19.04.2021 - 16:02

Le coppie italo-svizzere divise dal confine scrivono a Roma

Una lettera indirizzata ai ministri della salute e degli Interni italiani chiede la revoca dell'obbligo di quarantena per gli ingressi in Italia dai paesi Schengen

di Marco Marelli
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(Ti-Press)

''Caro governo, occupati dei nostri affetti famigliari oltre confine messi a dura prova dalle regole anti Covid''. Lo scrivono, un numeroso gruppo di italiani e svizzeri, che si firmano ''Coppie Italia Svizzera e non solo'' al ministro della Salute Roberto Speranza e all'Interno Luigi Di Maio. Una richiesta che prende lo spunto dalla decisione del Governo Draghi di allentare le restrizioni, prevedendo riapertura a cominciare dal lunedì 26 aprile. ''In questi giorni l'apertura delle frontiere, una necessità economica, così come hanno chiesto amministratori e parlamentari, costituisce un sogno anche per oltre duemila famiglie alle prese con le misure dalle regole per limitare la pandemia che impongono cinque giorni di quarantena se si vogliono raggiungere i propri famigliari per un semplice ricongiungimento''. Sta scritto nella mail al governo italiano per investirlo del problema. Portavoce della richiesta Pietro Ceccuzzi, ricercatore, naturalista, insegnante, uno dei tanti che fa ''un po' di qua e un po' di là'' dalla frontiera lombardo-ticinese.

''Siamo un gruppo di cittadini italiani e svizzeri costituito da più di duemila persone e siamo la mera rappresentazione di famiglie e coppie sposate e non residenti in Svizzera e in Italia sfortunatamente toccate dall'ordinanza emanata circa i rientri dall'area Schengen. Ci sono padri, madri con figli oltre confine, fidanzati, fidanzate e via di seguito. Con questa mail chiediamo di cambiare l'ordinanza che ci obbliga a cinque giorni di quarantena in quanto crea una disparità di trattamento tra chi abita in Italia e può raggiungere i propri affetti in un'altra regione e chi invece deve varcare il confine anche se per pochi chilometri''. Sottolinea Ceccuzzi: ''Una persona che da lunedì a venerdì lavora a Lugano, per raggiungere per il weekend i propri cari a Milano deve fare il tampone prima di partire, cinque giorni di quarantena e un altro tampone. Mentre chi abita in Italia può spostarsi da una regione all'altra. Questa disparità sta mettendo in crisi noi e le nostre famiglie che per motivi di lavoro dobbiamo già sopportare un difficile rapporto a distanza. Non ci fermeremo finchè non otterremo una risposta''.

 

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