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17.06.2021 - 10:00
Aggiornamento: 11:06

Caso Dpd, Unia consegna petizione: 'trattative immediate!'

Il sindacato consegna le firme di 187 autiste e autisti con cui si chiede all'azienda di assumersi le proprie responsabilità in merito alle irregolarità emerse

Dopo le rivelazioni sulle irregolarità e degli abusi emersi presso il servizio di spedizione dei pacchi, di cui ci eravamo occupati nei mesi scorsi, Unia aumenta la pressione su Dpd chiedendo "trattative immediate". Il sindacato comunica di aver consegnato oggi al Ceo dell'azienda, Tilmann Schultze, una petizione con cui 187 autiste e autisti di tutti gli 11 depositi della Svizzera chiedono soluzioni: "Ogni giorno consegniamo pacchi per DPD e li smistiamo nei depositi. Lavoriamo da anni in condizioni insostenibili. Avete la responsabilità di porre rimedio a questa situazione". Dal canto suo il sindacato, che ha consegnato le rivendicazioni presso la sede principale di Dpd Svizzera a Buchs "a nome degli autisti (che devono lavorare dalla mattina presto)"  commenta nel comunicato odierno: "DPD deve finalmente sedersi al tavolo negoziale con gli autisti e il sindacato Unia"


"La responsabilità compete a DPD"

Secondo Unia, "DPD sta tentando di sottrarsi alle sue responsabilità e attribuisce la colpa di tutti i problemi ai suoi numerosi subappaltatori. Eppure questi ultimi sono solo rotelle dell’ingranaggio del «sistema DPD» e non controllano ad esempio né il numero dei pacchi né l’organizzazione dei giri di consegna". Il sindacato osserva che le stesse irregolarità "interessano numerosi subappaltatori (giornate lavorative interminabili, mancata registrazione della durata del lavoro, veicoli in pessime condizioni)" e che dunque s’impongono "soluzioni globali". "Solo DPD può risolvere il problema" "la netta presa di posizione di Unia, motivata dal fatto che "se nel frattempo singoli subappaltatori hanno introdotto piccoli miglioramenti (ad esempio la registrazione di parte della durata del lavoro), c’è bisogno di una modifica delle condizioni quadro che hanno reso possibili queste gravi irregolarità".

"PostCom interviene e DPD nasconde la testa sotto la sabbia"

Il sindacato Unia fa notare che il parere è condiviso anche dalla Commissione federale delle Poste (PostCom), che il 17 maggio ha riconosciuto che l’esternalizzazione a subappaltatori rappresenta un problema nel settore del recapito. PostCom ha emesso un provvedimento di vigilanza nei confronti di «un fornitore» ("tutto indica che si tratta di DPD", osserva Unia), perché i contratti che ha concluso con i suoi subappaltatori «non garantiscono che tali subappaltatori rispettino le condizioni di lavoro usuali nel ramo». Unia definisce quindi "piuttosto fantasiose" le dichiarazioni ai media di DPD in cui si nega che siano state rilevate violazioni presso l'azienda opresso i suoi subappaltatori .

"DPD si prende gioco dei giornalisti"

"Anche le altre argomentazioni di DPD sono inconsistenti" è l'accusa di Unia, che riporta alcune "false dichiarazioni" rese ai media da DPD nelle ultime settimane:

«Il contratto collettivo di lavoro in vigore viene rispettato». "In verità il CCL CEP & Mail, cui sottostava DPD, non è più in vigore dalla fine del 2020", confuta il sindacato, secondo il quale "attualmente regna una situazione di vuoto contrattuale. Il CCL non trovava comunque applicazione per i subappaltatori".
«Unia formula solo accuse generiche». In verità nel mese di febbraio Unia "ha pubblicato un rapporto di 35 pagine sulle irregolarità che caratterizzano il «sistema DPD» e da allora insieme ai fattorini e agli addetti alla logistica ha identificato i problemi concreti che interessano singoli depositi e subappaltatori e formulato rivendicazioni appropriate (cfr. cronologia allegata)". Sono inoltre in corso alcuni procedimenti giudiziari.
«Unia non vuole negoziare». In merito, il sindacato ribadisce di aver rivolto, dal 2020,  "innumerevoli offerte di negoziazione e richieste di dialogo a DPD Svizzera, al suo CEO Tilmann Schultze e a vari responsabili di depositi". Unia  ricorda che al riguardo "la volontà di avviare le trattative è stata ribadita a più riprese da Unia e dal comitato nazionale dei dipendenti. DPD non ha mai dato la propria disponibilità a fissare un incontro".

"Uno scandalo internazionale"

"Il «sistema DPD» è diventato da tempo uno scandalo internazionale", secondo Unia, che cita a sostegno anche una lettera aperta, pubblicata l'11 giugno, che 24 parlamentari UE di quattro gruppi parlamentari e sette Paesi hanno indirizzato al capo della società madre GeoPost e in cui chiedono a DPD «di porre fine alla politica antisindacale e di avviare le trattative con i lavoratori organizzati».

"Chiediamo trattative immediate!"

"È tempo che DPD ascolti le sue autiste e i suoi autisti" è la presa di posizione conclusiva di Unia. "Con l’odierna petizione il personale chiede ancora una volta ciò che dovrebbe essere naturale e scontato: che DPD trovi una soluzione insieme ai dipendenti, affinché il personale venga retribuito per il lavoro che presta e trattato in modo equo".

Leggi anche:

Dpd: gli schiavi del furgone e l’impero dei pacchi

Servizi postali esternalizzati e caso Dpd, più controlli

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