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29.05.2021 - 18:34
Aggiornamento: 30.05.2021 - 15:16

Bellinzona, manifestazione per il personale sociosanitario

L'evento si è svolto questo pomeriggio in Piazza Governo e ha visto la partecipazione di circa 200 persone

bellinzona-manifestazione-per-il-personale-sociosanitario
Ti Press

Sono circa 200 le persone che questo pomeriggio si sono ritrovate in Piazza Governo a Bellinzona, a partire dalle 14, per chiedere migliori condizioni contrattuali e nuove assunzioni all'interno del settore sociosanitario. La manifestazione è stata organizzata e sostenuta dai Sindacati Ocst, Sit, Vpod, dall’Associazione Infermieri, da Labmed e da altre associazioni del personale medico-tecnico.

"Il virus Covid-19 mette a dura prova il personale sociosanitario. In questo periodo di crisi pandemica, noi operatrici e operatori del settore siamo più volte stati considerati indispensabili e visti come eroi(ne) di guerra", si legge in un comunicato. "Tuttavia, va ricordato che indipendentemente dalla pandemia, siamo confrontati giornalmente con situazioni complesse, gioie e dolori. Dobbiamo cercare il giusto equilibrio tra professionalità ed empatia verso i pazienti, altrimenti rischiamo di diventare noi stessi quelli che avranno bisogno di cure".

L’opinione pubblica e la politica "si dimenticano spesso che quanto viene fatto giornalmente nelle strutture ospedaliere, nelle case anziani, nei servizi di assistenza e cura a domicilio, nelle istituzioni sociali e nelle strutture sociopsichiatriche è la norma, da quando esistono queste professioni". Prosegue il comunicato. "I turni nei giorni festivi e di notte, la burocrazia, lo spostamento frequente dei giorni di riposo, i picchetti cui siamo sottoposti… spiegano perché noi operatrici e operatori sociosanitari siamo sovente stanchi".

"Essere compresi e valorizzati"
"Abbiamo scelto questo lavoro perché ci dà soddisfazione, perché essere al servizio di chi ha bisogno delle nostre cure è fonte di gioia e ci fa sentire utili" si legge ancora. "Ma per essere performanti abbiamo bisogno di essere compresi e valorizzati, riconoscendo quanto facciamo tutti i giorni. Desideriamo essere adeguatamente considerati in termini di salario e di tempo libero. Abbiamo bisogno di forme generalizzate di prepensionamento per il personale anziano logorato ed esaurito. Vogliamo avere a disposizione più effettivi per poter disporre di turni di lavoro meno pesanti e con i giusti tempi di recupero". E, inoltre, "chiediamo una ripartizione dei compiti nelle strutture sociosanitarie che permetta di prendere a carico i pazienti con la calma e l’attenzione che si meritano, così come abbiamo imparato a fare. Senza tutto ciò, un personale stanco e demotivato rischia di commettere errori e di entrare nella routine, che è il vero veleno per la qualità delle cure".

Viene poi sottolineata anche l’importanza di "avere il tempo per introdurre i nuovi assunti e per insegnare bene agli allievi, che rappresentano il nostro futuro. Oggi manifestiamo affinché le nostre bellissime professioni vengano pienamente riconosciute e speriamo che i miglioramenti per i quali lottiamo possano stimolare altre/i giovani a intraprendere questo cammino professionale".

Per questo "ci appelliamo al Cantone e ai Comuni chiedendo loro di migliorare il finanziamento dei contratti di prestazione con le strutture ospedaliere, con le case anziani, con i servizi territoriali, con le istituzioni sociali e con le strutture e i servizi sociopsichiatrici". Si chiede inoltre alle autorità di "deliberare finalmente i mezzi economici necessari per migliorare le condizioni di lavoro e per garantire la qualità delle cure e della presa a carico di pazienti, di anziani e di invalidi".

 

 


 

 

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