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07.06.2021 - 13:34
Aggiornamento: 20:58

La 'Giustizia e diritti' propone l'elezione di Nicola Respini

La maggioranza sceglie l'attuale sost pg per la successione di Mauro Mini alla testa della Corte dei reclami penali. Non firmano il rapporto Verdi, Udc e Corti (Ps)

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Nicola Respini (Ti-Press)

La maggioranza della commissione parlamentare ’Giustizia e diritti’ propone l’elezione di Nicola Respini, oggi sostituto procuratore generale, alla successione del giudice d’Appello e presidente della Corte dei reclami penali Mauro Mini, che ha rassegnato le dimissioni per fine agosto dopo diciassette anni in magistratura. La parola passa quindi al plenum del Gran Consiglio, cui compete la nomina dei magistrati, che si riunirà dal 21 giugno: sarà l’ultima seduta prima della pausa estiva.

Alla chiusura del concorso, lo scorso aprile, erano dodici i candidati. Alla fine sono rimasti in cinque: oltre a Respini, Sonia Giamboni, Carlo Iazeolla, Alessandra Mondada e Claudia Solcà. Attualmente Giamboni è pretore di Leventina, Iazeolla e Mondada vicecancellieri della Corte dei reclami penali mentre Solcà, in passato procuratrice pubblica e giudice dei provvedimenti coercitivi, è giudice del Tribunale penale federale, con sede a Bellinzona, dove fa parte della Corte d'appello, della quale è stata anche presidente.

Verso il voto del Gran Consiglio

Stamane la maggioranza ha firmato il rapporto allestito dalla presidente della 'Giustizia e diritti', la leghista Sabrina Aldi. Rapporto - Udc, Verdi e Nicola Corti (Ps) non lo hanno sottoscritto - con cui si propone al Gran Consiglio l’elezione di Nicola Respini, di area Ppd, la stessa area politica di Mini. I giochi però non sono del tutto fatti. Sulla proposta della commissione dovrà pronunciarsi il plenum del parlamento, con voto segreto. Bisogna inoltre vedere cosa faranno gli altri quattro aspiranti giudici d'Appello: manterranno la candidatura, sottoponendosi così al giudizio del Gran Consiglio, o la ritireranno? Una mancata adesione del parlamento alla proposta commissionale, osserva poi qualcuno, rappresenterebbe un atto di sfiducia nei confronti della 'Giustizia e diritti', cosa che potrebbe incrinare i già non facili rapporti fra i partiti. Non resta che attendere l'esito della votazione in Gran Consiglio.

Al Ministero pubblico da oltre vent'anni

Classe 1961, Nicola Respini è stato eletto procuratore pubblico nel dicembre del 2000. In precedenza, dal 1991, ha lavorato come vicecancelliere redattore in quella che all’epoca, in seno al Tribunale d'appello, si chiamava Camera dei ricorsi penali. Erano gli anni, fra l’altro, delle rogatorie inoltrate dai pubblici ministeri di Milano del pool ’Mani pulite’ che indagavano sul giro di tangenti che aveva investito i partiti italiani, con una parte importante del denaro finita su conti ticinesi. Da qui le molteplici richieste di assistenza giudiziaria per raccogliere nella vicina Svizzera le prove della corruzione, vera o presunta.

Oggi Respini è sostituto pg. Ed è anche vicepresidente del Consiglio della magistratura. Se verrà designato dal parlamento giudice d'Appello, subentrando a Mauro Mini, la commissione 'Giustizia e diritti' dovrà aprire un concorso per l'elezione di colui o colei che gli succederà al Ministero pubblico.

Potenziamenti, concorsi e nomine

Ministero pubblico che è stato di recente potenziato (la decisione del Gran Consiglio è di metà marzo), con due magistrati inquirenti in più. Dunque, da ventuno pp (procuratore generale compreso) a ventitré. Il 18 giugno scadrà il concorso per la nomina dei due procuratori. L'elezione avverrà dopo la pausa estiva. Ma di questi tempi la Procura non è l'unica autorità giudiziaria interessata da potenziamenti e relative nomine. Una settimana fa il parlamento ha reintrodotto il quarto giudice dei provvedimenti coercitivi, dopo che nel 2016, nell'ambito della manovra di risparmio per risanare le finanze cantonali, la politica aveva ridotto di un'unità l'organico dei magistrati dell'Ufficio dei gpc. Il bando di concorso per la designazione del quarto giudice di garanzia uscirà prossimamente. E sempre prossimamente il Gran Consiglio sarà alle prese con un'altra nomina riguardante l'apparato giudiziario cantonale: in ballo c'è infatti la sostituzione di Marco Kraushaar, presidente della Pretura penale dal 2003, da quando è operativa. Il giudice, di area Plr, ha rassegnato le dimissioni per la fine di febbraio del 2022.

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