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05.05.2021 - 17:55
Aggiornamento : 26.03.2022 - 14:53

Migliaia di militi svizzeri e italiani per un’esercitazione

Avanzano i lavori di preparazione, le simulazioni avverranno nel giugno 2022

Quasi quaranta scenari, un’intera settimana e migliaia di membri delle forze d’intervento coinvolti. Sarà questa l’esercitazione internazionale ‘Odescalchi II’, che nel giugno del prossimo anno vedrà impegnate esercito e protezione civile, svizzere e italiane, le quali si stanno preparando già da alcuni anni. «Sono molto contento di questa collaborazione, volta ad aiutare la popolazione e coordinare le forze in caso di calamità», dice il comandante della divisione territoriale 3 Lucas Caduff, secondo il quale gli incontri regolari fra le varie forze sono un caposaldo per il successo di un intervento congiunto in caso di necessità. Parafrasando così il principio delle tre ‘C’: ‘nella Crisi Conoscere i Capi’.

Ponti galleggianti, crash aerei e molto altro

L’esercitazione del prossimo anno segue quella che si tenne nel 2016 a cavallo del confine, nel Mendrisiotto e Comasco, durante la quale fu stato simulato un grave incidente chimico avvenuto alla stazione di Chiasso. Questa volta sono stati pianificati 38 scenari fra Bassa Leventina, Alto Mendrisiotto, Malcantone e Luinese. Di questi, otto saranno quelli congiunti tra le forze svizzere e italiane. Essi spaziano dall’incidente aviatorio con conseguenti incendi, l’inquinamento da idrocarburi nel lago Ceresio, al salvataggio di persone isolate a causa di forti incendi nella zona di Maccagno. Quest’ultimo esercizio richiede la costruzione di un ponte galleggiante sul lago.

«Ci incontriamo con i colleghi italiani circa quattro volte l’anno», spiega il brigadiere Stefano Laffranchini, sostituto del comandante della divisione territoriale 3. Questo per pianificare ogni fase dell’esercitazione, conoscersi e cercare di abbattere le barriere linguistiche. «Il fatto che ogni scenario venga analizzato dai rappresentanti delle organizzazioni civili e militari permette anche di riconoscere i differenti bisogni, evidenziare le diverse sensibilità e correggere quanto previsto, affinché quanto si presenterà a chi è chiamato a intervenire sia il più reale possibile», precisa Laffranchini.

Migliaia fra militari e partner della protezione della popolazione

Simulazioni che coinvolgeranno migliaia di persone, per la parte svizzera è interessata la divisione territoriale 3, di cui cinque battaglioni per un totale di circa 4mila militi, affiancati dai partner della protezione della popolazione del Canton Ticino. A essi si aggiungono i militari del comando delle truppe alpine dell’esercito italiano e le forze d’intervento civili italiane.

Sia per l’esercito svizzero sia per quello italiano, gli interventi vengono effettuati su richiesta delle autorità civili. Giuridicamente la collaborazione internazionale è regolata nell’Ordinanza sull’aiuto in caso di catastrofe all’estero. Per quanto riguarda la frontiera sud, si fa riferimento inoltre alla Convenzione tra Confederazione Svizzera e Repubblica Italiana sulla cooperazione nel campo della previsione e della prevenzione dei rischi maggiori e dell’assistenza reciproca in caso di catastrofi naturali o dovute all’attività dell’uomo, sottoscritta nel 1995.

Non solo finzione

I contatti transfrontalieri che si sono creati con il programma Odescalchi hanno permesso nel 2016 di sottoscrivere un accordo operativo in cui sono definite le procedure di intervento atte a garantire assistenza reciproca sui due territori, italiano e svizzero. L’esercitazione del 2022 è invece cornice di un ulteriore obiettivo: la sottoscrizione di accordi che regolino la collaborazione transfrontaliera fra tutte le Province italiane e i Cantoni svizzeri di confine. Tra gli scenari d’intervento quello di una conferenza internazionale alla quale dare supporto – che avverrà realmente a Pollegio – e che renderà possibile «reagire immediatamente e apportare in maniera repentina l’aiuto necessario da una parte all’altra della frontiera», spiega Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione.

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