il-traffico-di-armi-si-e-quasi-azzerato-tra-ticino-e-lombardia
(archivio Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Bellinzonese
7 ore

“Temperature in sella”, quinta tappa: da Losanna a La Brévine

I 50 ciclisti hanno concluso la propria avventura, raggiungendo la meta conclusiva del loro viaggio
Mendrisiotto
9 ore

Anche Chiasso ha la sua passeggiata enogastronomica

La ‘Raminalonga del Penz’, in programma il 22 agosto, si inserisce in una tipologia di eventi pronti a tornare ad animare il Mendrisiotto
Bellinzonese
11 ore

Valli di Blenio e Leventina: così vicine e così diverse

Viaggio cicloturistico alla scoperta dei due fondovalle segnati da destini opposti: se la Ferrovia del Gottardo fosse passata sotto il Lucomagno...
Locarnese
11 ore

Locarno, al Club Andromeda l'integrazione si fa dipingendo

Un trio di pittori e frequentatori del Centro diurno cittadino dell'Organizzazione sociopsichiatrica espone le loro opere al Rivellino il prossimo autunno
Luganese
12 ore

Ancora idrocarburi nel Lago Ceresio

È stata identificata anche la probabile causa, un'imbarcazione attraccata vicino al pontile
Mondo digitale
14 ore

'L'arte digitale è qui per rimanere'

La nuova mania del collezionismo che offre ad artisti e compratori proprietà e investimenti digitali
Mendrisiotto
15 ore

Chiasso ha fatto la sua scelta: meglio in Pedibus che in bus

Niente più sovvenzioni al trasporto pubblico per i più piccoli. Il Comune scommette sul tragitto casa-scuola a piedi
Locarnese
15 ore

Lite tra ragazze a Locarno, una vetrina spaccata

L'episodio, avvenuto questa notte in Piazza Grande, vedrebbe coinvolte quattro giovani
Bellinzonese
22 ore

Ice fishing, valutazioni in corso per Carì e il Tremorgio

Dopo la proposta della ‘Locarnese’, un gruppo di lavoro ha individuato i due laghi alpini leventinesi come potenziali luoghi ideali per la pesca sul ghiaccio
Ticino
22 ore

Vaccini, test, cartelle cliniche online, la svolta sanitaria

Dopo vari ritardi, accelera ora la sanità digitale. La storia clinica di ogni paziente ticinese accessibile con un clic, ma c'è chi fa resistenza
Ticino
 
06.04.2021 - 05:300

Il traffico di armi si è quasi azzerato tra Ticino e Lombardia

È quanto emerge da un’analisi della Questura di Como sui reati a cavallo della frontiera. Una volta il centro lariano era snodo importante per le varie mafie

C’è un reato che sembra essere definitivamente uscito dai radar delle forze dell’ordine comasche: il commercio clandestino di armi dal Canton Ticino, pistole, mitragliette e soprattutto Kalashnikov impugnate nel corso degli anni dai killer della criminalità organizzata. Anche il traffico internazionale di droga lungo la dorsale ferroviaria del Gottardo è quasi sparito. Sono, infatti, scomparsi i corrieri di stupefacenti che viaggiavano sui treni in transito dalla stazione di Chiasso con decine ovuli in pancia.

È quanto emerge da una indagine della Questura di Como sull’evoluzione dei reati nella provincia lariana negli ultimi vent’anni. «I dati stanno a dimostrare che per quanto riguarda i delitti rispetto a venti anni fa si sta decisamente meglio – commenta Giuseppe De Angelis, questore di Como –. Incominciando dai reati legati alla frontiera. Non c’è dubbio che essendo il capoluogo lariano città di frontiera è stato chiamato a fare i conti con pericolosi traffici internazionali, come sono stati per lunghi anni quelli di armi e droga».

Per capire cosa ha significato per Como il traffico di armi dal Canton Ticino è sufficiente consultare gli archivi dei giornali. O, a maggior regione, i resoconti delle audizioni davanti alla ‘Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle associazioni criminali similari’. Come quella del 4 dicembre 1992, protagonista Leonardo Messina, il primo pentito di mafia a nominare mafioso Giulio Andreotti. Dalle confessioni di ‘Narduzzo’, raccolte da Paolo Borsellino, scaturì il 17 settembre 1992 l’operazione ‘Leopardo’ (oltre duecento arresti, numerosi dei quali a Como e Varese), considerata fra le più importanti inchieste antimafia in Italia. Nel corso della lunga audizione Messina dedicò un capitolo importante alle armi. A una domanda di Luciano Violante, presidente della Commissione antimafia, il collaboratore di giustizia rispose: “Sono tutte fesserie gli articoli giornalistici che parlano di navi che arrivano a Palermo carichi di armi. Anche per le armi, come per la droga, la mafia di avvale di mille strade: quando non può disporne le ruba oppure le compra al nord, in Svizzera, nelle armerie del Canton Ticino. Negli anni in cui ero al confine obbligato a Bulgarograsso, nel comasco, ho acquistato in Ticino armi per centinaia di milioni di lire. A Lugano era come andare a comperare le caramelle. In Ticino se si conosceva l’armiere, si otteneva tutto ciò che si voleva. Un Kalashnikov costava un milione e mezzo, due milioni e trecento mila lire con due caricatori con trecento colpi”. 

In quegli anni, una volta fatto il pieno di armi in Ticino, il problema era attraversare la frontiera, anche perché allora c’erano serrati controlli. La droga ha scelto altre via. Incominciando da quella dei balcani. L’indagine della Questura lariana si è focalizzata su un ampio ventaglio di reati, fra cui alcuni abitualmente considerati minori, ma che minori non lo sono, come ben sanno coloro che li hanno subiti, in cominciando dai furti in abitazioni. Un reato odioso che nell’ultimo quinquennio si è quasi dimezzato. Stessa tendenza per le rapine. In crescita le truffe e le violenze sessuali. In calo anche le denunce per stupefacenti. In questo ambito negli ultimi anni si è registrato una attività di spaccio nelle zone boschive con il Canton Ticino. E ciò lo si deve alla clientela ticinese.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved