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14.05.2021 - 15:280
Aggiornamento : 17:58

Sciopero per il clima: non si scenderà in piazza

Il 21 maggio sarà attiva una diretta televisiva streaming che riporterà le attività e le azioni che avverranno sul territorio.

a cura de laRegione

Azioni decentralizzare a favore del clima. Sarà questa la modalità della mobilitazione del 21 maggio organizzata per rendere attenti politici e popolazione riguardo alla crisi climatica. A causa della pandemia non sarà possibile effettuare delle grandi manifestazioni nelle piazze, per questo motivo il movimento Sciopero per il clima ha programmato per quel giorno una diretta televisiva streaming di 12 ore, dalle 12 alle 24, chiamata TeleFuturo, la quale andrà in onda sul sito web www.telefuturo.ch 

“TeleFuturo riporterà tutte le azioni che avranno luogo il 21 maggio, sia live che tramite registrazioni, e offrirà un’ampia gamma d'intrattenimenti: da dibattiti a giochi, da musica live ad approfondimenti con esperte ed esperti”, si legge nel comunicato.

In occasione della giornata di azione e di altre mobilitazioni future, la sezione ticinese del movimento ha creato un documento nel quale sono presenti le principali richieste alla politica, invitando inoltre tutta la popolazione a prendere parte alla “lotta pacifica”, mobilitandosi autonomamente durante le varie giornate di azione, che si terranno fino a quando non sarà possibile tornare a manifestare in strada.

Partendo dall’articolo 2 della Costituzione federale, che prevede la conservazione duratura delle basi naturali della vita, Sciopero per il clima rivendica l’attuazione di una politica di preservazione dei suoli, delle acque e dell’aria e di protezione della biodiversità, sia in Svizzera che all’estero. Come pure una revisione del sistema agroalimentare basata sul sostegno a una produzione stagionale e locale e all'attuazione di progetti concreti di limitazione della produzione dei rifiuti e di sistema di smaltimento non dannoso per l’ambiente. 

“Il concetto di giustizia climatica è strettamente collegato alla giustizia sociale e alle lotte contro le discriminazioni”, questo perché “le conseguenze dei cambiamenti climatici colpiscono maggiormente i paesi a basso reddito e le fasce di popolazione più deboli”, scrive il movimento, chiedendo una rivisitazione del concetto di lavoro, la redistribuzione delle risorse e della ricchezza e l’eliminazione di ogni tipo di discriminazione sociale. 

Sciopero per il clima reclama inoltre una revisione del sistema di trasporto pubblico, portandolo alla gratuità generale e auspicando maggiori investimenti per veicoli sostenibili, come anche sussidi relativi alla mobilità dolce in Ticino.

Un altro punto toccato è quello del ruolo delle aziende private nella crisi climatica: “Con circa 25’500 multinazionali, la Svizzera ha una delle maggiori concentrazioni di imprese di tale entità al mondo”, scrive il movimento il quale reclama che “gli stimoli, gli aiuti e gli investimenti atti a contrastare la crisi economica causata dalla pandemia tengano conto della crisi climatica in corso e promuovano la transizione a un’economia equa, sostenibile e decarbonizzata”. 

Come ultimo punto del complesso rivendicativo, Sciopero per il clima chiede alle istituzioni politiche di riconoscere l’attuale crisi climatica come un’emergenza e dunque di inserire la risposta a tale allarme tra le loro priorità. Questo tramite una “rivalutazione delle priorità finanziarie e dell’allocazione delle risorse tra le diverse istituzioni svizzere”, una “pianificazione edilizia e territoriale più ecosostenibile e a misura d’uomo”, e una “riforma dei piani energetici dove si proponga una completa transizione verso le energie rinnovabili entro il 2030”.

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