandazione a vaccinarsi».

Test al lavoro: ‘Il Ticino è partito in ritardo’

E per quanto concerne i test in azienda? «La fase dei test purtroppo in Ticino è partita con ritardo ed è arrivata sostanzialmente quando sono cominciate le vaccinazioni su larga scala – prosegue Modenini –. È però chiaro che chi non è vaccinato sicuramente può essere sottoposto a controlli maggiori, tra cui anche dimostrare di non essere positivo. Va però sottolineato che un obbligo formale adesso non esiste, sta a ogni azienda decidere. Bisogna pur dire che chi non vuole vaccinarsi qualche tutela maggiore la deve accettare». L’idea di presentare un documento, quello vaccinale, può creare differenze fra lavoratori? «Se da una parte è comprensibile se vi sono motivi di salute pubblica, dall’altra parte ci vuole equilibrio perché la questione è delicata», rende attenti Luca Albertoni. «Finora il buon senso e le misure di protezione hanno dato buoni risultati e ci piacerebbe che continuasse a essere così, senza misure draconiane imposte. Il limitarsi al solo vaccino, escludendo chi può ricorrere ai tamponi o è guarito, sarebbe ad esempio, dal nostro punto di vista, eccessivo. È chiaro che si tratta di una complicazione in più per molte imprese quindi è da valutare bene, mantenendo la proporzionalità di eventuali misure».

‘Non tutto si può risolvere con il telelavoro’

Il direttore della Camera di commercio ricorda che vi sono anche problemi pratici che «non possono essere risolti tutti col telelavoro. Non è possibile far lavorare da casa o in un altro regime tutti i non vaccinati. Ci sono molti risvolti pratici che rischiano di creare sia tensioni, che ci sono già nella società, sia difficoltà gestionali per le aziende stesse. Si rischia di andare verso l’obbligo di vaccino e personalmente ho parecchie riserve su quest’idea». Riguardo al telelavoro la situazione è cambiata: «Prima della pandemia c’era una forte richiesta e sembrava quasi di essere in ritardo su questo modo di lavorare. Poi c’è stato il telelavoro sistematico e abbiamo constatato che molte persone vogliono rientrare in ufficio perché si sono accorte che questa modalità, o perlomeno quando viene messa in atto tutti i giorni, non sempre è la migliore opzione. È dunque veramente difficile poter dire a priori quale sia la soluzione».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved