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02.04.2021 - 11:46
Aggiornamento: 15:03

Quei giovani 'in una società sempre più competitiva'

Disagio, pandemia e restrizioni. Il capo dell'Antidroga: la situazione odierna non li aiuta a stare lontani dalle sostanze, che vedono - a torto - come un sostegno

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Delle 1'482 persone denunciate lo scorso anno in Ticino per infrazione alla Legge sugli stupefacenti, duecentosettanta erano minorenni. Questo e altri i dati contenuti nel rapporto, pubblicato nei giorni scorsi, sull’attività svolta durante il 2020 della Sezione antidroga (Sad) della Polizia cantonale, sezione diretta dal commissario Paolo Lopa.

Commissario capo Lopa, dal suo osservatorio, quello appunto dell'Antidroga, come valuta il fenomeno del disagio giovanile in Ticino?

È un tema del quale tutti gli attori in campo, ripeto tutti, devono e dovranno occuparsene. Attorno al tavolo dovremo sederci anche noi della polizia, affiancando la prevenzione alla repressione. Ritengo che la situazione in cui si trovano oggi i giovani, rapportata all’epoca che stiamo vivendo, non li faciliti sicuramente a star lontani dalle sostanze. Si tratta di capire dove nasce il disagio e intervenire all’origine: sembra una banalità ma agendo in questo modo possiamo probabilmente contenere problematiche future.

In questo periodo pandemico, caratterizzato anche da chiusure di luoghi di ritrovo come bar e ristoranti e da una serie di restrizioni in fatto di mobilità e assembramenti, avete notato un maggior ricorso degli adolescenti all'uso di stupefacenti?

Per quanto concerne la nostra Sezione, non posso affermare di aver constatato un incremento nell’assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei giovani. È però sempre importante sottolineare che il nostro è un osservatorio particolare: le persone infatti non si rivolgono a noi spontaneamente e pertanto i nostri dati vanno contestualizzati e presi in considerazione con quelli di altri enti, segnatamente di quelli che si occupano di prevenzione e cura. Ritengo comunque che non solo la situazione dovuta all’emergenza Covid, ma altresì quella che vede i giovani sempre più confrontati con una società competitiva, dalla scuola allo sport, passando per la famiglia, avvicini malauguratamente i giovani a sostanze che, a torto, vedono come un sostegno.

Quale ruolo può comunque svolgere la Sezione antidroga della Polizia cantonale sul fronte della prevenzione?

Nonostante la nostra attività verta maggiormente sulla repressione dei reati legati al traffico degli stupefacenti, la prevenzione, come ho detto prima, è determinante, soprattutto nell’ambiente giovanile. Da parte nostra interveniamo con presentazioni sull’argomento, in particolare negli istituti scolastici dove si presentano problemi in quest'ambito e siamo sempre a disposizione per portare il tema non solo nelle scuole ma anche verso tutti coloro che ne fanno richiesta, come associazioni, imprese e via dicendo. Credo che l'aspetto della prevenzione debba essere preso sempre più in considerazione e uno dei nostri obiettivi è proprio di ampliare questo tipo di attività. Anche in tale ambito è però indispensabile lavorare coinvolgendo i genitori e gli enti preposti principalmente alla presa a carico delle persone. Con quest'ultimi - Ingrado, Icaro eccetera - si collabora rispettando ognuno la confidenzialità e intervenendo quando e dove si manifesta un problema, quale ad esempio l’immissione sul mercato illegale di una sostanza particolarmente pericolosa o di droga tagliata in malo modo.   

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