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18.06.2021 - 14:39
Aggiornamento: 16:29

Coronavirus in Ticino, chiudono i checkpoint per i test Covid

Tre i casi di variante Delta (ex 'indiana') finora rilevati in Ticino, tutti collegati fra loro.

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(Ti-Press)

«La situazione epidemiologica migliora, siamo ormai a contagi a una cifra, motivo per cui si procede a degli adeguamenti delle regole in vigore»ha dichiarato Raffaele De Rosa nel momento informativo organizzato oggi per aggiornare sulla situazione epidemiologica in Ticino.

La campagna di sensibilizzazione passa dal colore arancione al colore blu. «Il colore blu, dopo 4 mesi, sottolinea l'entrata in una fase di normalizzazione, sottolineata dai nuovi allentamenti proposti dal consiglio federale»ha proseguito il direttore del Dss «Il Consiglio di Stato si è detto fondamentalmente d'accordo con gli allentamenti, chiedendo di rendere semplici e coerenti le regole, soprattutto per la popolazione che deve rispettarla».

«Riguardo le regole di entrata in Svizzera», ha proseguito De Rosa, «abbiamo chiesto di tenere alta l'attenzione sulle regioni con varianti pericolose del virus, dobbiamo scongiurare di essere trascinati in una nuova ondata pandemica».

Arriva anche un adeguamento del dispositivo di test: De Rosa ha comunicato che i checkpoint per i test Covid- verranno chiusi, la capacità di test rimane garantita grazie ai medici, alle farmacie e agli ospedali.

3 i casi di variante Delta in Ticino

Ottimista anche il medico cantonale Giorgio Merlani: «Abbiamo avuto il tasso di replicazione sotto 1, anche sotto 0.7. Quando si arriverà a cifre molto basse non si abbasserà ulteriormente. La percentuale di test positivi è sotto il 2%, si sta continuando a testare in modo importante. Particolarmente positivo il fatto che il Ticino sia il cantone con l'incidenza al momento più bassa»

«Quello che dà un po' meno segnali positivi e motivi di gioire è la costante incertezza e incognita sulle varianti» ha dichiarato Merlani. La variante Alpha, in precedenza detta "inglese", è quella predominante. Pochi casi di variante Beta (sudafricana) e Gamma (brasiliana), di cui son stati rilevati due casi fra di loro connessi e relativi a un viaggio in Brasile.

Riguardo la variante Delta (in precedenza detta indiana), sono 3 i casi registrati in Ticino finora, anch'essi in collegamento diretto fra loro. La tendenza in Svizzera è tuttora contenuta, preoccupa il fatto che essa però riesca ad apparire nonostante la predominanza della variante inglese. 

Vista la situazione favorevole, il medico cantonale ha inoltre comunicato che si sta provvedendo ad adeguare ulteriormente le regole per quanto riguarda le case anziani e le strutture per persone fragili in generale. Inoltre, da domani non verranno più comunicati i dati nel weekend, come avviene anche a livello nazionale.

Pazienti Covid accolti in tutti i 4 ospedali dell'Eoc

Mattia Lepori, Vice Capo Area medica Ente ospedaliero cantonale: «Stiamo intraprendendo un cammino verso una situazione di nuova normalità. A partire dal 5 di luglio non si centralizzeranno più i pazienti Covid, ed essi verranno accolti nelle 4 sedi principali dell'ente ospedaliero, mantenendo la collaborazione con la struttura privata che ci ha accompagnato in questi mesi e che proseguirà il suo impegno. È stato necessario centralizzare i pazienti all'inizio in quanto non avevamo nessuna informazione su una malattia nuova, sulla quale non avevamo informazioni scientifiche molto precise, non potevamo neanche fare la diagnosi in Ticino mentre ora possiamo addirittura farla a casa»

La scelta, ha dichiarato Lepori, è dettata dalle conoscenze acquisite, dalla consapevolezza che con la malattia si dovrà convivere ancora per mesi, se non per anni, e dal fatto che la centralizzazione è stata comunque molto onerosa, per i pazienti, per il personale che ha dovuto essere trasferito per lunghi periodi nella regione di Locarno, e per il trasferimento dei materiali, tutto ciò che ha avuto impatto anche sull'attività ospedaliera non-Covid. «Con una presa a carico decentralizzato ci aspettiamo di andare verso un nuovo equilibrio. Abbiamo elaborato degli scenari che ci permettono di prevedere quanti pazienti potremo accogliere nelle quattro strutture: il banco di prova sarà probabilmente il mese di settembre»

Un altro interrogativo, ha dichiarato Lepori, sarà quello sull'effetto dell'influenza nella prossima stagione, se si avrà una transizione verso una sostituzione dell'influenza con il coronavirus o se l'influenza ritornerà a prendere piede, per questo è importante mantenere la prontezza di azione. Si sta tornando comunque all'offerta sanitaria pre-Covid, con la riapertura progressiva dei pronto soccorso.

 

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