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Il direttore Lillo Alaimo (Ti-Press)
04.07.2021 - 15:11
Aggiornamento: 15:53

È uscito oggi l’ultimo numero del ‘Caffè’

Il domenicale era nato 28 anni fa. Dopo l’estate lo sostituirà un nuovo settimanale a distribuzione gratuita sotto l’egida del Corriere del Ticino.

Un maiuscolo “Grazie” sotto la testata. Così il direttore Lillo Alaimo ringrazia i lettori del Caffè, giunto oggi alla sua ultima edizione. ll domenicale – nato 28 anni fa a Locarno come quindicinale e divenuto settimanale cinque anni dopo – va in ‘pensione’ insieme a lui e allo storico redattore Clemente Mazzetta. A continuare a modo suo questa esperienza sarà ora una nuova testata, anch’essa sotto l’egida del gruppo Corriere del Ticino (nel quale il Caffè era confluito tre anni fa, rimediando così all’addio dell’editore Ringier). Il progetto in partenza a fine agosto si chiamerà ‘La Domenica’ e sarà anch’esso distribuito gratuitamente nelle consuete ‘cassette’, con un’edizione online a pagamento. A Muzzano si trasferirà tutto il personale restante del Caffè. Direttore della nuova iniziativa sarà lo stesso del Corriere, Paride Pelli, mentre proprio dal Caffè arriverà il caporedattore Mauro Spignesi.

L’editore Giò Rezzonico ha ricordato come l’operazione si sia resa necessaria a causa del “tracollo” delle entrate pubblicitarie – meno 80% dal 2008 –, esacerbato dalla crisi pandemica e dal mancato accesso agli aiuti indiretti agli editori, riservati a chi effettua spedizione postale. Nell’ultima puntata della sua rubrica ‘Fuori dal coro’, Rezzonico ha spiegato e difeso le scelte di un trentennio: “All’interno della nostra reale indipendenza, abbiamo sempre dichiarato di voler proporre un giornalismo d’inchiesta”, un “servizio alla democrazia” che deve affrontare le “difficoltà o pericoli rappresentati dal fatto di camminare sempre su un crinale molto ripido e delicato con il rischio di cadere da una parte nella spettacolarità e nel sensazionalismo e dall’altra nel pettegolezzo”. Nonostante le molte pressioni politiche riscontrate e le difficoltà del settore, Rezzonico ha comunque voluto concludere con una nota ottimistica: “Alla domanda: ma il giornalismo d’inchiesta è possibile in Ticino?, rispondo che praticarlo è faticoso e difficile, ma possibile”.

 

 

 

 

 

 

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