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03.06.2021 - 19:030

‘Il Governo non vuole sostenere il corpo studentesco’

La petizione del Sisa, respinta dal Consiglio di Stato, chiedeva un limite alle bocciature, corsi di recupero e la possibilità di ripetere la maturità

a cura de laRegione

Un limite alle bocciature, l'introduzione di corsi di recupero pubblici e gratuiti in tutti gli ordini scolastici e la possibilità di ripetere la maturità ad agosto. Erano queste le tre rivendicazioni contenute nella petizione ‘Pandemia e difficoltà scolastiche: sosteniamo il corpo studentesco’ promossa dal Sindacato indipendente studenti e apprendisti (Sisa). Proposte che sono state rifiutate “in blocco” dal Governo ticinese. Le oltre mille firme erano state consegnate lo scorso 30 aprile. 

Facendo riferimento ai dati relativi al primo semestre, “il Consiglio di Stato ignora la condizione effettiva del corpo studentesco che non può essere riassunta da qualche cifra e risultato quantitativo”, si legge nel comunicato stampa. “Il rifiuto di abrogare il limite di bocciature, oppure la sua sospensione per l’anno scolastico in corso viene giustificato con l’invito alle direzioni d'istituto a derogare al regolamento nei casi eccezionali, ritenendo la misura corretta per riorientare la scelta formativa”. Il Sisa, non d'accordo con questa spiegazione, ricorda che “la pandemia ha accentuato il regime di pressione che quotidianamente uno studente vive, mettendo in serio rischio il suo benessere psichico e compromettendo un clima favorevole all'apprendimento”. 

Sul punto riguardante i corsi di recupero, il Consiglio di Stato ritiene che l'offerta attuale sia sufficiente, ma secondo il sindacato studentesco il problema sussiste nel post–obbligatorio, deficit che “non è colmato dagli sportelli eterogeneamente organizzati nei vari istituti”.

Rispetto alla proposta di organizzare una sessione di recupero degli esami di maturità “la risposta ottenuta è contraddittoria: da un lato si fa appella all'incompatibilità legale con l'Ordinanza federale, dall'altro si cita il caso del Canton Vaud, in cui una proposta simile è già realtà”, si indigna il Sisa che afferma: “Anche qui il Governo, partendo dalla costatazione quantitativa che gli allievi a bocciare l'ultimo anno siano pochi, sottovaluta la condizione di ansia e stress che gli studenti vivono durante gli esami”. Il sindacato invita dunque il Consiglio di Stato a rivedere la propria decisione.

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