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Per ognuno un massimo di 5 test gratuiti al mese per l’autodiagnosi
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07.04.2021 - 19:230
Aggiornamento : 08.04.2021 - 07:18

Facili da usare, poco affidabili: ecco i test ‘fai da te’

L’essenziale da sapere sul kit per l’autodiagnosi disponibile da oggi nelle farmacie

Potremo rilassarci un po’ solo quando il 50% della popolazione sarà stato vaccinato, e per questo ci vorranno altri tre mesi circa. Lo ha detto ieri in una conferenza stampa a Berna Martin Ackermann, presidente della task force Covid-19 del Consiglio federale. Secondo lo specialista, il traguardo è vicino. Ma per non vanificare gli sforzi compiuti finora, bisogna mantenere le nuove infezioni a un livello il più basso possibile. Anche i test ‘fai da te’ disponibili da ieri nelle farmacie dovrebbero dare il loro modesto contributo in tal senso. A condizione che siano utilizzati in maniera adeguata. Domande e risposte per sapere l’essenziale.

A cosa servono i test fai da te?

A stabilire se ho il Covid nel momento in cui lo eseguo.

Dove li posso trovare?

Soltanto nelle farmacie, e non in tutte. Presentando il tesserino della cassa malati, me ne posso procurare fino a 5 al mese. Posso ritirarne la stessa quantità anche per conto di terzi, sempre dietro presentazione della carta di assicurato. Quest’ultima permette di verificare se ho già ricevuto la mia quota, impedendomi così di fare incetta in altre farmacie. Attualmente un solo tipo di test ‘fai da te’ è disponibile: quello della Roche. 

Chiunque li può ottenere?

Sì, dai 6 anni in su. Compresi gli stranieri che lavorano in Svizzera, come i frontalieri (basta che presentino il permesso di lavoro e la carta sanitaria). 

Devo pagare qualcosa?

No. I costi vengono assunti dalla Confederazione e io non devo pagare né franchigia, né partecipazione ai costi. Se però ne voglio acquistare altri, oltre ai 5 gratuiti che mi spettano, allora devo pagarli di tasca mia.

Cosa li differenzia dagli altri tipi di test?

Il fatto che si può fare tutto da soli, a casa. I test disponibili finora – quelli rapidi e i test Pcr – dovevano essere eseguiti da specialisti (per esempio negli studi medici, nei centri Covid e in farmacia) e analizzati in laboratorio.

Come ci si testa?

Inserire il cotton fioc fino a 2 cm in una narice e girarlo lentamente quattro volte. Ripetere l’operazione per l’altra narice. Infilare il bastoncino nella provetta contenente il liquido reagente. Versare alcune gocce di questa miscela su uno strumento simile a un test di gravidanza. Attendere 15-20 minuti. Dopodiché se appare una barra rossa, il test è negativo. Due barre rosse indicano un risultato positivo.

Per chi sono indicati?

Per le persone che non hanno sintomi e che vogliono assicurarsi di non essere contagiose in un determinato momento.  

Quando bisogna utilizzarli?

Ad esempio poco prima di andare a un pranzo di compleanno, di vedere famigliari o amici per cena o una grigliata all’aperto, di incontrare delle persone sul lavoro, di un allenamento con la mia squadra sportiva giovanile.

Quando non bisogna utilizzarli?

Se ho sintomi (in questo caso devo sottopormi a un test Pcr) o se devo vedere delle persone a rischio, come un famigliare in una casa per anziani o all’ospedale (qui meglio un test antigenico rapido in farmacia, più affidabile). I test fai da te non servono nemmeno per accorciare un’eventuale quarantena, né per poter rientrare in Svizzera da un Paese ad elevato rischio di contagio. 

Se risulto negativo, sono sicuro di non avere il Covid?  

No, perché questi test non sono affidabili come gli altri. Un risultato negativo non è che “un’istantanea” valida 24 ore e non “esclude completamente un’infezione da coronavirus”, avverte l’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). Per questo, anche in caso di test negativo, si devono rispettare le regole di igiene e di comportamento. 

Cosa devo fare se risulto positivo?

Devo rimanere isolato in casa, contattare il mio medico curante e sottopormi a un test Pcr di conferma. 

 

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