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17.05.2021 - 18:59
Aggiornamento: 26.03.2022 - 14:56

‘Troppe ciclopedonali, servono piste unicamente per le bici’

L’Ata e Pro Velo Ticino lanciano una campagna volta a sensibilizzare sulla convivenza fra pedoni e ciclisti

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Ti–Press

«La situazione è insoddisfacente. Invece che costruire ciclopiste, si concede ai ciclisti l’accesso su marciapiedi più larghi», afferma Bruno Storni presidente della sezione svizzero italiana dell’Associazione traffico e ambiente (Ata) riferendosi ai percorsi per pedoni e biciclette sul territorio cantonale. Una situazione che può creare spesso conflitti e incidenti. Per questo motivo l’associazione, insieme a Pro Velo Ticino, lancia una campagna di sensibilizzazione basata sulla collaborazione, invitando ciclisti e pedoni al rispetto reciproco soprattutto negli spazi condivisi: «È importante che le persone in bicicletta cerchino il contatto visivo con gli altri utenti e adattino il comportamento di guida e la velocità. I pedoni invece dovrebbero evitare di camminare o di sostare al centro della strada concedendo sufficiente spazio alle due ruote», spiega Storni. In alcune situazioni le biciclette sono costrette a viaggiare sulle strade, un problema che secondo Marco Vitali, presidente di Pro Velo Ticino, si potrebbe risolvere con un abbassamento dei limiti di velocità per i veicoli a motore e la creazione di piste dedicate unicamente alle bici. Viene dunque chiesto alle persone di segnalare i luoghi pericolosi alle associazioni di categoria o alle autorità.

Infrastrutture critiche

Molta responsabilità riguardo alle infrastrutture ricade sui Comuni. «Siamo ben coscienti che non è possibile realizzare delle ciclopiste ovunque e quindi si creano degli spazi condivisi», dice Storni, che però critica alcune scelte recenti: «Oltre al Ponte Maggia, c’è la sistemazione di via Luini a Locarno. Nel progetto d’intervento iniziale biciclette e pedoni avrebbero dovuto transitare in due spazi diversi, invece la versione definitiva prevede una zona pedonale con l’accesso autorizzato alle bici».

Altro problema di convivenza quando si parla di mobilità dolce sono gli amici a quattro zampe: «Ci sono dei guinzagli molto fini e lunghi, che con i contrasti di luce sono difficilmente visibili dai ciclisti, soprattutto se il cane in quel momento è nascosto dietro un albero o una macchina», spiega Vitali. Per questo motivo viene consigliato di tenere sempre il guinzaglio corto e gli animali sotto controllo. I ciclisti, da parte loro, dovrebbero evitare di circolare nelle zone dov’è possibile lasciare liberi i cani, come per esempio in alcuni tratti dell’argine sommergibile del fiume Maggia o della golena di Bellinzona.

Bici elettriche: ‘Mezzi efficienti da valorizzare con percorsi fluidi’

Da alcuni anni quando si parla di biciclette bisogna considerare anche quelle elettriche: «Sono mezzi particolarmente efficienti ed ecologici, usati sempre da più persone per recarsi al lavoro o a scuola. Per questo motivo dovremmo avere a disposizione dei percorsi fluidi che rendano ancora più attrattive bici, elettriche e non, rispetto a bus e veicoli a motore», dice Storni, al quale fa eco Vitali: «Bisogna cambiare mentalità e disporre delle zone dedicate a questi tipi di mezzi».

Purtroppo in alcuni casi gli incidenti, anche lievi, avvengono. In queste occasioni è importante rimanere sul posto e fornire assistenza: «L’omissione di soccorso è un reato penale – ricorda il presidente –, ma in caso d’incidente, anche solo sfiorato, è buona cosa scusarsi e restare concilianti».

La campagna di sensibilizzazione si concentrerà nel Locarnese con l’esposizione di cartelloni e la distribuzione di volantini: «Ogni anno l’Ata sceglie una regione, ma saremo presenti anche in televisione con un breve spot», spiega Veronica Soldati, segretaria della sezione della Svizzera italiana, che ha annunciato anche la stampa di flyer in lingua tedesca per i turisti.

La mobilità sta cambiando: «Con l’invecchiamento della popolazione, molti pensionati si tengono in forma facendo passeggiate e anche i turisti che si muovono a piedi sono di più – prosegue Storni –. Inoltre l’utilizzo di bici è in espansione grazie alla diffusione di quelle elettriche. Nell’attesa di un’effettiva separazione tra biciclette e pedoni, grazie a nuove e adeguate infrastrutture, gestiamo gli spazi condivisi promuovendo il reciproco rispetto e la cortesia». Una campagna simile era già stata proposta a Basilea

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